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Leggere leggeri : da VENTIMILARIGHESOTTOIMARI inGIALLO a TORINOIR

Leggere leggeri : da VENTIMILARIGHESOTTOIMARI inGIALLO a TORINOIR

Se l’etimologia stessa della parola “vacanza” sottintende il piacere dell’essere liberi, con la testa “vuota” e sgombra di preoccupazioni quotidiane, non per questo bisogna lasciarsi travolgere dall’ozio e lasciare che il tempo trascorra indifferente, senza la nostra attiva partecipazione.

Anzi, è proprio la vacanza il momento giusto, per gli amanti dei libri e della lettura, per mettere alla prova il proprio fiuto e scoprire dove si terranno i prossimi festival tematici, come si sia mossa la macchina degli editori e degli scrittori negli ultimi mesi, quali percorsi di lettura si possano intraprendere magari anche con più leggerezza del consueto.

Senigallia e VENTIMILARIGHESOTTOIMARI inGIALLO

Raccontando le avventure del Capitano Nemo all’interno del sottomarino Nautilus Verne non poteva certo immaginare, nel 1870, che le ventimila leghe di viaggio affrontate dal protagonista coi suoi fortuiti compagni d’avventura si trasformassero un giorno in ventimila righe di lettura, quelle che la città di Senigallia ha scelto come titolo simbolico della sua rassegna sul genere giallo.

Chi ama il succitato genere conosce bene il fascino di questo tipo di lettura, il suo far presa sulla curiosità di chi legge inducendolo ad accumulare compulsivamente pagine su pagine per arrivare alla soluzione del caso iniziale.

Gli ideatori di VENTIMILARIGHESOTTOIMARI inGIALLO hanno costruito su questo solido impianto il loro festival letterario : dal 19 al 26 agosto la città di Senigallia sarà protagonista di una serie di eventi e di incontri che, come recita la locandina, offriranno il meglio del noir internazionale e italiano.

Le sfumature cromatiche legate a queste narrazioni non sono antitetiche: giallo o nero non fa differenza, in quanto il primo aggettivo si riferisce alla produzione italiana, legandosi alla scelta che fu fatta, nel 1929, dalla casa editrice Mondadori, la quale pubblicò con una semplice copertina a sfondo giallo il primo di tanti romanzi polizieschi , mentre il noir è per definizione il prodotto  francese.

Presentazioni, conferenze e mostre caratterizzeranno il festival, con nomi di prestigio come quelli di Gianrico Carofiglio e Bruno Gambarotta, di Loredana Lipperini e Arne Dahl, nella speranza di poter offrire uno spaccato della realtà presente, non solo italiana ma anche europea, che talvolta è così drammatica da superare qualsiasi invenzione letteraria.

Non mancheranno a VENTIMILARIGHESOTTOIMARI inGIALLO le memorie storiche del genere: il critico letterario Massimo Raffaeli condurrà infatti una serata dedicata a Maigret, il commissario francese pacato e riflessivo creato da Simenon in antitesi ai frenetici detective americani, sempre coinvolti in rocambolesche avventure.

Per chi avrà la possibilità di partecipare a questa kermesse letteraria a tinte forti un regalo speciale: nei giorni del festival a Senigallia verrà aperta al pubblico la camera gialla, allestita dalla Fondazioni Rosellini, nella quale sono gelosamente custoditi quasi tutti i romanzi gialli pubblicati in lingua italiana a partire dall’inizio del ‘900 per arrivare ai giorni nostri.

Da Senigallia a Torino, da VENTIMILARIGHESOTTOIMARI inGIALLO aTORINOIR

Pr chi non potrà godere di VENTIMILARIGHESOTTOIMARI inGIALLO, le possibilità di andare alla scoperta di una lettura nuova pur rimanendo all’interno del genere sono numerose, a cominciare dalla conoscenza di un gruppo di scrittori torinesi, dodici per la precisione, che hanno azzardato un inedito esperimento letterario, riunendosi e collocandosi sotto l’etichetta di TORINOIR.

Sono ovviamente torinesi di nascita o di adozione, formatisi alla scuola di Fruttero e Lucentini, che furono i magistrali autori di alcuni romanzi ambientati sotto la Mole, negli anni in cui Torino era una grande città grigia e scarsamente appetibile sotto il profilo turistico, nota a tutti per la Fiat ma non per il suo fermento culturale, molto rallentato in verità dopo gli anni incandescenti della lotta al fascismo.

La città di oggi è tutt’altra cosa e diverso deve essere il modo di raccontarla.

Non è più ammissibile una sola angolazione, la società è diventata troppo liquida per essere imbrigliata in poche caratterizzazioni, è di gran lunga più esauriente uno sguardo più ampio ed articolato per provare a rappresentarla in modo adeguato.

I magnifici dodici hanno colto la necessità e raccolto la provocazione di chi pensa che tra autori dello stesso genere sia guerra aperta ad ogni riga, una guerra, tra l’altro, che non esclude colpi bassi a danno dei concorrenti: seguendo lo spunto di Giorgio Ballario hanno sotterrato l’ascia di guerra ed hanno iniziato una proficua collaborazione, pur restando ciascuno legato ai suoi personaggi ad alle sue preferenze narrative.

Il risultato è stato un piacevole puzzle, al cui completamento concorrono tutte le tessere, ognuna con la propria specificità di origine e sviluppo.

Giorgio Ballario, giornalista con trascorsi in cronaca nera e giudiziaria, ha pubblicato storie costruite su realtà vissute da cronista; Rocco Ballacchino,ironico e divertente fondatore del P.D.C. (partito della carbonara), ha scelto di raccontare Torino attraverso i suoi luoghi storici, come Piazza Carlo Alberto o Porta Nuova, dove si muove il commissario Crema; Maurizio Blini, ex poliziotto, ha visto in prima persona  la Torino violenta e a tinte forti  che costituisce l’anima dei suoi romanzi; Patrizia Durante, unica donna di Torinoir, ha collaborato alla pubblicazione di storie scritte a più mani, per arrivare infine ad un suo lavoro basato sulle vicissitudini di un commissario donna, Rebecca Messori.

Al loro fianco tutti gli altri, da Massimo Tallone, ironico e pungente nel descrivere la sua Torino attraverso gli occhi del Cardo, un perdigiorno sgangherato e sboccato, privo all’apparenza di qualsiasi concezione etica e spesso coinvolto in vicende più grandi di lui, a Luca Rinarelli, da Enrico Pandiani, nato come scrittore di storie a fumetti, a Fabio Girelli, non solo narratore ma anche poeta, da Marco Dibenedetto a  Claudio Giachino, anche lui con un passato da cronista, a Fabio Beccacini e Andrea Monticone.

Avvicinarsi ai libri del gruppo di Torinoir è un’occasione in più per scoprire Torino, una città magica e misteriosa, capace di nascondere nei suoi palazzi sabaudi, nei suoi giardini o negli anfratti dei suoi monumenti più celebri, come la Mole, una realtà completamente diversa.

Leggere leggeri : da VENTIMILARIGHESOTTOIMARI inGIALLO a TORINOIR

 

 

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Luisa Perlo, Critico Letterario

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