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Covid: indicatori in calo. In ospedale quasi tutte persone non vaccinate

Covid: indicatori in calo. In ospedale quasi tutte persone non vaccinate

Il monitoraggio Covid della fondazione Gimbe, nella settimana 8-14 settembre, rileva tutti i numeri in calo, compresi quelli di ricoveri e terapie intensive.

Campagna vaccinale: frenata delle prime somministrazioni (-200 mila rispetto alla settimana precedente), l’esitazione vaccinale persiste soprattutto negli over 50.

I numeri confermano l’efficacia dei vaccini nel ridurre decessi (96,3%), ricoveri ordinari (93,4%) e in terapia intensiva (95,7%).

Ma con l’arrivo dell’autunno e la riapertura delle scuole gli oltre 9 milioni di non vaccinati alimenteranno la circolazione del virus e l’aumento delle ospedalizzazioni.

Inaccettabile presa di posizione sulle “cure domiciliari” di personaggi pubblici tra cui medici e politici che, sovvertendo il metodo scientifico, inducono le persone a rifiutare vaccini efficaci e sicuri e a fidarsi di protocolli terapeutici non autorizzati o di farmaci dannosi e controindicati.

Monitoraggio Covid

Il monitoraggio Covid della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 8-14 settembre 2021, rispetto alla precedente, tutti i numeri in calo.

Scendono i nuovi casi (33.712 vs 39.511), i decessi (389 vs 417), i casi attualmente positivi (122.340 vs 133.787), le persone in isolamento domiciliare (117.621 vs 128.917), i ricoveri con sintomi (4.165 vs 4.307) e le terapie intensive (554 vs 563).

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In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 389 (-6,7%), di cui 52 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: -9 (-1,6%)
  • Ricoverati con sintomi: -142 (-3,3%)
  • Isolamento domiciliare: -11.296 (-8,8%)
  • Nuovi casi: 33.712 (-14,7%)
  • Casi attualmente positivi: -11.447 (-8,6%)

“Continuano a diminuire i nuovi casi settimanali, sia come numeri assoluti che come media mobile dei casi giornalieri che si attesta a 4.816”, dice Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe.

Nella settimana 8-14 settembre 2021, rispetto alla precedente, 4 Regioni registrano un incremento percentuale dei nuovi casi e in sole 2 Regioni crescono i casi attualmente positivi.

Scendono a 56 le Province con incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti: in Sicilia e Umbria tutte le Province raggiungono o superano questa soglia.

Solo in 2 Province si contano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Siracusa (178) e Messina (168).

In calo anche i decessi: 389 negli ultimi 7 giorni (di cui 52 riferiti a periodi precedenti), con una media giornaliera di 56 rispetto ai 60 della settimana precedente.

Fronte ospedaliero

“Sul fronte ospedaliero dopo 8 settimane di aumento si registra una lieve riduzione dei posti letto occupati da pazienti Covid-19, che scendono del 3,3% in area medica e dell’1,6% in terapia intensiva”, dice Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe.

A livello nazionale il tasso di occupazione rimane basso (7% in area medica e 6% in area critica), anche se persistono notevoli differenze regionali.

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Per l’area medica si collocano sopra la soglia del 15% Sicilia (21%) e Calabria (17%).

Per l’area critica sopra la soglia del 10% Marche (13%), Sicilia (11%) e Sardegna (11%).

“Iniziano a scendere anche gli ingressi giornalieri in terapia intensiva con una media mobile a 7 giorni di 36 ingressi al giorno rispetto ai 42 della settimana precedente”, spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe.

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Covid: vaccini

Forniture

Al 15 settembre (aggiornamento ore 6.09) risultano consegnate 91.849.241 dosi: con 3,7 milioni di dosi dell’ultima settimana.

Le scorte di vaccini a mRNA superano quota 10 milioni.

Somministrazioni

Al 15 settembre (aggiornamento ore 06:09) il 74,1% della popolazione (n. 43.924.031) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+552.102 rispetto alla settimana precedente) e il 68% (n. 40.295.980) ha completato il ciclo vaccinale (+1.223.873).

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In calo nell’ultima settimana il numero di somministrazioni (n. 1.720.055), con una media mobile a 7 giorni di 234.183 somministrazioni al giorno.

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“Nonostante la considerevole disponibilità di dosi il numero di prime somministrazioni, dopo tre settimane di stabilità intorno a quota 720-750mila, nell’ultima settimana è sceso a 525mila.

