Home / Libri / Matt Haig, di vite vissute, sognate, abbandonate
Matt Haig, di vite vissute, sognate, abbandonate

Matt Haig, di vite vissute, sognate, abbandonate

Matt Haig, scrittore e giornalista inglese di successo, ha fatto della ricerca della qualità della vita un suo indiscusso obiettivo.

Tra vivere e lasciarsi vivere corre una distanza siderale, colmabile solo nel momento in cui ci si propone – e a volta impone – di osservarci a fondo, come se ci vedessimo dall’esterno, per separare l’utile dall’inutile, il necessario dal superfluo, ciò che alimenta la nostra linfa vitale e ciò che la spegne.

Vittima di una profonda depressione a soli 24 anni, vedendo crollare quanto aveva con fiducia costruito, si è ribellato con forza all’annientamento che essa stava portando con sé e ha trovato la forza per rinascere dalle sue ceneri, individuando delle ragioni per continuare a vivere e a godere pienamente della vita stessa.

Ritenendo che la sua esperienza potesse essere utile se condivisa, ha pubblicato alcuni libri nei quali, dopo essersi messo a nudo senza remore, suggerisce percorsi da fare a chi si trovi nella medesima situazione.

Individua parole di conforto come bellezza e speranza, suggerisce di abbandonare la corsa alla perfezione propria del nostro tempo, condivide l’idea che rimanere umani e integri in un pianeta frenetico e nervoso sia una grande fatica.

A fianco di questi manuali per una vita soddisfacente, di Matt Haig troviamo poi libri per bambini, in cui ha un ruolo centrale la magia del Natale, popolati da elfi e folletti, da animali pensanti e parlanti, da bambini che con la loro spontanea ingenuità potrebbero contribuire a cambiare il mondo.

Matt Haig sa che i mondi magici, dove tutto è possibile, affascinano anche gli adulti, per cui proprio a questi è indirizzato l’ultimo suo romanzo, “La biblioteca di mezzanotte”.

Quante vite ci è dato vivere?

La vita che ci è data è una e una sola, ma certo a tutti è capitato di pensare cosa sarebbe successo se a un bivio avessimo scelto l’altro sentiero, se un sì fosse stato sostituito da un no, se una manciata di secondi in più o in meno ci avessero proiettato in uno sliding doors imprevedibile.

A un uomo come Matt Haig, nato e rinato dopo la depressione, testimone diretto di come nulla sia determinato e tutto possa avere la caratteristica della variabilità, non deve essere stato difficile immaginare un non luogo dove in un tempo dilatato all’infinito perché estraneo alla vita reale si potessero vivere tante vite, migliaia di vite, generate a cascata da una scelta iniziale.

Ed ecco allora nascere la biblioteca di mezzanotte, un luogo fantastico visitabile nel tempo sospeso tra la vita e la morte, quando ciò che è stato cozza violentemente con ciò che avrebbe potuto essere.

Protagonista di questa fantastica avventura è Nora Seed, trentacinquenne di Bedford, che è stata licenziata, ha visto morire in strada il suo amatissimo gatto Voltaire, deve fare i conti con un fidanzato abbandonato quasi all’altare, non ha più amicizie e trova la sua vita completamente inutile.

E dire che le premesse avevano fatto sperare in un futuro ben diverso: Nora avrebbe potuto gareggiare alle Olimpiadi nel nuoto, avrebbe potuto rimanere in una band come cantautrice e avere successo, avrebbe potuto concretizzare i sogni maturati durante i suoi studi di filosofia, anche grazie a Thoreau, il suo filosofo preferito.

Aveva desiderato essere nuotatrice, musicista, filosofa, sposa, viaggiatrice, glaciologa, ma soprattutto felice e amata.

Non è diventata nulla di tutto ciò, si sente un essere inutile per l’intero universo, con una vita ormai impossibile da vivere, da abbandonare quanto prima e per sempre.

