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Malattie neurologiche: quanto può la prevenzione?

Malattie neurologiche: quanto può la prevenzione?

Da un recente congresso che si è svolto a Siracusa poco tempo fa, sono emerse alcune novità che possono interessare pazienti con alcune importanti malattie neurologiche. Stiamo parlando di patologie che sconvolgono la vita – anche sociale – dei pazienti e ancor più quelle delle loro famiglie. Patologie acute e croniche come l’ictus, il Parkinson e l’Alzheimer hanno, infatti, un impatto sociale che spesso mette letteralmente in crisi interi gruppi familiari.

Durante il congresso siciliano, sono stati quindi affrontati problemi fondamentali come la gestione di certe patologie, sia riguardo all’assistenza ai pazienti che alle nuove terapie. Grande attenzione è stata data anche alle malattie neurologiche rare, che rientrano nella non piccola area delle malattie rare.

Le malattie neurologiche sono molto serie, richiedono un’attenzione molto particolare.

Certamente si. Anche perché richiedono terapie combinate. Ad esempio, in caso di ictus cerebrale, studi scientifici accreditati hanno dimostrato che si può abbattere addirittura del 50% la mortalità e la disabilità combinando la terapia per via endovenosa e la rimozione meccanica (intervento chirurgico) del trombo.

Buone notizie, quindi, per i pazienti. Che non sono pochi.

Sono moltissimi. In italia, ogni anno, in varia misura e con differenti conseguenze, l’ictus cerebrale colpisce circa un milione di persone.

Vogliamo ricordare in cosa consiste l’ictus cerebrale, di cui tantissime persone parlano senza sapere con esattezza di cosa si tratti?

Sì, è giusto fare chiarezza, perché molti parlano di ictus cerebrale anche quando si tratta di tutt’altro problema. L’ictus cerebrale è una gravissima lesione cerebrovascolare che si origina in conseguenza di una interruzione del flusso di sangue al cervello dovuta o all’ostruzione o alla rottura di
un’arteria.

Un altro tema affrontato durante il congresso di Siracusa è quello delle malattie neurodegenerative, come il Parkinson e l’Alzheimer. Come mai queste malattie sono in così forte aumento?

Fino a qualche decennio fa, certe malattie avevano una bassa incidenza sulla popolazione. Oggi siamo arrivati a circa 250.000 casi/anno per il Parkinson e oltre il doppio per l’Alzheimer. I motivi sono abbasta ovvi: essendo malattie degenerative, crescono d’incidenza sulla base del progressivo invecchiamento della popolazione.

Novità per debellare le malattie neurologiche?

Per queste malattie, al pari anche di altre, vale il discorso prevenzione. Una prevenzione che nasce, anzitutto, da una diagnosi sempre più precoce. Fino addirittura ad una diagnosi preclinica. In altre parole, si tratta di una indagine che deve essere fatta quando ancora non ci sono neanche i sintomi motori nel Parkinson e quelli della demenza nella Malattia di Alzheimer.

Ma non c’è un modo per non ammalarsi di queste terribili malattie?

Gli esperti riuniti a Siracusa si sono trovati d’accordo sul fatto che certe patologie neurodegenerative possono essere contrastate anche con una buona e regolare attività fisica, corroborata da stimoli esterni (vita sociale attiva e interessi di vario genere), un’alimentazione sana e sereni legami affettivi. Sembrano consigli banali, ma i risultati confermano che i risultati positivi ci sono. Un cervello che invecchia bene, è un cervello in cui la malattia tarda a presentarsi e, nel caso, subisce un rallentamento nella sua evoluzione.

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