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Achille Mauri, un aldilà popolato di anime e acciughe

Achille Mauri, un aldilà popolato di anime e acciughe

 

Achille Mauri, nota personalità nel mondo dell’editoria, presidente di Messaggerie Italiane, della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri, e dell’Associazione Fabio Mauri per l’Arte L’Esperimento del Mondo, è autore di “Anime e acciughe”, curioso romanzo con il quale si avvicina al tema dell’aldilà in modo totalmente inusuale.

La dicotomia Aldiqua/Aldilà, avvolta dal mistero più assoluto per quanto concerne il secondo elemento, è stata spesso risolta attraverso la fede, di qualunque tipo essa sia, o in modo rovesciato attraverso la scienza, negando a priori che questa stessa dicotomia esista.

Ad Achille Mauri, per sua stessa definizione poco attratto dalle risposte religiose, è sembrato bene provare ad immaginare qualcosa di nuovo, un mondo molto vicino a quello dei viventi, ai quali le anime rimangono strettamente legate, in base ad affetti maturati quand’erano in vita.

Ne è nato un romanzo nel quale uniche protagoniste sono le anime, non vi è traccia, fatta eccezione per un gatto, di individui in carne ed ossa, a meno che non siano quelli su cui i trapassati fissano la loro attenzione per un periodo di tempo.

Le anime vivaci di Achille Mauri

L’anima che per tre giorni cerca di ambientarsi nell’aldilà è quella di Achille Mauri stesso, il quale immagina di aver lasciato il mondo dei vivi e di aver trovato rifugio momentaneo, nella nuova incorporea condizione, in un garage sotterraneo non distante dalla sua abitazione a Milano.

Mentre i suoi congiunti, affranti per la sua improvvisa dipartita, organizzano le sue esequie, a cui egli stesso vorrà partecipare, ciò che di lui è rimasto, un’anima vivacissima e socievole, scopre incredula che lo stesso garage è popolato da molti altri inquilini incorporei, che lo hanno scelto per la propria permanenza.

Prima ancora di incontrarle, Achille si imbatte nell’anima del maresciallo Radetzky, il quale visse nel suo stesso stabile al tempo delle cinque giornate di Milano e lo conosce perfettamente, poiché è ritornato a Milano come Pura Anima, dopo la sua morte, riprendendo possesso dei luoghi abitati in vita.

E’ lui stesso ad indirizzarlo al garage e a consigliargli di abitare una Porsche rossa, di proprietà di amici di suo figlio, nella quale va spesso a rifugiarsi il suo gatto Ely, capace di percepire la presenza delle anime.

Ha inizio così la nuova vita di Achille, in una prospettiva rovesciata in cui l’Aldilà è ora il mondo dei viventi, affiancati a loro insaputa da migliaia e migliaia di anime nella loro vita quotidiana.

La narrazione lascia il posto al dialogo, per scelta precisa, per cui nulla viene raccontato da un narratore, ma tutto emerge poco alla volta grazie alle battute che le tante anime si scambiano, nella volontà di donare alle altre una conoscenza che in vita non hanno posseduto.

Due giovani, Marco e Lucrezia, si affiancano ad Achille in un mondo senza tempo, dove i nuovi arrivati continuano a chiedere che ora sia perché non hanno ancora compreso che, una volta varcata la soglia, il tempo non esiste più, si entra a far parte di un’eternità alla quale si può forse sfuggire facendosi fagocitare da un buco nero.

In realtà il nuovo sistema di vita non è poi così male: le Pure Anime mantengono tutto il proprio bagaglio di esperienze e conoscenze, che possono condividere attraverso una unione tra di loro, una vera e propria sovrapposizione che diventa comunione.

In questo modo nulla va perso dopo la morte, i ricordi si mantengono vivi e quando arriva un’anima come quella di Achille Mauri, dal passato ricco ed avventuroso, non può che essere una festa per quelle che la contattano.

E’ un aldilà (che ovviamente le anime chiamano aldiqua) in bianco e nero, senza colori, dove Dio appare come pura ipotesi, un insieme di bosoni di cui nulla si conosce, ma che viene vissuto con estrema leggerezza da tutti i personaggi della vicenda.

Achille Mauri crea un aldilà dall’accesso illimitato

Ipotizzando se stesso come attante della vicenda, Achille Mauri si regala incontri assai piacevoli, come quello con Elio Fiorucci o con Umberto Eco, senza rinunciare ad una incursione di Roland Barthes, per poi passare la parola alle anime anonime, quelle di cui si ricorda solo il nome di battesimo, Pierre, Sydney, Lucrezia, Luca, o nemmeno quello, come capita con il Professore, il Contadino, l’Ingegnere ex dirigente Fiat, tutti accumunati dal garage con le sue auto parcheggiate e dal desiderio di compiere incursioni e viaggi nelle anime altrui.

Poiché lo scrittore Achille Mauri (non la sua futura anima sciolta dal corpo) crede fermamente nell’esistenza di un’anima che non sia privilegio degli uomini ma appartenga anche agli animali, ai vegetali e addirittura ai minerali, come le pietre, nella vicenda narrata non potevano mancare i riferimenti al mondo animale.

Troppo scontato riferirsi soltanto agli animali domestici con cui le anime sono vissute nell’altra vita, per cui l’autore dona un’essenza incorporea anche ai pesci, dalle acciughe ai tonni ai pescespada.

Proprio le acciughe sono quelle che in banco accompagnano Achille nella parte conclusiva della storia, anime ittiche che nuotano nello spazio intorno a lui attratte dalla sua presenza, provenendo dal mercato del pesce che si svolge sulla piazza sovrastante il garage.

Ogni incontro diventa una storia, il riflesso di una vita che porta in sé una qualche ricchezza, qualunque sia il modo in cui è stata vissuta.

“Anime e acciughe”, una volta entrati nell’ottica scelta dall’autore, ricorda i romanzi filosofici del ‘700, dove la narrazione fantastica non è fine a se stessa ma è fonte di riflessione sul senso della vita e del nostro vivere, sebbene raffigurata attraverso chi la vita non la possiede più.

E’ un mondo “altro” dove non esistono le schiere dei buoni e dei cattivi, dove si rimane strettamente legati alla vita precedente, potendo rimanere al fianco di chi abbiamo amato, dove morire è in fondo solo cambiare stato, abbandonare il peso del corpo senza nulla perdere.

E’ un aldilà che il potere dell’immaginazione fa percepire come possibile e gradevole, con o senza acciughe: non sarebbe poi tanto male, se fosse così.

Achille Mauri, un aldilà popolato di anime e acciughe

AUTORE : Achille Mauri

TITOLO : Anime e acciughe

EDITORE : Bollati Boringhieri

PAGG: 304,  EURO 16,50

 

 

 

 

 

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Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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