E’ mezzanotte precisa quando Nora mette in atto il suo progetto con assoluta lucidità, ma quanto succede nel successivo minuto e ventisette secondi la proietta lontano dalla vita reale, in attesa di accogliere, forse, la morte, pronta a vivere alcune delle sue possibili altre vite all’interno della biblioteca di mezzanotte.

I libri di Matt Haig raccontano le innumerevoli potenziali vite di ciascuno

Nora si trova catapultata in una strana biblioteca gestita da Msr Elm, la bibliotecaria della sua vecchia scuola.

Innumerevoli corridoi che non portano da nessuna parte separano scaffali sui quali campeggiano libri dal dorso verde, che si muovono sino a cadere a terra. Solo uno è grigio ed è il libro dei rimpianti.

Ognuno degli infiniti libri contiene una delle possibili vite di Nora, con le decisioni prese e quelle lasciate, con il probabile che si scontra con il possibile, e tutti rappresentano l’inizio di una delle vite che Nora potrebbe vivere, a partire dalle ore 00.00 di martedì 28 aprile.

Sono le possibilità offerte dalla Biblioteca di Mezzanotte, nel mondo di mezzo raccogliere uno dei libri caduti e leggerlo significa scegliere di vivere una vita anziché un’altra, provarla, come dice la signorina Elm, come fosse un abito tolto da una gruccia.

A Nora riesce difficile comprendere cosa sta succedendo in quei pochi secondi reali che la separano dalla morte, ma una volta entrata nel vortice di quel tempo sospeso si trova a impersonare una Nora sempre diversa, capace di fare scelte diverse da quelle del suo passato, a cui è consentito sapere se scegliere un altro percorso l’avrebbe portata alla felicità.

Cosa sarebbe successo se avesse sposato Dan invece di scappare e avessero realizzato il sogno di avere un pub tutto loro?

E se fosse diventata una donna di successo vincendo anche una medaglia d’oro alle Olimpiadi?

In quale delle sue tante vite avrebbe perso suo fratello o la sua più cara amica?

Nora non legge le sue altre possibili vite, le vive intensamente, con tutto il carico emotivo che ciò comporta, a fronte di scelte mai fatte nel passato.

Matt Haig ammonisce implicitamente chi punta tutto su ciò che non è stato disprezzando la vita costruita passo dopo passo, l’illusione che il meglio si trovasse altrove è un inganno difficile da evitare.

Nella vita in cui si trova a fare la glaciologa alle isole Svalbard Nora incontra Hugo, che come lei sta visitando vite che non sono le sue, che scivola dall’una all’altra e prova a spiegarle che la loro condizione è data dal fatto che esiste un infinito numero di universi paralleli divergenti, scomodando la fisica quantistica.

A qualcuno capita di potervi accedere nel momento in cui si trova nella zona grigia, tra la vita e la morte.

La Biblioteca non è che una rappresentazione adatta alle limitate capacità del cervello umano di comprendere la complessità di un’onda d’urto di un sistema quantistico aperto, pertanto vengono costruite metafore mentali come versione semplificata della realtà.

Da un passaggio all’altro Nora matura un nuovo pensiero nei confronti della vita e sceglie di non voler morire dopo aver abitato quella che avrebbe potuto sembrare la vita perfetta.

In un minuto e ventisette secondi Nora ha ribaltato il suo pensiero, le realtà semisconosciute del multiverso, di cui sceglie di non fare parola con nessuno, le hanno restituito la voglia di essere viva,  le hanno fatto capire che il rimpianto è il peggior nemico di noi stessi e che abbiamo bisogno di essere una sola persona con una sola vita, per quanto questa possa essere ingarbugliata.

Non è necessario comprendere la vita, è sufficiente semplicemente viverla, perché è ricca di potenziale e di futuro e soprattutto è nostra.

Matt Haig, di vite vissute, sognate, abbandonateAUTORE : Matt Haig

TITOLO : La biblioteca di mezzanotte

EDITORE : edizioni e/o

PAGG: 334       EURO 18,00  ( disponibile versione eBook euro 11,99)

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Translate »