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Allergia da acaro, finalmente sta per arrivare il vaccino

Allergia da acaro, finalmente sta per arrivare il vaccino

La maggior parte delle persone, ogni giorno ha a che fare con un’allergia più o meno fastidiosa. Sicuramente si tratta di malattie estremamente diffuse, a carico del sistema immunitario, che provoca reazioni eccessive provocate da particolari anticorpi, nei confronti di sostanze che, di solito sono innocue per la maggior parte delle persone. L’allergia, che impropriamente individua la causa nella polvere, in realtà è provocata dagli acari, microscopici artropodi che si nutrono di desquamazioni umane, come pelle e capelli. L’ allergia da acaro è la forma allergica più diffusa nei paesi occidentali ed è costante perché, a differenza dei pollini che sono stagionali, l’acaro vive tutto l’anno.

Allergia da acaro: il paziente spesso si trascura

Una recente ricerca di DoxaPharma ha preso in esame le risposte di 206 pazienti, divisi in due gruppi, entrambi con allergia da acaro: 103 pazienti con rinite allergica e 103 con rinite allergica e asma allergico associate. L’indagine ha permesso di tracciare una sorta di identikit del soggetto con allergia da acaro. Si tratta di un paziente prevalentemente sensibile sia agli acari che ai pollini, che soffre di sintomi diversi, ma che si cura poco e male, anche se la sua allergia ha un impatto importante sulla qualità di vita, soprattutto sul piano psicologico. Infatti, al contrario di quello che ci si potrebbe aspettare, il paziente tipo invece di curarsi, fa di tutto per abituarsi ai disturbi provocati dall’allergia, ritiene infatti di essere fondamentalmente sano, e non prende in considerazione le conseguenze a cui porta una cattiva gestione della malattia.

Allergia da acaro: qualche dato

“E’ come se i pazienti avessero una visione distorta e una conoscenza approssimativa della loro patologia”, dice Maria Beatrice Bilò, presidente dell’Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali OspedalieriLo dimostra il fatto che 4 pazienti su 5, tra gli intervistati, considerano buona la loro salute, ed allo stesso tempo dichiarano, per oltre l’80%, che la patologia ha un impatto importante sulla loro qualità di vita.”

I più indisciplinati a controllare l’allergia sono i pazienti con rinite allergica: l’86% risulta essere non controllato, o parzialmente controllato. “E questo è dato molto serio”, commenta Matteo Gelardi, Presidente dell’Accademia Italiana di Rinologia (IAR). “Le stime infatti evidenziano come i soggetti con rinite allergica abbiano probabilità quattro volte maggiori rispetto alle persone sane di sviluppare l’asma. Questo avviene perché le due patologie sono l’espressione di aspetti clinici differenti di un unico disordine dell’apparato respiratorio. Diagnosticare e curare correttamente la rinite allergica significa tenere sotto controllo l’asma.”

Allergia da acaro: i pazienti più a rischio

La ricerca evidenzia che anche la maggioranza dei pazienti (68%) affetti sia da rinite allergica che da asma allergico, sono parzialmente o poco controllati. “E’ il soggetto che sta peggio tra tutti perché è quello che ha i sintomi più gravi”, dice Pierluigi Paggiaro, pneumologo. ” Chi è affetto da asma allergico, infatti, oltre a starnutire ed avere il naso chiuso, prova anche una costrizione al petto e fa fatica a respirare. Per noi pneumologi si tratta di un’indicazione allarmante, perché mette questi soggetti a potenziale rischio di sviluppare episodi di crisi asmatiche anche gravi.”

Curarsi bene per molti è fonte di stress

Dall’indagine emerge che, nonostante circa 1/3 dei pazienti non sia ben controllato, la cura principale che viene scelta è quella al bisogno e per giunta mal gestita. “Il 50% dei pazienti aderisce poco alla terapia, dice Francesco Blasi, Presidente della Società Italiana di Pneumologia (SIP). “Nel 89% dei casi, questo avviene perché il paziente si sente meglio. Il problema è che ‘meglio’ non significa ‘bene’ ma soltanto che i sintomi si sono attenuati e che sicuramente ricompariranno. Dal nostro punto di vista il paziente si ‘stanca’ di prendere medicine e la sua soglia di attenzione cala, così preferisce tollerare i sintomi, uniti ad una qualità di vita inferiore, che seguire una terapia continuativa. Tutto questo, a scapito della propria salute”.

Indubbiamente le terapie rappresentano una fonte di ‘stress’, anche per via della quantità di farmaci che devono essere assunti, quindi quasi 1 paziente su 2 li prende solo al bisogno e non in modo continuativo. Chi soffre di rinite allergica assume generalmente antistaminici e decongestionanti, mentre la terapia dichiarata da chi soffre anche di asma prevede, in linea di massima, corticosteroidi e SABA (Short Acting Beta Agonists).

Allergia da acaro: arriva l’immunterapia

“L’Immunoterapia Allergene Specifica è una soluzione che sta ottenendo sempre maggior riconosimenti scientifici”, dice Giorgio Walter Canonica, presidente della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (Siaaic).

” Si tratta di una soluzione in grado di agire sulle cause dell’allergia e non solo sui sintomi. E’ già stata sdoganata per diverse forme allergiche, per esempio il vaccino per le graminacee. Per l’allergia da acaro, esiste la terapia sublinguale ma non e ancora disponibile in Italia, anche se ne è stata certificata l’efficacia nei pazienti adulti con asma da allergia da acaro non ben controllata. E’ proprio questa la  categoria di pazienti più numerosa e più difficile da trattare”.  Le compresse andranno assunte per un periodo compreso da 1 a 5 anni sotto stretto controllo medico.

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