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Musicisti e dolore: binomio scomodo e costante

Musicisti e dolore: binomio scomodo e costante

Musicisti e dolore spesso convivono. Che siano dilettanti o professionisti, tutti i musicisti hanno qualcosa in comune: certi dolori alle ossa e ai muscoli che talvolta limitano la qualità della loro vita.

Per suonare bene uno strumento, infatti, bisogna fare molto esercizio quotidiano, spesso con posture che sono ben lontane da quelle corrette e stressando muscoli, giunture e tendini in modo fin troppo pesante.

In senso generale, quali sono i disturbi più facilmente riscontrabili nei musicisti?

Parlando genericamente, i disturbi sono di vario genere. Tra i più diffusi, c’è la tendinite al tunnel carpale della mano. Ma molti musicisti sono colpiti anche dalla sindrome da sovraccarico – spesso alla spalla – e dalla più grave e limitante distonia focale, che provoca delle contrazioni muscolari involontarie e in alcuni casi anche il rattrappimento delle dita.

In che percentuale i musicisti possono incorrere in certi problemi?

La percentuale è molto alta, il 76%. In altri termini, circa 8 musicisti su 10, nella loro vita sono incorsi in disturbi più o meno gravi, per periodi più o meno lunghi. Spesso con ricadute che li hanno accompagnati per tutta la vita e senza fare differenza tra musicisti professioni e semplici appassionati. Insomma: musicisti e dolore sono una costante.

Abbiamo parlato di due problematiche in particolare: la sindrome da sovraccarico e la distonia focale. In cosa consistono e quali musicisti possono più facilmente incontrarle sulla loro strada?

La sindrome da sovraccarico, o overuse, ha come causa di base una postura sbagliata accompagnata da sovraccarichi di lavoro. In questo caso, muscoli e tendini sono stressati oltre misura. Il risultato è costituito da dolori insopportabili alle braccia e alle spalle, formicolii. La distonia focale è molto più grave, in quanto il musicista perde addirittura il controllo della coordinazione motoria dello strumento. Chi è più colpito da queste problematiche sono in maggior numero i musicisti di strumenti asimmetrici, nel senso che chi suona deve impegnare maggiormente e in modo diverso un lato del corpo – arti e articolazioni comprese – sbilanciando il corpo sempre su un lato.

Quindi, chi suona gli archi (viola, violino, ecc.), i flautisti e tutti gli strumenti a fiato di una certa massa e peso (fagotto, trombone, ecc.) è avvertito.

Esatto. Anche perché prima si interviene a correttivo e prima si può tornare alla normale attività. Per questo, è meglio provvedere con i dovuti accertamenti, presso dei centri specializzati nel seguire i musicisti, non appena compaiono i primi disturbi. Anzitutto, sarà verificata la corretta postura, con i conseguenti provvedimenti del caso; poi potrebbe seguire anche una vera e propria riabilitazione.

 

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