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Margherita Oggero, la vita dietro ad una finestra chiusa

Margherita Oggero, la vita dietro ad una finestra chiusa

Lei, Margherita Oggero, ha settantasei anni, lui, il Premio Bancarella che ha appena vinto, ne ha sessantaquattro.

Insieme fanno centoquaranta, un gran bel numero, se pensiamo a tutti coloro che ritengono che la vita dopo i cinquanta subisca un inevitabile rallentamento e dopo i sessanta subisca una definitiva quanto inevitabile involuzione.

I due soggetti in questione ci dimostrano l’assurdità di questa teoria e il suo inevitabile contrario.

Il Premio Bancarella, assegnato ogni anno da una giuria composta da duecento librai, nacque quando la gente di Lunigiana fu costretta ad abbandonare la propria terra per cercare fortuna altrove, in un’Italia che si stava risollevando da una guerra disastrosa e che tentava di ricostruirsi un’identità.

Questi uomini, con una tradizione da librai alle spalle, portarono con sé nella loro emigrazione i loro libri per diffondere il piacere della lettura e della cultura.

A tutti questi decenni di distanza, il premio ha mantenuto inalterato il suo spirito di fondo, legando alla terra di Toscana, cuore antico e profondo della nostra cultura moderna, un riconoscimento importante.

Margherita Oggero, la professoressa scrittrice

L’autrice del romanzo risultato vincitore, “La ragazza di fronte”, sostiene a meraviglia i suoi anni, la maggior parte dei quali trascorsi ad insegnare dietro ad una cattedra.

Margherita Oggero ha legato tutta la sua esistenza alla diffusione del piacere di leggere e scrivere, che devono essere collocati in questo rigoroso ordine.

Solo chi ha letto molto e bene può avvicinarsi alla scrittura con piglio certo: troppo scribacchini invadono oggi le nostre bancarelle virtuali o reali, troppi si improvvisano scrittori senza aver percorso la strada maestra di questo cammino, quella che conduce il lettore che ha interiorizzato un mondo di scrittura ad avvicinarsi con cautela ed umiltà alla produzione della sua parola scritta.

La professoressa, dopo anni di onorato servizio, come sempre si dice a chi sta andando in pensione, lasciati da parte i registri e i compiti dei suoi allievi, prese la penna e iniziò a scrivere raccontando di un personaggio in cui forse ella stessa si specchiava, la professoressa Baudino, diventata celebre per le sue complicate vicende esistenziali.

Erano gli anni 2002/2003, da allora Margherita Oggero non ha più posato la sua penna virtuale e continua a scrivere nel suo stile pacato e semplice, capace di attirare l’attenzione e di solleticare il gusto dei lettori.

Incontrarla e parlarle riempie di gioia e di serenità, la scrittrice famosa non ha soppiantato quell’insegnante amorevole e dolce che deve essere stata nella sua carriera scolastica.

Marta, Michele, due finestre e un amore per il romanzo di Margherita Oggero

Il suo ultimo nato ha avuto un fortunato genetliaco: a un anno dalla sua uscita, “La ragazza di fronte” si è classificato dunque primo al Bancarella ed ha donato alla sua creatrice un nuovo momento di celebrità.

La vicenda è di quelle semplici, che piacciono alla Oggero, ambientata nella sua Torino che si lascia alle spalle una storia di palazzi grigi e anonimi e si apre alla rivalutazione delle vecchie case di ringhiera, diventate oggi alloggi signorili nel centro storico.

Ci sono nell’incipit due bambini,Marta e Michele, molto distanti tra di loro per estrazione sociale: lei figlia di un medico, appartenente ad una buona famiglia borghese, destinata ad avere un ruolo futuro di successo grazie anche alle conoscenze del padre, lui figlio di immigrati, un bambino che è diventato torinese per caso, a cui manca una solida famiglia di riferimento, fatta eccezione per la picaresca figura del nonno.

A entrambi questi bambini manca qualcosa, così come entrambi sentono stretto il contesto in cui vivono e scelgono l’unica fuga a loro possibile, quella nella fantasia.

Un finestra affacciata su un cortile diventa un oblò aperto su questo mondo, per cui essi lo spiano, lo immaginano, lo rendono proprio nascosti dietro i vetri velati da una tenda.

Certe abitudini non si sradicano col passare del tempo e quando entrambi saranno due adulti, di successo ma irrisolti nel loro profondo, ancora spieranno dalla finestra cercando fuori quello che non trovano dentro.

Il caso li farà riavvicinare e affacciarsi sul medesimo cortile ancora una volta, Margherita Oggero prende stretti i fili di questa casualità e li dipana a suo piacimento, lasciando in sospeso il lettore sino alla fine.

Se fosse solo una storia d’amore, ci mancherebbero le pagine struggenti sui due adulti finalmente consapevoli e felici, ma la professoressa Margherita sa bene come sia fatta la realtà, non i vuole offrire una scatola di confetti, bensì una storia più articolata, con le controindicazioni e gli effetti collaterali che tutti conosciamo.

Marta e il suo archivio, Michele e il suo Frecciarossa prima o poi si incontrano, gli occhi che scrutavano dietro i vetri nel passato si fissano con prepotenza sul presente, ma a Margherita Oggero premeva raccontarci la genesi di questo percorso, le lontane radici che hanno portato le vite di due bambini così diversi ad intrecciarsi e a fondersi.

Il presente sembra essere finalmente pieno e ricco, se i binari della loro esistenza avranno un futuro di scambi o di parallelismi sta a noi immaginarlo, così come ci piace: Margherita Oggero si arresta all’improvviso e sembra dirci “ Avanti lettore, adesso tocca a te, la storia è diventata finalmente tua. Io ho fatto le mie scelte, adesso è il tuo turno”.

Così deve essere, quando un insegnante diventa un buon insegnante.

Margherita Oggero, la vita dietro ad una finestra chiusaAUTORE : Margherita Oggero

TITOLO :  La ragazza di fronte

EDITORE : Mondadori

PAGG: 223, EURO 18,50

disponibile in edizione e-book

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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