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Manu Causse: un padre, un figlio e una vecchia 2 Cavalli verde

Manu Causse: un padre, un figlio e una vecchia 2 Cavalli verde

Manu Causse è francese, è stato professore per diversi anni e poi ha tagliato di netto il legame col passato e si è dedicato interamente ad una delle sue grandi passioni, la narrativa.

Sarà che quando si insegna letteratura si trascorre il proprio tempo lavorativo in compagnia di tanti grandi scrittori, sarà che capita spesso che, dopo aver tanto letto, faccia capolino il desiderio di scrivere, sarà che la scuola regala agli insegnanti un bagaglio di emozioni che sono sconosciute a chi non abbia mai svolto questo lavoro, ma il caso di Causse non è isolato, come ben dimostra il suo illustre conterraneo Daniel Pennac.

Stabilitosi nel sud della Francia, a Tolosa, l’autore ha sperimentato diverse forme narrative, per poi approdare al romanzo e raccontare una storia di dolore e fatica di vivere, di rabbia e di resilienza vissuta da un padre e da suo figlio in “La 2 Cavalli  verde”.

Manu Causse scava nel mondo dell’autismo

Eric Dubon è un padre che si sente incapace di vestire i panni del genitore perché il destino ha voluto per lui un figlio che richiede attenzioni speciali, che non ubbidisce e disubbidisce come gli altri bambini, che vive in un suo mondo impenetrabile la cui porta d’accesso è introvabile.

Isaac è un bambino autistico.

Comunicare con gli altri sembra essergli impossibile, non parla, a volte fa capire il suo disagio urlando, non vuole essere toccato da nessuno e reagisce a sollecitazioni improvvise, senza lasciar trapelare il meccanismo in base al quale si è scosso dalla sua costante immobilità.

La vita dei suoi genitori è stata travolta come da un uragano, non sono riusciti ad allinearsi e a procedere affiancati ad Isaac ed hanno scelto strade diverse, vite diverse in cui collocare questo bambino da cui, dicono i medici, è assente ogni forma di immaginazione.

Sua madre ha scelto per lui un istituto dove tocchi ad altri il difficile compito dell’accudimento e dove  Eric e Lucille diventino degli ospiti puntuali, privi delle responsabilità genitoriali e dunque sollevati nel loro carico emotivo.

E’ una scelta di vita che non tollera giudizi dall’esterno, da chi non conosce l’esperienza dell’autismo e dalla sua comoda posizione si arroga il diritto di parlare di ciò che non ha mai sperimentato , senza sapere quanto sia difficile costruire un muro di resilienza a difesa di se stessi e del propri figlio.

Manu Causse sceglie di puntare tutto sulla figura paterna, lasciando maggiormente in ombra quella materna: Eric Dubon è convinto che l’istituto non sia il luogo migliore per Isaac, ma fatica a trovare una strada alternativa per aiutare un bambino che metodicamente strappa le proprie sopracciglia, che al parco si isola completamente dal mondo esterno, ignorando tutti gli altri bambini e rimanendo  ad osservare per un tempo che sembra infinito una carpa che si muove lenta nella vasca dei pesci.

La soluzione arriva imprevista sotto forma di una vecchia 2 Cavalli  verde lasciatagli in eredità da uno zio: Eric non esita, porta via Isaac dall’istituto senza dir nulla a nessuno e inizia insieme al bambino un viaggio la cui meta finale è capirsi, entrare in empatia e sintonia, comunicare l’uno con l’altro.

L’impresa è titanica, dati i presupposti, e Manu Casse sa bene che storie che abbiano come protagonisti i bambini possono scivolare in una scrittura troppo emotiva, puntando sull’effetto commozione dei lettori, per cui sceglie uno stile diretto e preciso, senza sentimentalismi, facendo della franchezza la regola.

Eric e suo figlio iniziano il  loro viaggio sulla vecchia automobile senza poter immaginare l’esito dell’avventura intrapresa, incontrando personaggi insoliti, capaci di infilarsi nella trama della loro vicenda e diventarne parte integrante.

La 2 Cavalli verde diventa il luogo per conoscersi, per rimanere seduti accanto nel silenzio più assordante che mai ci sia stato, per non sentirsi entità separate ma cominciare a percepire qualcosa di diverso, grazie all’amore che questo padre coltiva per un figlio che sembra non esserci mai stato, non essere mai realmente esistito.

Manu Casse, un on the road di padre e figlio

E’ stato detto che la vecchia automobile è come una zucca verde, un zucca fatata che trasforma chi vi sale in un personaggio nuovo, diverso e più felice: Manu Casse ha voluto regalare questa felicità ad Eric come premio per il suo amore tornato ad essere incondizionato nei confronti del proprio figlio nel momento in cui ha finalmente percepito che non è un corpo vuoto, che i suoi occhi sono capaci di parlare più di quanto non abbiano mai fatto le sue urla di rabbia e sofferenza.

Una nuova storia ha avuto inizio.

Staccarsi dal romanzesco e tornare al quotidiano ci conduce inesorabilmente a porci delle domande: quanti Isaac abbiamo incontrato nel nostro cammino? Quanti Eric abbiamo osservato con sguardo accondiscendente e colmo di compassione senza intuire la strada impervia che questi genitori devono percorrere?

Se c’è qualcosa di cui un genitore non può fare a meno è l’amore del proprio figlio, un amore dimostrato attraverso abbracci, piccole mani strette alle proprie, fiduciosi abbandoni tra le proprie braccia, piccoli gesti insostituibili nella vita di ogni giorno.

Tutto ciò è negato ai tanti Eric e alle tante Lucille che si trovano spiazzati di fronte ad un figlio unico, irripetibile, capace di azioni sbalorditive ma così lontano da loro, parte di un universo altro molte impenetrabile.

Il romanzo di Manu Casse è una storia di disabilità e di disperazione, ma è soprattutto una storia d’amore e di speranza, costruita all’interno di una 2 Cavalli verde capace di cambiare molte cose, restituendo a ciascuno il suo posto nel mondo.

Manu Causse: un padre, un figlio e una vecchia 2 Cavalli verde

 

 

AUTORE : Manu Casse

TITOLO : La 2 Cavalli Verde

EDITORE : Nord

PAGG.  342,   EURO 16,00

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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