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Goloso di cioccolato? Col jazz ti piacerà ancora di più

Goloso di cioccolato? Col jazz ti piacerà ancora di più

Non sapete resistere alla tentazione del cioccolato ?
Vi spighiamo come apprezzarlo al meglio, ma per capire come dobbiamo parlare un po’ dei nostri sensi: le chiavi di lettura della realtà che ci circonda da quando l’uomo ha fatto la sua comparsa sulla Terra. Attraverso i recettori nervosi, i sensi raccolgono le informazioni da inviare al cervello che a sua volta le interpreta e ci permette di stabilire se l’esperienza sensoriale che stiamo vivendo è positiva o negativa. L’esperienza sensoriale, poi, è anche più significativa se si considera che i sensi interagiscono tra loro migliorando la nostra percezione. Basta pensare a come cambiano i sapori dei cibi quando siamo raffreddati e quindi non possiamo apprezzare i profumi o come si amplifica la sensibilità tattile tenendo gli occhi chiusi. Ma c’è di più: il sapore del cioccolato migliora ascoltanto musica jazz.
Proprio così. Uno studio recente condotto dai ricercatori dell’università dell’Arkansas (USA) ha permesso di scoprire che i suoni, oltre che influenzare il nostro stato d’animo (chi non ha mai sentito parlare di musicoterapia?), possono modificare anche il gusto degli alimenti, alterandone la percezione. In pratica i suoni, ma anche i generi musicali possano cambiare la percezione di ciò che mangiamo, cioè modificare il sapore di un alimento rendendolo più dolce, più amaro, più aspro, ma anche più o meno piacevole.

Non funziona soltanto con il cioccolato

Esperimenti condotti su un campione di 99 persone hanno prodotto risultati sorprendenti: gli acuti esaltano l’acidità degli alimenti, i suoni rotondi la dolcezza, i toni bassi la loro amarezza. Così, se si degusta un frutto asprigno, per esempio un arancia, alcuni suoni ne fanno percepire maggiormente il lato dolce, altri quello asprigno o addirittura amarognolo.
Insomma, sembra che i suoni siano in grado di inoltrare messaggi al cervello, indicando quali papille gustative attivare o rendere più sensibili. Ecco perché si può affermare che il gusto non è soltanto qualcosa di soggettivo ma rivela una spiccata sensibilità agli input esterni, risultando così manipolabile.
Stando ai risultati della ricerca americana, i toni bassi profondi, i medi corposi e gli acuti cristallini ci permettono di modificare la percezione sensoriale dei sapori anche fra le mura domestiche, utilizzando la musica giusta.
Volendo fare delle previsioni neppure troppo azzardate è probabile che le osservazioni condotte dai ricercatori stastunitensi cambieranno il modo in cui le aziende alimentari proporranno i loro prodotti ai clienti, suggerendo anche il tipo di musica da abbinarvi.
Qualche esempio? Una nota marca di gelati ha in progetto di inserire sulla confezionedei sui prodotti un codice”Qr” che indichi suoni e melodie per una migliore degustazione.
Parlando invece di generi musicali, pare che il jazz permetta di avvertire come più intenso il gusto del cioccolato. La controprova? Eccola: l’ascolto dello stesso genere di musica da parte dello stesso campione di individui non ha sortito alcun effetto se abbinato ad alimenti differenti dal cioccolato.

 

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