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Cinzia Mammoliti, un manuale per imparare ad amarsi di più

Cinzia Mammoliti, un manuale per imparare ad amarsi di più

La dottoressa Cinzia Mammoliti, laureata in Giurisprudenza e Psicologia clinica e della riabilitazione, pioniera in Italia in materia di manipolazione relazionale, si è specializzata in violenza psicologica e domestica, dopo aver lavorato per anni sulla prevenzione e il trattamento della devianza e della criminalità minorile in ambito educativo.

Con la Global Humanitaria Italia Onlus ha scritto il primo progetto italiano esclusivamente dedicato alla violenza psicologica in genere.

Attraverso consulenze fornisce a chi subisce violenza gli strumenti per comprenderne le dinamiche e trovare la strada migliore da intraprendere. Per prevenire e contrastare la violenza organizza e conduce numerosi corsi di formazione, convegni, conferenze e seminari destinati a Forze dell’ordine, avvocati, operatori nell’ambito della sicurezza, psicologi, medici, personale sanitario, privati.

La sua attenzione è focalizzata sul mondo al femminile, perché le donne sono molto più frequentemente vittime del comportamento maschile, sebbene non manchi di sottolineare che esistano anche le manipolatrici e le vittime al maschile.

Nel suo ultimo saggio, “Donne che si amano poco…e come possono amarsi di più”, parte dal presupposto che alcune di esse siano più predisposte di altre a cadere nella rete dell’abuso emotivo ed è proprio a loro che si rivolge per fornire strumenti e strategie utili a modificare atteggiamenti disfunzionali e adottare comportamenti più efficaci, in grado di offrire equilibrio e serenità.

Primo passo, tornare ad amarsi

Ogni donna ha il suo posto nel mondo e per evitare di trasformarlo in una tana in cui nascondersi deve innanzi tutto recuperare il rispetto e l’amore per se stessa, spesso schiacciati in relazioni tossiche.

Come al brutto anatroccolo della fiaba di Andersen capiterà anche a lei il momento di trasformarsi in cigno, attraverso un processo di determinata autoconsapevolezza.

Fin da piccole le bambine vengono istruite affinchè siano pronte, un giorno, ad accogliere il loro principe azzurro, per il quale svolgeranno tutti gli ingrati compiti domestici, crescendo anche al meglio i loro figli.

Abbattere questo e decine di altri pregiudizi è l’inizio del cambiamento: si deve piacere a se stesse, non solo a un uomo, e annullarsi per lui equivale a buttare alle ortiche la propria vita.

Inoltre, la situazione si aggrava se, crescendo, non si coincide col modello femminile imperante nei nostri anni, quasi irraggiungibile e dunque causa di frustrazione e senso di inadeguatezza, con le terribili conseguenze che ne derivano, come l’anoressia.

Cinzia Mammoliti insiste sul fatto che le donne si lasciano spesso incantare da uomini che sono narcisisti patologici, anche anaffettivi, capaci di portarle al drastico annullamento della propria autostima.

Le relazioni familiari costruite nell’infanzia sono la base del futuro comportamento, in particolare quella madre-bambino, come spiega la teoria dell’attaccamento di John Bowlby.

Anche la scuola fa la sua parte, con insegnanti indifferenti se non nocivi verso i loro studenti, ma soprattutto col dilagare del bullismo, serpeggiante tra i banchi.

La violenza fisica o verbale miete molte vittime, in un mondo in cui i pregiudizi non sono affatto morti.

Il peggiore fra tutti è forse quello che individua nel comportamento della donna la causa dell’aggressività maschile, determinando così il circolo vizioso dei comportamenti autosabotanti.

Se poi si è vittime di dipendenza affettiva amarsi di più è davvero complicato: vittime di  love addiction si vive nell’ombra, eccessivamente disponibili verso mariti, familiari o amici, scordando i propri bisogni e anelanti al soddisfacimento di quelli altrui.

Qualunque dipendenza, passiva o aggressiva, è deleteria, come Cinzia Mammoliti dichiara con estrema chiarezza nel suo saggio, ricco di spunti di autoanalisi e di esempi, volti a farci capire che si è in tanti vittime di certi comportamenti malati.

Intraprendenza, autostima, sicurezza e assertività, disponibilità verso i cambiamenti, superamento della paura dell’abbandono legata ad alti livelli di sopportazione sono i percorsi attraverso i quali cambiare e demonizzare una volta per tutte la sindrome della crocerossina.

Senza scordare che da vittime a carnefici, poi, il passo può essere breve e dar vita a un altrettanto deleterio vampirismo energetico.

Cinzia Mammoliti insegna a renderci artefici del nostro destino

Un altro passo da fare per procedere verso l’amore per sé e una buona qualità di vita scevra da qualsiasi dipendenza affettiva è superare il facile vittimismo.

La poca autostima ci induce a ricordare, sbagliando, più gli insuccessi che le vittorie: si può – e si deve – cambiare imponendosi scale di valori, obiettivi propri e non compiacenti, eliminando le persone tossiche che ci stanno intorno e lavorando sulla nostra autofobia, la paura di rimanere soli, che può essere combattuta con una specifica serie di comportamenti suggeriti dalla dottoressa Mammoliti.

Vietato farsi calpestare per dimostrarsi compiacenti, molto meglio fuggire da partners nocivi, uomini affetti da narcisismo che vorrebbero per sé un harem compiacente e non donne pensanti e reattive.

Anche in questo caso si possono individuare comportamenti positivi e non autolesionisti: “ Dobbiamo imparare a usare con autonomia mente e cuore, che guidati e orientati ci renderanno persone meravigliosamente uniche e speciali, interessanti e desiderabili da parte di quella fetta di uomini che la pensano come noi”.

Mai venire meno al rispetto verso se stesse per compiacere un’altra persona, come ironicamente scritto da Sherry Argov, nel suo manuale best seller dal titolo provocatorio, “Falli soffrire: gli uomini preferiscono le stronze, un testo di auto-aiuto rivolto alle cosiddette «brave ragazze».”

E’ fondamentale capire che ciò che non fa stare bene può essere messo fuori dalla porta, senza conseguenze a cascata, anche se si tratta di un compagno su cui si era fatto un grande investimento affettivo.

E’ proprio questo il momento di pensare in primis a noi stesse, al fatto che siamo nate per fare della nostra vita, non di quella di un altro, un’opera d’arte (D’Annunzio e Wilde insegnano).

Le scelte giuste fanno parte della nostra esistenza come quelle sbagliate: a queste ultime bisogna però rimediare prima che sia tardi, anche se ciò genera sofferenza, perché è la base su cui costruire la nostra tranquillità.

Bisogna avere il coraggio di scegliere, tanto più oggi che con i siti di incontri è molto più facile conoscere emeriti sconosciuti che si rivelano assai diversi da come appaiono appaiono dai profili social.

Potare spesso l’albero della nostra vita, tagliare i rami secchi, rinvigorirlo ad ogni primavera, essere fiere delle sue salde radici: questo è un imperativo che ricaviamo dalle analisi e da suggerimenti della dottoressa Mammoliti.

“Amare se stesse, prima di tutti, ed essere libere: due obiettivi che noi donne possiamo raggiungere, sia pure con molta fatica, ognuna con i propri tempi e mettendo in conto dubbi e ricadute. Le ricadute servono per rialzarsi e a ripartire più forti di prima.”

Cinzia Mammoliti, un manuale per imparare ad amarsi di piùAUTORE : Cinzia Mammoliti

TITOLO : Donne che si amano poco…e come possono amari di più

EDITORE: Sonda

PAGG. 160     EURO 16,00

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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