
Arteterapia: cos’è e benefici su salute e benessere
Sin dalla notte dei tempi, l’arte ha rivestito un ruolo centrale nell’esperienza umana. Partendo dagli antichi dipinti o incisioni ritrovati nelle caverne e arrivando ai moderni progetti digitali della nostra era, ogni opera creativa ha rappresentato da sempre uno strumento per comunicare, raccontare storie e, al tempo stesso, liberare le proprie emozioni. In questo senso, l’arte ha mostrato non solo il suo valore estetico e culturale, ma anche di poter avere un profondo e benefico impatto sulla mente e sulla psiche dell’individuo e di contribuire, quindi, alla sua salute e al suo benessere emotivo e mentale. Da vari decenni, oltre che di arte sentiamo parlare sempre più spesso di arteterapia. Cosa sia esattamente l’arteterapia e in quale modo differisca dal concetto di arte in generale è una domanda che si pongono in molti.
L’arteterapia dalla sua nascita ai nostri giorni
L’arteterapia, conosciuta anche come “psicoterapia dell’arte”, iniziò a essere utilizzata come pratica terapeutica intorno alla metà del secolo scorso grazie alle intuizioni di due pioniere:
- Margaret Naumburg, spesso definita “la madre dell’arteterapia”, psicologa americana,
- Edith Kramer, pittrice austriaca del realismo sociale, seguace della teoria psicoanalitica e pioniera dell’arteterapia.
La Naumburg concepì l’idea che le creazioni artistiche spontanee avrebbero potuto aiutare le persone a liberare pensieri ed emozioni inconsce facilitando l’intuizione e la crescita personale. Kramer, invece, focalizzandosi sul valore del processo creativo di per sé, ipotizzò che esso potesse costituire un valido strumento per agevolare l’integrazione di emozioni conflittuali e, di conseguenza, il raggiungimento dell’equilibrio psicologico.
Queste loro intuizioni rappresentarono le basi per la successiva applicazione dell’arteterapia in ambito terapeutico. Dal lontano 1942, anno in cui fu coniato il termine dall’artista britannico Adrian Hill, che aveva osservato che sia il disegno sia la pittura avevano avuto dei benefici emotivi sulla sua ripresa dalla tubercolosi, l’impiego dell’arteterapia si è diffuso sempre più in ambito clinico e comunitario.

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Come tutte le terapie cognitivo-comportamentali, anche l’arteterapia è una forma di psicoterapia che mira a sostenere l’individuo quando affronta momenti difficili dal punto di vista emotivo e psicologico, aiutandolo a esprimersi e a elaborare le proprie emozioni attraverso attività come disegno, pittura, scultura e simili.
Durante questo processo, le persone, sfruttando il potere creativo dell’arte, riescono a portare alla luce il proprio mondo interiore e ad acquistare maggiore consapevolezza dei propri pensieri e sentimenti. Possono così dare finalmente voce a ciò che prima, per una ragione o per l’altra, non erano riusciti a mettere a fuoco né, tantomeno, a esprimere.
Nell’arteterapia, l’aspetto fondamentale è il processo creativo e non il risultato artistico di per sé. Questo significa che non importa quanto una persona sia brava nel realizzare un’opera d’arte, ma ciò che realmente conta è:
- il partecipare attivamente al processo stesso,
- l’acquistare consapevolezza di come ci si senta durante tale processo di creazione,
- la comprensione, a livello intuitivo, cui il soggetto perviene durante questo processo.
L’arteterapia è, dunque, un efficace strumento di autoesplorazione che può rivelare aspetti significativi della vita interiore di ogni individuo persino attraverso le linee, le forme tracciate e i colori usati, proprio perché ognuno di noi è, a suo modo, un “artista”, un “creativo”.
Il ruolo del terapista
Tutte le terapie cognitivo-comportamentali si basano su due aspetti fondamentali:
- la relazione tra terapista e cliente che si crea e
- il raggiungimento di specifici fini terapeutici, qualunque essi siano.
È importante, tuttavia, comprendere che i terapisti che operano in questo ambito non giudicano la qualità dell’arte prodotta da coloro che partecipano a tali sessioni. Al contrario, l’interpretazione e la conseguente valutazione dell’opera realizzata sono lasciate interamente a chi la produce.
Questo aspetto riveste un ruolo fondamentale nella terapia in quanto mette il cliente a suo agio aiutandolo a esprimersi liberamente attraverso le sue creazioni, senza temere un eventuale giudizio avverso o una critica in merito all’opera prodotta, ma piuttosto incrementando la sua autostima.
I benefici
Compito del terapista è, infatti, quello di incoraggiare i propri clienti, attraverso la creazione delle loro opere, qualunque esse siano, a compiere un viaggio introspettivo,
- esplorando, così facendo, il proprio stato interiore,
- cercando di individuarne gli aspetti che abbiano senso per loro,
- analizzando le linee e le forme tracciate nonché i colori utilizzati,
- scoprendo l’effetto che i lavori artistici che creano hanno su di loro e
- identificando altre modalità espressive in base ai loro propri bisogni e desideri.
Quando e come utilizzare l’arteterapia
L’arteterapia agisce, quindi, quale efficace strumento per migliorare il proprio stato di salute e benessere ed è ampiamente utilizzata per varie condizioni legate alla salute mentale.
A differenza della psicoterapia tradizionale (terapia della parola) che si basa sulla conversazione tra terapista e cliente, l’arteterapia rappresenta una valida alternativa per comunicare sentimenti ed emozioni, specialmente quando l’individuo ha difficoltà a trovare le parole giuste o non ha gli strumenti per comunicare verbalmente. Di conseguenza questa metodologia è particolarmente indicata per coloro che hanno difficoltà a causa di traumi, ansia, neurodiversità o altre sfide personali che ostacolano o impediscono l’espressione verbale.
I benefici di questa forma terapeutica variano dal supporto nei casi di disagio psicologico a quello per la disregolazione emotiva, dal sostegno per recuperare dal dolore/lutto o PTSD (dall’inglese Post-traumatic Stress Disorder, ossia Disordine da Stress Post-traumatico) a quello per la demenza e le dipendenze (ad esempio, alcol, droghe, farmaci, etc.)

Conclusione
L’arteterapia rappresenta, quindi, una modalità psicoterapeutica, dall’approccio flessibile e inclusivo, che può essere applicata a livello clinico e comunitario e fornire supporto emotivo e psicologico a individui, famiglie e gruppi.
Benché ulteriori studi siano necessari, le ricerche scientifiche effettuate sino ad ora in questo ambito hanno indicato la sua efficacia e il suo conseguente impatto positivo in caso di PTSD, ansia e depressione.
L’arteterapia consente, infatti, alle persone di manifestare liberamente pensieri ed emozioni grazie alle proprie creazioni,
- promuovendo fiducia e apertura emotiva,
- riducendo ansia, depressione e stress,
- migliorando la salute mentale e psicologica e, di conseguenza, la qualità stessa della vita,
- favorendo la connessione tra mente, corpo e spirito,
- migliorando la stimolazione cognitiva coinvolgendo varie aree del cervello tra cui quelle che regolano funzioni cognitive quali memoria e problem-solving e
- incoraggiando la connessione sociale e la partecipazione ad attività di gruppo che promuovono il senso di appartenenza e riducono la sensazione di isolamento.
Importante
Le informazioni contenute nel presente articolo hanno solo scopo informativo e non sono da considerarsi assolutamente parere medico. Qualunque sia il vostro problema di salute, consultate prima il vostro medico.
Foto di copertina di Pexels via Pixabay




