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Concita De Gregorio, giochi di potere e potere del ricatto

Concita De Gregorio, giochi di potere e potere del ricatto

Di Concita De Gregorio assai poco si può dire del suo lavoro di giornalista e scrittrice che non sia noto al pubblico.

Da circa trent’anni impegnata a scrivere di cronaca politica, prima su Il Tirreno poi su Repubblica sino ad arrivare alla direzione dell’Unità, giornalista di quelle che un tempo venivano definite “d’assalto” per la grinta e la caparbietà nel dire anche le cose spiacevoli e sgradite ai più, è anche autrice di romanzi, l’ultimo dei quali si intitola “Nella notte”.

Pubblicato nel maggio 2019, giustamente considerato un romanzo non facile, non adatto alla lettura superficiale, può essere svincolato dal tempo reale perché si occupa di fantapolitica, immaginando un mondo mai esistito, ma in cui tutti possiamo riconoscere fatti e situazioni che hanno caratterizzato la cronaca degli ultimi decenni.

Realtà e immaginazione si fondono nelle pagine di Concita De Gregorio e scivolano via grazie alla profonda conoscenza della scrittrice sui fatti e sui misfatti che il giornalismo ci ha dato in pasto senza discriminazione tra sicuramente vero e probabilmente falso.

Da lei definito il romanzo della vita,  non è assolutamente il romanzo della sua vita, non è in nulla autobiografico, non ci sono personaggi in cui l’autrice si sia specchiata, in quanto è piuttosto la cronaca di un evento che avrebbe potuto essere e non è stato, di un probabile omicidio derubricato a incidente di percorso, di una scelta che non è stata fatta per intricatissimi giochi di potere.

La fantapolitica di Concita De Gregorio

La società illustrata nelle pagine del romanzo è molto simile alla nostra, non contempla improbabili scenari futuri ma si ripromette invece di scavare nel passato, un passato così simile a quello realmente vissuto dal nostro paese che occorre ricordare a se stessi durante la lettura che non si tratta di resoconto giornalistico, ma di finzione narrativa.

E’ una storia di potere, basato sui suoi meccanismi più subdoli, in cui la scrittrice ha saccheggiato la sua memoria storica per lasciare libera l’immaginazione.

In un’Italia che si appresta a eleggere un nuovo Presidente della Repubblica, i principali esponenti politici delle diverse fazioni di destra e di sinistra sembrano essere d’accordo su un nome, quello di Onofrio Pegolani, ma all’improvviso tutto svanisce tra le nebbie di una congiura dalle ragioni più oscure.

Le vittime delle congiure soccombono, vengono sacrificate in nome di altri interessi e sulla loro vicenda si scrive una verità che è quella che si vuole che sia: è in fondo solo una versione dei fatti sufficientemente verosimile per essere presa per buona, per essere scelta come la migliore e la più conveniente per tutti.

Due i partiti maggiori, quello dei Giusti e quello delle Vestaglie, molte le correnti interne, troppo fragile un’intesa tra menti così lontane e diverse, troppo chiuse sul proprio personale per avere una visione d’insieme utile al Paese.

In una notte della primavera romana che avrebbe dovuto garantire solidità politica futura si assiste invece, nel corso di una cena alla Casa Rosada, alla premessa del crollo di tutte le attese positive ed ottimistiche, con Pegolani capro espiatorio e vittima sacrificale.

Se nel suo caso l’etichetta è metaforica, non così è per la reale vittima di una morte per overdose che avviene nel medesimo edificio, ma che è un omicidio maldestramente simulato.

Tutto succede di notte, nella notte che dà il titolo al romanzo: Concita De Gregorio offre al lettore un’interessante spunto di riflessione, il fatto che il gioco del potere e le sue regole trovino nella notte il contesto ottimale per svilupparsi senza svelare i propri meccanismi reali.

Ma la notte è anche simbolo per eccellenza del buio, di ciò che non si vede e che genera paura, insieme alla paralisi dell’azione.

