
Skype e demenza
Skype, il programma di videochiamata, può essere utile in caso di demenza. Trattamenti basati sull’interazione sociale hanno un elevato valore terapeutico per quanto concerne questi malati: sono numerosi i dati che lo dimostrano.
I ricercatori dell’Università di Melbourne hanno messo a fuoco la comunicazione con i familiari. Che cosa avviene? L’agitazione comportamentale tipica della demenza, in persone ricoverate in case di cura, si allevia maggiormente quando i contatti avvengono in videochiamata: gli stimoli audio e video, in questo caso, si associano.
C’è un’ambito della ricerca che riguarda la demenza, relativo ai metodi non farmacologici per muovere contro le problematiche comportamentali: questo studio ne fa parte. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista International psychogeriatrics.
Skype e demenza, come si è svolta la ricerca
Sono stati posti sotto analisi 9 residenti con demenza: è loro stato somministrato un test, in grado di valutare il loro livello di agitazione prima e dopo un tradizionale contatto telefonico con il proprio caregiver (colui che se ne prende cura, ndr) per circa due settimane. La stessa valutazione ha riguardato i pazienti scelti, sempre per un periodo della durata di due settimane, prima e dopo il contatto sociale con il familiare che avveniva tramite video-chiamate, attraverso il programma elettronico Skype.

Emigranti high tech
Il mio viaggio nel mondo degli emigranti del terzo millennio continua. Oggi conosciamo gli emigranti high…Catturare con Skype l’attenzione del malato

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E’ apparso chiaro: i sintomi d’agitazione diminuivano maggiormente attraverso le video-chiamate, piuttosto che tramite un semplice contatto telefonico. Parliamo di combinazione di input sensoriali uditivi e visivi: Skype cattura l’attenzione del malato e riduce il suo stato di agitazione più efficacemente, rispetto a quando questi percepisce semplicemente la voce del familiare o dell’amico.
Nessun rifiuto, dunque, per la tecnologia, più sofisticata rispetto al semplice apparecchio telefonico.
Catturare con Skype l’attenzione del malato, le carenze della ricerca
Questo studio preliminare è stato posto in essere su un numero esiguo di soggetti. Si tratta, per ora, di uno spunto per la riflessione: questa nuova strategia rende più tranquilli i pazienti e agevola i familiari nell’assistenza del malato. Si tratta di una “terapia” utile e applicabile? Sono necessari ulteriori dati.




