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Anna Solyom, avere sette vite come i gatti

Anna Solyom, avere sette vite come i gatti

Anna Solyom, originaria di Budapest ma cittadina di Barcellona, è una giovane scrittrice che ha trovato il successo scrivendo di gatti.

Una laurea in Filosofia, una grande attenzione per la fisioterapia e i percorsi di mindfulness (Moon Mother presso Escucha Vital · Conecta con tu bienestar e Biodinamic Craniosacral Therapist, Certified TRE Provider presso Escucha Vital · Conecta con tu bienestar) non hanno impedito all’autrice di scovare nell’animo felino una vicinanza empatica con quello umano.

Si dice che non sia l’uomo a scegliere un gatto, ma viceversa, ovverosia che il felino domestico percepisca quale possa essere l’umano in sintonia con lui.

Di certo il gatto racchiude in sé qualcosa di magico sin dai tempi degli antichi Egizi, passando attraverso le tristi sorti che gli toccarono nel Medioevo a seguito della persecuzione delle streghe.

Più pragmatici dei nostri antichi progenitori, abbiamo privato il gatto delle facoltà magiche, ma gli abbiamo comunque lasciato intorno un alone di mistero, che lo rende particolarmente affascinante.

A collocarlo in questa sfera sono certamente i giapponesi, i fondatori dei primi Neko Cafè (in giapponese neko significa gatto) e della prima forma di gattoterapia messa in atto negli uffici, dove pacifici esemplari  passeggiano tra le scrivanie degli impiegati, si fanno coccolare e aiutano in questo semplice modo ad abbattere il livello di stress.

Di certo costano meno di un analista e sono in grado di regalare grandi soddisfazioni, come appare chiaro sfogliando le pagine de “Il caffè dei gatti”.

E se  a loro viene riconosciuto il dono di avere sette vite, perché non pensare che anche chi li ama possa avere la buona sorte di rialzarsi più volte dalle brutte cadute vissute?

Partendo da questo semplice assunto Anna Solyom ha costruito una  storia che sembra una fiaba moderna, con una protagonista che trova proprio nei gatti la spinta per rialzarsi e ricominciare.

Sette gatti come sette saggi nella storia di Anna Solyom

Quarant’anni, gli ultimi dieci dei quali trascorsi a Londra condividendo col proprio compagno Owen una galleria d’arte, Nagore è tornata a vivere a Barcellona single, senza lavoro, con pochi soldi e poche speranze.

Quello che sa di certo è di essere ailurofobica, di avere cioè una paura morbosa dei gatti, il che la porta a detestare i randagi che la tengono sveglia con le loro baruffe notturne sotto casa, casa che per altro sta per perdere non sapendo come pagare l’affitto.

A quarant’anni si può riassumere il tutto in una sola parola: fallimento.

Con una simile premessa non serve sperare in altre vite, dato che l’unica che si possiede sembra essere irrimediabilmente compromessa.

Se Nagore  fosse l’eroina di una fiaba, potremmo dire di lei che si trova davanti ad un ostacolo da superare e che le occorreranno un aiutante e un mezzo magico per poter procedere nel suo cammino verso un lieto fine.

Al primo Anna Solyom assegna le sembianze di Lucia, amica dai tempi di un’adolescenza avventurosa e spensierata, il secondo si concretizza in un lavoro che la prima le ha procurato presso un locale, il primo Neko Cafè di Barcellona.

I Neko Cafè, che ormai si trovano in tutte le principali città italiane, sono caffè in cui circolano liberamente dei gatti, i veri padroni del territorio, con cui gli umani possono eventualmente interagire, senza avanzare pretese.

La scelta per Nagore è quasi obbligata, nonostante la sua fobia: pensare di finire a dormire per strada con i gatti randagi non le appare una soluzione adeguata, per cui decide di provare il lavoro offertole, sperando di potercela fare.

Sette gatti e una simpatica giapponese, Yumi, la proprietaria del locale, entrano così di prepotenza nella sua vita, pronti a cambiargliela.

Yumi, il cui nome significa portatrice di bellezza, la introduce nella vita dei sette felini che vivono al Neko, tutti precedentemente ospiti di un gattile e speranzosi di un’adozione.

Ognuno di loro si caratterizza non solo fisicamente ma anche per le specifiche attitudini e Nagore, affrontato impavida l’iniziale terrore, si lascia coinvolgere dal loro modo di intendere la vita e supera poco per volta le sue titubanze.

Anna Solyom racconta le giornate di Nagore come fossero un percorso verso la rinascita, la riappropriazione della propria vita, il superamento dei dolori e dei tradimenti vissuti a Londra e motivo della sua fuga, verso un finale lieto che non può mancare in una bella favola.

Il gatto, vero protagonista nella pagine di Anna Solyom

Sono in realtà i sette gatti più uno, arrivato chissà come al Neko, i veri protagonisti del racconto.

Le loro sette vite ( o nove, se si segue la tradizione anglosassone) rappresentano la caparbietà di chi non si lascia abbattere, la volontà di accettare con filosofia sconfitte e cadute, cercando un’altra possibilità.

Sono apparentemente scostanti perché devono capire prima se l’essere umano merita la loro fiducia e noi umani avremmo davvero da imparare a mettere in atto questa dote!

Sette è il numero della completezza, della perfezione, ricorre nella simbologia numerica, nella mitologia, nelle religioni, nei giochi e nell’astrologia, per cui non è un caso se proprio al gatto sono attribuite le sette vite.

Cappuccino, Sort, Chan, Smokey, Figaro, Licor, Sherkhan e Blue hanno tutti insegnato qualcosa a Nagore, sono diventati i protagonisti delle Leggi feline per la vita, sette più quella finale: “Non ti servono sette (o nove) vite, puoi essere felice in questa!”.

Seguendo la seconda legge felina, quella di Sort, Nagore impara ad accettare ogni cosa con serenità, cercando di essere attenta a scovare opportunità ovunque, come  le ha insegnato Smokey.

Torna ad amare prima di tutto se stessa, per poter poi essere amata e amare col cuore sgombro dei pesi precedenti, e torna a disegnare, la sua passione messa a tacere dopo Londra. Gatti, naturalmente, i gatti del Neko Cafè.

E vissero tutti felici e contenti.

Anna Solyom, avere sette vite come i gattiAUTORE : Anna Solyom

TITOLO : Il caffè dei gatti

EDITORE : Giunti

PAGG. 254,   EURO 14,00   (disponibile versione eBook euro 8,99)

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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