E’ così che vengono prese le più importanti decisioni politiche, non certo perché la notte porti consiglio, ma perché cela tra i suoi meandri le verità che celate debbono rimanere.

Due storie si incatenano nelle pagine di Concita De Gregorio

L’importante cornice in cui la sopracitata vicenda politica si inserisce è data dalla storia di due amiche, legatissime sin dall’infanzia e poi separatesi per i casi della vita: Nora e Alice.

Proprio la prima ha dato il via, nella sua tesi di dottorato, a nuove riflessioni legate al caso di Pegolani, avvenuto anni prima.

Alla sua tesi ha dato un titolo per lei emblematico, Nella notte, perché tutto avvenne tra le sette di sera e le nove del mattino.

Nora è una giovane capace, volitiva e determinata (al lettore appare non difficile vederla come l’alter ego di Concita De Gregorio…), caparbia nelle sue indagini e attenta a non farsi stritolare dagli ingranaggi del potere.

Grazie alla qualità delle sue indagini e del suo lavoro viene indirizzata a un Centro Studi di Roma, per un lavoro che all’apparenza appare prestigioso.

In realtà Nora comprende ben presto che si tratta del luogo da cui si sviluppano torbidi giochi di potere, le cui regole la sconcertano: si vendono informazioni estorte con l’inganno, si offrono i mezzi per stroncare carriere di promettenti onesti politici e si costruiscono dei curriculum tali da poter sostenere perfidi individui.

Il ricatto, la manipolazione della verità, la diffusione di notizie false, l’estorsione: questo è ciò di cui si occupa il fantomatico Centro Studi, la celebrazione del reato eretto a sistema, che calpesta qualsiasi fondamento etico.

Per Nora è troppo, vorrebbe lasciare tutto ma proprio qui ritrova Alice, con cui non ha contatti da anni.

Alice sembra stare dall’altra parte della barricata: abilissima informatica, è vissuta negli Stati Uniti per alcuni anni ed è ritornata in Italia con un contratto di lavoro stellare, legandosi a un uomo quantomeno dubbio.

Per Alice la Rete, il Grande Fratello, non ha segreti, per cui le è facile indagare gli algoritmi che determinano la sua fortuna.

La Rete non è democratica, non garantisce la libertà degli individui, controlla l’informazione e la incanala, motivo per cui la politica ha imparato a servirsene a proprio piacimento e vantaggio.

Per mezzo della Rete si può spiare, influenzare, manipolare, ricattare chiunque abbia accesso a un computer, che passa dal servirsi della Rete all’esserne intrappolato.

Concita De Gregorio lascia ad Alice il compito di ricordarci che tutto si riconduce al meccanismo delle tre Esse, Sesso, Soldi Segreti: è così che si possono dettare o stravolgere le regole del gioco.

Nora capisce che Alice non è nemica del suo pensare, ma combatte dall’interno del sistema una guerra che è anche la sua, vuole arrivare al suo stesso obiettivo, scoperchiare il vaso e lasciare che tutto venga alla luce, partendo dai Dossier relativi agli scandali sessuali che hanno coinvolto il mondo della politica.

Insieme potranno forse abbattere il muro che gli uomini hanno costruito intorno alle loro roccaforti politiche e permettere uno sguardo nuovo su un mondo corrotto e schiavo della macchina del fango.

Concita De Gregorio ha fatto tesoro di tutta la sua esperienza di giornalista e di studiosa attenta del nostro passato recente e del presente che viviamo per creare un mondo senza tempo, che non sottostà ad alcuna categorizzazione temporale: è un mondo che non vorremmo vedere più, come Alice e come Nora, e che forse può cambiare grazie alle donne.

Concita De Gregorio, giochi di potere e potere del ricattoAUTORE : Concita De Gregorio

TITOLO : Nella notte

EDITORE : Feltrinelli

PAGG.  238    EURO 16,50  (disponibile versione eBook euro 6,99)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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