
Russamento: arriva in Italia la prima accademia di roncologia
Interessa milioni di persone in tutto il mondo, spesso disturbando anche il sonno di chi vive con loro, ma di frequente è sottovalutato. Il russamento non è solo un fastidio notturno, ma un vero e proprio disturbo che può nascondere patologie più serie come l’apnea ostruttiva del sonno. Per affrontarlo con un approccio scientifico e multidisciplinare è nata in Italia la prima Accademia di Roncologia, uno spazio dedicato alla ricerca, alla formazione e alla divulgazione su cause, conseguenze e terapie del russamento.
A cosa è dovuto il russamento?
Il russamento – in termini medici roncopatia– è il rumore prodotto durante la respirazione notturna dalla vibrazione delle strutture molli della gola durante il passaggio dell’aria. Alla base ci sono un rilassamento muscolare e un restringimento delle vie aeree superiori. Se in condizioni normali l’aria entra attraverso il naso e arriva nei polmoni senza incontrare ostacoli, in presenza di russamento non riesce a passare agevolmente a causa del collasso parziale di palato molle, lingua e tonsille. Di conseguenza, quando passa attraverso le vie aeree e si riverbera attraverso tutto il tessuto che collassa, l’aria produce un suono sgradevole. Si stima che solo in Italia il russamento interessi il 54% della popolazione adulta tra i 15 e i 74 anni (oltre 24 milioni di persone), di cui il 65% è di genere maschile.

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Il russamento può essere favorito da numerosi fattori. Ecco i più comuni:
- sovrappeso e obesità: il grasso in eccesso, soprattutto a livello del collo, può comprimere le vie respiratorie;
- posizione durante il sonno: dormire sulla schiena favorisce il collasso delle vie aeree;
- consumo di alcol e sedativi: rilassano eccessivamente i muscoli della gola;
- fumo di sigaretta: irrita le mucose e aumenta la produzione di muco;
- congestione nasale o deviazione del setto: ostacolano la respirazione nasale, obbligando a respirare con la bocca;
- caratteristiche anatomiche: un palato molle lungo, tonsille grandi o un’ugola spessa possono restringere le vie aeree;
- invecchiamento: con l’età, i muscoli della gola tendono a rilassarsi maggiormente.
Russare è pericoloso?
In alcuni casi, il russare può essere pericoloso e causare conseguenze anche serie. Infatti, la roncopatia può frammentare il sonno. Di conseguenza, la persona non riesce a risposare bene e a sufficienza e di giorno andare incontro a stanchezza, sonnolenza, difficoltà di concentrazione, irritabilità.
Non di rado, poi, il russamento si associa alla sindrome da apnee ostruttive del sonno, detta anche OSAS (dall’inglese Obstructive Sleep Apnea Syndrome), una problematica che consiste in pause respiratorie durante il riposo notturno a causa di una chiusura temporanea dello spazio delle prime vie aeree, che blocca il passaggio dell’aria attraverso la gola. Il cervello, per permettere la ripresa della respirazione causa dei risvegli, generalmente incoscienti. Il risultato è che la persona non riposa a sufficienza. Si tratta di una vera e propria malattia che può danneggiare vari apparati e organi, provocando problemi come aumento della pressione arteriosa, aritmie cardiache, infiammazione, sonnolenza diurna, disturbi cognitivi (specie della memoria).
La nuova accademia di roncologia
Può sembrare un problema banale, ma in realtà il russamento non va sottovalutato. Può essere il campanello di allarme di un problema respiratorio nel sonno, come le apnee ostruttive nel sonno, e può associarsi ad altre patologie, per esempio metaboliche e cardiovascolari. Per queste ragioni, è nata l’Accademia italiana di roncologia (AIR). La roncologia per definizione è lo studio del russamento. “L’Accademia è una associazione scientifica, senza scopo di lucro, e nasce per dare una casa comune a tutte le figure che si occupano della Roncopatia, per favorire la condivisione delle conoscenze, per organizzare e patrocinare eventi scientifici
nazionali ed internazionali, teorici e pratici, e sempre aggiornati dalle più recenti ed innovative terapie” spiega Fabrizio Salamanca, otorinolaringoiatra, direttore del Centro di roncopatia dell’Auxologico Capitanio e presidente di AIR.
Cosa fare per smettere di russare
- Se necessario, perdere peso.
- Evitare alcol e pasti abbondanti prima di dormire.
- Dormire su un fianco.
- Liberare il naso con lavaggi o cerotti dilatatori.
- Smettere di fumare.
- Usare cuscini ergonomici o antisnoring.
In alcuni casi, il medico potrebbe prescrivere l’uso di bite mandibolari, dispositivi che tengono la mandibola in posizione, migliorando il passaggio dell’aria. Per le apnee potrebbe essere necessaria la CPAP, una mascherina che insuffla aria a pressione costante. Talvolta, potrebbe essere indicata la chirurgia.
Foto di copertina di WOKANDAPIX via Pixabay.




