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Jun'ichirō Tanizaki, un ménage a quatre quanto mai impegnativo

Jun’ichirō Tanizaki, un ménage a quatre quanto mai impegnativo

Jun’ichirō Tanizaki ( 1886-1965) è considerato uno tra i maggiori scrittori giapponesi del secolo scorso, legato al tema della bellezza femminile, delle inquietudini che essa genera, delle pulsioni erotiche che scatena.

Candidato al Nobel per la letteratura nel 1964, vide alcuni suoi romanzi trasformati in pellicole cinematografiche, più desiderose forse di solleticare curiosità pruriginose che di dichiarare la loro matrice letteraria.

Non ebbe vita facile, Jun’ichirō Tanizaki, tra povertà familiare, liti col padre, necessità di lavori anche umili per sopravvivere, un terremoto e la partecipazione del Giappone al secondo conflitto mondiale: nonostante il percorso ad ostacoli che fu la sua esistenza, l’autore ebbe modo di dare spazio alla sua creatività, con una ricca produzione narrativa.

Si mosse tra tematiche erotiche e influenza della letteratura occidentale a lui contemporanea, tra autobiografia spietata e riscoperta della tradizione classica giapponese, tra riferimenti all’antico teatro kabuki e estremizzazioni del tema amoroso.

Molte le sue opere tradotte in italiano, l’ultima in ordine cronologico è una riproposta della casa editrice Neri Pozza, “La gatta, Shozo e le due donne” (1936).

Il femminile in Jun’ichirō Tanizaki: una madre e due mogli

Siamo in presenza di un romanzo breve, non di quello che viene considerato il capolavoro di Jun’ichirō Tanizaki, “Neve sottile”, giocato sul difficile rapporto tra equilibri e squilibri affettivi di quattro sorelle condizionate dall’antica tradizione dell’omiai, la pratica di un possibile matrimonio combinato tra famiglie.

Ne “La gatta, Shozo e le due donne” l’elemento femminile ha sempre la prevalenza, ma in questo caso si tratta di tre donne e di una gatta, capace di decidere il succedersi degli eventi umani.

Tralasciata l’impronta erotica, l’autore preferisce in questo caso una quotidianità familiare spenta, un succedersi di giornate sempre uguali, senza guizzi capaci di rivitalizzare amori spenti (o forse mai accesi): attraverso una descrizione apparentemente distaccata analizza in realtà le dinamiche relazionali e la psicologia dei suoi personaggi, mai banali.

Shozo, protagonista maschile, è un giovane uomo debole, privo di carattere, una sorta di Peter Pan degli anni Trenta, succube della madre Orin e delle sue macchinazioni apparentemente volte alla felicità del figlio.

Erede della misera attività commerciale del padre, Shozo sembra non essere scosso da nulla, la sua pigrizia unita all’ignavia gli permette di vivere nel suo pacifico anonimato, lasciando ad altri preoccupazioni e soprattutto decisioni.

Al suo fianco, due mogli: prima Shinako e poi Fukuko, a nessuna delle quali ha riservato e riserva lo stesso tipo di amore che ha per la sua gatta Lily, che vive insieme a lui da quando era un cucciolo spaurito.

Il matrimonio con Shinako è durato poco, dopo averla ripudiata (siamo sempre nel Giappone degli  anni Trenta) si è accasato con Fukuko, senza neanche rendersi ben conto di come sia stata sua madre a spingerlo tra le braccia di colei che è anche sua cugina in base a un bieco calcolo di vantaggio economico.

Shozo non vede o fa finta di non vedere, nella sua indolenza, le tele di ragno intessute intorno a lui, pienamente soddisfatto del legame che ha con Lily, a cui rivolge continue espressioni d’affetto, per la quale sono sempre pronti bocconcini prelibati che la gatta non disdegna.

Quando viene cacciata, Shinako non si dispera tanto per l’amor perduto, quanto per l’umiliazione subita: lei e il marito non erano mai stati davvero innamorati, erano anche incompatibili, ma essere scartata per una come Fukuko, considerata una ragazza frivola, leggera e non una buona futura moglie, la induce a meditare una vendetta.

Da parte sua Fukuko si è arroccata nella posizione di nuova moglie e come tale  rivendica il diritto di prendere decisioni ed essere compiaciuta dal marito.

All’atto pratico, nemmeno lei va d’accordo con Orin, la cui presenza è troppo ingombrante, incapace com’è di tenere celati i suoi veri interessi.

Al povero Shozo non è data possibilità di sfuggire alle trame delle donne che caratterizzano la sua esistenza e che lo considerano “un idiota, un bambino deficiente”, incapace di progettare un minimo atto di ribellione all’una o all’altra: e invece…..

Lily, la gatta protagonista assoluta

E invece, dove non sono arrivate le donne può arrivare una gatta, l’unica capace di un vero potere di seduzione.

Quando se n’è andata, Shinako l’ha lasciata a Shozo, ritenendola una delle cause della sua separazione, in quanto catalizzatrice di ogni attenzione del marito.

Lily è sorniona e scaltra, come tutti i felini sa cogliere il meglio dalle diverse situazioni, vive viziatissima e sa come tenere in scacco il suo padrone per ottenere ciò che desidera.

E’ la gatta la prima donna della storia, colei che determina il corso degli eventi a discapito dei progetti degli umani.

Per i giapponesi il gatto, neko, è l’animale per eccellenza, hanno innumerevoli espressioni idiomatiche legate a questo felino, a lui è stata concessa la colonizzazione di una dozzina di piccole isole, la più nota delle quali è Aoshima.

Dunque perché stupirsi della funzione determinante di Lily?

Con uno stile divertito ed elegante, con ironia e celandosi dietro le parole e i tanti pensieri dei protagonisti, Jun’ichirō Tanizaki costruisce tramite Lily il percorso di vendetta elaborato da Shinako ai danni di Fukuko, gelosa del rapporto tra il marito e la gatta.

In tutto questo marasma di emozioni e paure, vendette e rivendicazioni, a Lily tocca il ruolo di ago della bilancia, apparentemente per caso ma in realtà grazie al suo potere seduttivo.

Shinako rivendica la gatta come ricordo della vita matrimoniale (ma perché, se prima la detestava?), Shozo non vuole separarsi da lei, Fukuko detesta la gatta ma teme che il marito possa riavvicinarsi tramite quest’ultima alla sua prima moglie, Orin la considera responsabile del possibile fallimento del suo piano: e Lily?

Lily accetta flemmatica ciò che i frenetici e confusi componenti della sua famiglia sembrano volere, sino al momento in cui saprà dimostrare agli umani come, tra un sugarello marinato e una soffice coperta sotto cui dormire, sia capace di decidere non solo la sua ma anche le loro sorti.

Jun'ichirō Tanizaki, un ménage a quatre quanto mai impegnativoAUTORE : Jun’ichirō Tanizaki

TITOLO : La gatta, Shozo e le due donne

EDITORE : Neri Pozza

PAGG. 125,   Euro 17,00  (disponibile in versione eBook euro 9,99)

 

 

 

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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