
Adelio Fusé, romanzi e metaromanzi tra scrittori e agenti letterari
Adelio Fusé, milanese, ha lavorato in ambito editoriale, pubblicando poi saggi, libri di poesia e romanzi.
Collabora con artisti, fotografi, musicisti, scrive per varie riviste e tiene una rubrica di musica e poesia sul sito altremusiche.it.
Le sue poesie hanno ottenuto vari riconoscimenti, testi e scritti critici su riviste.
Cultore della parola, fine indagatore del linguaggio, dà prova di questa sua specificità nel romanzo in uscita a giorni, “Di chi sono queste insonnie”.
Un giocoliere del linguaggio
“La parola è l’immagine che si stacca dalle cose vere”.
Questa definizione di Adelio Fusé può essere la chiave d’accesso per interpretare il suo romanzo.
Nella sua scrittura significato e significante si rincorrono, si ostacolano, si separano per poi tornare a ricongiungersi.
La parola denotativa lascia spazio a una connotazione imprevista, a un gioco di rimandi che sembra essere noto solo a chi la pronuncia.
Chi ascolta deve produrre uno sforzo di adeguamento, cercare nel parlante il modello a cui adeguarsi.
Su questo principio è costruito il romanzo, nella continua partita che si trovano a giocare Aldous Canti, lo scrittore protagonista e spesso criptico, e Manlio Roveda, il suo agente letterario.
Per Canti l’associazione parola/oggetto è caratterizzata da uno scarto temporale progressivo, sino alla definitiva separazione.
Solo allora, cinica e insensibile, ignara delle differenze, la parola si stacca dal concetto del tempo, non ne subisce l’ingiuria come capita alle cose e vive, finalmente, di vita propria.

Capelli opachi, deboli e spenti? Ecco come curarli
Dedicare la massima attenzione ai capelli alle volte non basta per ottenere una chioma lucente: purtroppo,…Adelio Fusé e il suo personaggio-specchio, Aldous Canti

Capelli opachi, deboli e spenti? Ecco come curarli
A voler raccontare ciò che succede nel romanzo di Adelio Fusé si resta presto spiazzati.
La consueta attenzione su cosa succede si nutre di ben poca sostanza, perché all’autore interessa molto di più il come gli eventi si sviluppino nei pensieri del protagonista.
La vicenda copre un lungo arco temporale, dal 1999 al 2023, in uno sviluppo cronologico punteggiato di lunghe ellissi.
Sono gli anni che sanciscono il legame tra Aldous e Manlio, un rapporto prima lavorativo e poi di amicizia, mai facile ma sempre arricchente.
Adelio Fusé colloca l’incipit nel momento in cui a Manlio viene proposto di diventare il nuovo agente letterario dello scrittore.
Canti è un uomo difficile , uno scrittore poco gestibile, rispettoso soltanto dei suoi tempi e delle sue scelte.
Il nuovo romanzo che sta scrivendo è molto atteso, dal momento che ha pubblicato un solo lavoro, diventato involontariamente e casualmente un best-seller.
L’attesa continua a dilatarsi, senza che Canti dia spiegazioni concrete.
Ma è uno scrittore estremo, come ama autodefinirsi, un autore d’élite visionario quanto affascinante, amante delle contraddizioni e dei paradossi, fedele però ai solidi legami affettivi.
Manlio al contrario è un uomo pragmatico e razionale, portato dunque a uno scontro inevitabile col suo scrittore, capace però di aprirgli nuovi mondi esistenziali e letterari.
Adelio Fusé e la storia di un romanzo come la tela di Penelope
Capita che Canti decida un giorno di fuggire dalla quotidianità per andarsi a rifugiare nel Finisterre galiziano, col proposito di terminare il lavoro tanto atteso.
La sua scelta cade su un casolare isolato, vicino al faro sulla scogliera, isolato dal mondo e dal contatto con gli altri.
