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Una città da amare:Barcellona nominata città della letteratura

Una città da amare: Barcellona nominata città della letteratura

“Città della letteratura” è il nuovo, recente appellativo che si è guadagnata Barcellona, grazie al giudizio dell’Unesco che l’ha riconosciuta come uno dei centri propulsori della cultura.

La città catalana entra così a buon diritto nella rete delle Città Creative e si appresta ad onorare questo riconoscimento con una ricca serie di attività letterarie che attraverseranno tutto il 2016.

Chiunque abbia visitato anche una sola volta Barcellona non può essere rimasto indifferente al suo fascino: della capitale catalana ci si innamora a prima vista, respirando aria di primavera nella Rambla, riempiendosi gli occhi dei colori della Boqueria, facendosi avvolgere dalle innumerevoli volute architettoniche di Gaudì, perdendosi nei tramonti che si godono dalla spiaggia di Barcelloneta e trasformano in oro i tetti e la collina.

Barcellona non è solo grandi viali e grandi arterie, è anche un dedalo di strade secondarie che si intrecciano soprattutto nel quartiere gotico e spesso conducono davanti ad una libreria, ad un piccolo o grande spacciatore di libri.

Proprio per questa sua ricchezza di librerie, biblioteche e eventi culturali Barcellona è stata nominata città della letteratura , per l’attenzione da sempre rivolta a scrittori, lettori, librai, traduttori ed editori.

La città della letteratura nelle pagine di Zafon, attraverso i Libri Dimenticati

Con queste premesse è facile capire come la città sia diventata protagonista di romanzi incentrati sul suo presente e sul suo passato, cosicchè il suo fascino si è ancora accresciuto.

Una città da amare:Barcellona nominata città della letteraturaUn contributo essenziale è venuto nel 2001 dalla pubblicazione de “L’ombra del vento”, un romanzo di Carlos Ruiz Zafon diventato un caso editoriale grazie al passaparola dei lettori.

In questa storia Barcellona è una città triste, legata alla storia dolorosa del franchismo, dove la pioggia perenne sembra essere il simbolo del dolore degli uomini traditi nei loro ideali di libertà dopo una sanguinosa guerra civile.

Tuttavia è anche la città dove si trova il Cimitero dei Libri Dimenticati, abbandonati al loro destino d’oblio qualora non vengano adottati e salvati.

Sarà un ragazzino di soli undici anni, Daniel Sempere, ad adottarne uno, “L’ombra del vento”, il cui autore è avvolto da un fascino misterioso e dannato.

Le vicende della storia nella storia si incastrano come scatole cinesi per molti anni, in una Barcellona lontana nel tempo ma così attuale attraverso le parole di Zafon che sembra al lettore di poterla percorrere in ogni dove.

Una spettacolare cattedrale simbolo della città della letteratura.

Per chi voglia lasciarsi coinvolgere dalla storia passata, quella delle origini moderne di Barcellona, il romanzo da leggere è certamente “La cattedrale del mare”, di Ildefonso Falcones.

Una città da amare:Barcellona nominata città della letteraturaAttraversando la navata centrale di Santa Maria del Mar si è obbligati ad abbandonare i propri abiti da turista e ad indossare quegli degli operai medievali che faticosamente, pietra dopo pietra, eressero a Dio questa cattedrale, cercando di spingersi sempre più in alto, sempre più vicini a lui.

La storia antica, la fatica, il sudore e la fede di quegli uomini si respirano ad ogni passo, indipendentemente dal proprio pensiero religioso, con un ritorno immediato alle vicende di Arnau Estanyol, protagonista della storia,e alle sua scalata sociale.

Falcones, avvocato che esercita la sua professione nella città della letteratura, non si è sottratto all’amore per la ricerca storica che traspira da ogni pietra, da ogni edificio, ed ha ricostruito con pazienza certosina la storia di un povero servo affrancatosi nella regione catalana del XIV secolo, tra mille peripezie.

Sullo sfondo sempre presente l’imponenza di questa cattedrale, alla cui costruzione partecipa lo stesso Arnau, tra persecuzioni contro gli ebrei e condanne della Santa Inquisizione.

Il Medioevo viene tratteggiato nelle sue luci e nelle sue ombre, mentre il protagonista cresce tra mille peripezie sempre desideroso di raggiungere la libertà di cui è nato privo.

E’ questo un romanzo di carattere fortemente storico, più slegato dal presente di quanto lo sia quello di Zafon, ma altrettanto utile ad aggiungere un tassello di conoscenza a chi voglia capire più a fondo questa città e voglia amarla di un amore profondo e sincero, a cui questo attributo di città della letteratura non potrà che dare nuova forza.

Una città da amare:Barcellona nominata città della letteratura

 

 

 

 

 

 

 

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Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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