Morti premature per inquinamento dell’aria
Salute

Morti premature per inquinamento dell’aria

30/11/2015
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L’aria è tutto per noi: ci permette di respirare e incide sulla qualità della nostra vita. Quando non è pulita, la rende addirittura più breve. Un numero impressionante di morti premature per inquinamento dell’aria caratterizza l’Italia.

Un rapporto in questo senso, riguardante l’Unione europea, è stato stilato dall’Agenzia europea dell’ambiente (Aea): parliamo di un totale di 84.400 decessi, su un totale di 491mila a livello europeo. Le morti si determinano per problemi respiratori, malattie cardiovascolari, cancro.

Morti premature per l’inquinamento dell’aria: da che cosa dipendono?

Ma da che cosa dipende? Dalle micro-polveri sottili (Pm2.5), dal biossido di azoto (NO2) e dall’ozono presente nei bassi strati dell’atmosfera (O3): rispettivamente, lo studio attribuisce a questi elementi 59.500, 21.600 e 3.300 morti premature in Italia.

L’elemento più negativo sono le micro-polveri sottili, che provocano 403mila vittime nei 28 stati dell’Unione e 432mila se consideriamo tutti i 40 Paesi europei presi in considerazione dal rapporto.

Tra le componenti delle micro-polveri sottili ci sono acidi, metalli o particelle di polveri: appesantiscono l’aria, rendendola irrespirabile.

Eroi in nero anche ozono troposferico e biossido di azoto, che insieme hanno causato 92.000 decessi prematuri.

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Il direttore direttore esecutivo dell’Aea, Hans Bruyninckx, si è espresso in questo modo:”Nonostante i continui miglioramenti negli ultimi decenni, l’inquinamento atmosferico è ancora una minaccia per la salute degli europei”; esso agisce “riducendo la loro qualità di vita e la speranza di vita”.

Ridurre la qualità della vita: che cosa comporta? Costi ospedalieri, perdita di giornate di lavoro, problemi di salute, danni agli edifici, inferiore resa dei raccolti.

C’è di più: nel 2013, l’87% degli abitanti delle città nell’Unione europea sono stati esposti a livelli particelle di inquinamento che superavano gli standard di qualità dell’aria definiti dall’Organizzazione mondiale della sanità, più severi di quelle dell’Ue. Poniamo il caso che l’Unione europea dovesse adottare gli standard dell’Oms: le concentrazioni di particelle inquinanti calerebbero di circa un terzo e i decessi prematuri scenderebbero a 144.000. Tutto per una mera classificazione.

Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.