In attesa di conoscere gli effetti dell’estensione dell’obbligo del green pass, è evidente che le attuali strategie della campagna non riescono a contrastare l’esitazione della popolazione ancora non vaccinata”, dice Cartabellotta.

Copertura degli over 50

L’88,9% della popolazione over 50 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, (+0,5% rispetto alla settimana precedente) con nette differenze regionali: dal 93,3% della Puglia all’83% della Calabria.

In dettaglio:

  • Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 4.205.980 (93,9%) hanno completato il ciclo vaccinale e 102.620 (2,3%) hanno ricevuto solo la prima dose.
  • Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 5.353.137 (89,7%) hanno completato il ciclo vaccinale e 133.144 (2,2%) hanno ricevuto solo la prima dose.
  • 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni, 6.376.274 (85,7%) hanno completato il ciclo vaccinale e 219.502 (2,9%) hanno ricevuto solo la prima dose.
  • Fascia 50-59 anni: degli oltre 9,4 milioni, 7.491.811 (79,1%) hanno completato il ciclo vaccinale e 440.596 (4,7%) hanno ricevuto solo la prima dose.

Complessivamente 3,9 milioni di over 50 (14,4%) non hanno ancora completato il ciclo vaccinale, con rilevanti differenze regionali (dal 17% della Calabria al 6,7% della Puglia).

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Di questi, 3,03 milioni non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose.

A fronte di un sostanziale appiattimento dei trend di vaccinazione in questa fascia di età, continuano a salire le curve degli under 50, in particolare delle fasce 12-19 e 20-29 anni che hanno superato le fasce 30-39 e 40-49 anni.

In particolare, con le scuole già ripartite, preoccupa che nella fascia 12-19 anni, nonostante il costante incremento delle coperture, ancora 1,53 milioni di ragazzi (33,7%) non abbiano ricevuto nemmeno una dose di vaccino, con rilevanti differenze regionali.

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Efficacia vaccini

L’efficacia del vaccino anti-Covid da aprile a oggi si conferma stabile e molto elevata nel ridurre i decessi (96,3%) e le forme severe di malattia che necessitano di ricovero in area medica (93,4%) e in terapia intensiva (95,7%).

Relativamente alle diagnosi di SARS-CoV-2, invece, l’efficacia si è ridotta dall’88,5% (periodo 4 aprile-11 luglio) al 77,3% (periodo 4 aprile-5 settembre), in misura inversamente proporzionale all’età.

Infatti, nella fascia 12-39 anni l’efficacia è scesa sino al 67,2% nelle scorse settimane, e ora dopo una stabilizzazione sembra risalire.

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“Questo conferma che durante il periodo estivo tra i più giovani deve aver influito l’incremento dei contatti sociali e la minore attenzione ai comportamenti individuali, fondamentali per prevenire il contagio anche nelle persone vaccinate”, spiega Cartabellotta.

Nei soggetti vaccinati con ciclo completo, rispetto ai non vaccinati, si registra un netto calo dell’incidenza di diagnosi e soprattutto di malattia severa che porta a ospedalizzazione, ricovero in terapia intensiva o decesso.

Nelle varie fasce di età, le diagnosi di SARS-CoV-2 si riducono infatti del 77,8-80,7%, i ricoveri ordinari dell’88,8-95,6%, quelli in terapia intensiva del 92,5-97,4% e i decessi del 93,4-100%.

Disinformazione alimentata e rischio contagi per l’autunno

“Il progressivo aumento delle coperture vaccinali e l’adesione ai comportamenti individuali  hanno permesso di contenere la quarta ondata e i nuovi casi e i ricoveri hanno finalmente iniziato a scendere.

Tuttavia con l’autunno alle porte, la riapertura delle scuole e i 9,4 milioni di persone, oltre agli under 12, che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, si rischia una ripresa della circolazione del virus e un aumento delle ospedalizzazioni con conseguenti limitazioni nell’assistenza ai pazienti non Covid-19.

In questo contesto, è inaccettabile la presa di posizione di personaggi pubblici, tra cui medici e politici, che, sovvertendo la metodologia della ricerca scientifica, alimentano la disinformazione mettendo a rischio la salute delle persone.

Soprattutto di quelle indecise, che rifiutano vaccini efficaci e sicuri confidando in protocolli di terapia domiciliare non autorizzati o addirittura in farmaci dannosi e controindicati”, conclude Cartabellotta.

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