Lunghi e tortuosi sentieri lo collegano ai paesi più vicini, dove vive un’umanità a lui consona, che Adelio Fusé propone e racconta solo nei suoi tratti essenziali.
Donne e uomini, come la fotografa Ricarda o il vecchio guardiano del faro, sono essenziali solo nelle loro interazioni con lo scrittore, ne sono contorno iniziale e poi sostegno finale.
In questa fuga Aldous Canti si è lasciato tutto alle spalle, fatta eccezione per le versioni già scritte e poi ripudiate del nuovo romanzo.
Sono davvero come la tela di Penelope, fatte e disfatte costantemente, tenute in vita senza mai arrivare ad una conclusione.
Dal titolo in poi è tutto un continuo lavorio di riscrittura, le parole sono cesellate da Canti che ne percepisce la forza e non le abbandona nel mondo.
A Manlio Roveda non resta che inseguirlo nelle sue sparizioni, obbligandosi a ripetuti viaggi in Galizia nel tentativo di ottenere finalmente il manoscritto definitivo.
Nel rapporto tra i due uomini sta il canovaccio di base, nell’evolversi di un legame che durerà ben oltre il tempo della vita.
Il tempo e la spazio di Aldous Canti nel romanzo di Adelio Fusé
Aldous Canti ha una sola figura femminile sempre al suo fianco, Lady Writing ovvero la personificazione della Scrittura stessa.
Difficile farne comprendere l’essenza al mondo, dopo averla ammantata di una mistica letteraria per farne il senso dell’esistenza stessa.
Eppure è proprio in questo tentativo di spiegare al mondo la sua essenza che Adelio Fusé mette a nudo anche se stesso, il suo rapporto con la parola, l’estremo ma solo apparente divario tra ildire e il tacere.
Nel silenzio si trova tanta forza quanto nel dire, nella solitudine si affina il processo creativo e tutti gli inutili orpelli vanno a decadere.
I momenti che Manlio trascorre con Aldous a Pontecelda e nei dintorni sono caratterizzati dall’inesauribile torrente di parole di quest’ultimo.
Assorbirne la forza non è esercizio inutile, gli permetterà in conclusione di ribaltare il suo ruolo, di diventare anch’egli dispensatore di storie e di parole com’è stato Aldous.
Canti ha ridotto il suo spazio geografico a poca cosa, un raggio di pochi chilometri nella Galizia, ma ha tentato di dilatare all’infinito il suo tempo, non ponendosi mai date di scadenza.
Mondo reale e mondo di finzione
Nel mondo dello scrittore le persone reali valgono tanto quanto i personaggi da lui creati, che spesso sfuggono alle sue mani e sembrano vivere di una vita propria.
Ai personaggi letterari si aggiungono poi le persone che animano i suoi ricordi, i membri della sua famiglia che ormai non ci sono più.
Nelle sue parole, nei racconti che ne fa a Manlio riacquistano vita, tornano presenti e identificano le radici di un uomo che ne ha ereditato la stranezza del vivere.
Quello su cui Canti non ha potere è il tempo a sua disposizione.
Quando una malattia neurodegenerativa ne mina l’integrità capisce che opporvisi è inutile.
Cerca dunque di viverla con la consueta ironia, come una compagnia indesiderata certo ma inevitabile, l’ultima della sua inquieta esistenza.
Il suo tempo ultimo è costantemente accompagnato dagli amici galiziani e da Manlio.
Sono trascorsi anni dal loro primo incontro, sono mutate molte cose ma non il rispetto e condivisione.
Ne trascorreranno ancora venti prima che Manlio chiuda il cerchio del suo rapporto con Aldous scrivendo a sua volta un romanzo su di lui, in cui nulla si dice concluso ma tutto torna dar vita al rapporto tra realtà e finzione in letteratura.
- AUTORE : Adelio Fusé
- TITOLO : Di chi sono queste insonnie
- EDITORE : Manni
- PAGG. 320
- EURO 20,00




