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Tunnel Carpale: che cos'è, come si cura? Ecco le soluzioni

Tunnel Carpale: che cos’è, come si cura? Ecco le soluzioni

E’ una delle infiammazioni alle fibre nervose più frequenti nel corpo umano e colpisce soprattutto le donne. La sindrome del tunnel carpale inizia con sintomi che, inizialmente, possono essere sottovalutati: saltuari formicolii alla mano, magari mentre si sta lavorando al computer o un leggero intorpidimento ad alcune dita, che si attribuisce a una posizione sbagliata. Con il tempo si manifesta però un dolore intenso e invalidante, che può arrivare fino alla perdita parziale di sensibilità delle dita e di forza della mano stessa. Insomma, la sindrome del tunnel carpale: che cos’è, come si cura ?

Innanzitutto non trascurandolo. Esistono soluzioni di cura valide ed efficaci, ma solo se ci si muove in tempo.

Donne tre volte più a rischio

La sindrome del tunnel carpale si manifesta soprattutto nella popolazione femminile: si stima che l’incidenza del disturbo sia circa 3 volte più elevata nelle donne (con un rapporto che arriva fino a 8 a 2 rispetto agli uomini).

Colpisce in prevalenza la mano dominante e quasi nel 70 per cento dei casi è un disturbo bilaterale.

L’incidenza maggiore tra le donne è dovuta, secondo alcune teorie, a fattori ormonali.

Lo dimostra il fatto che i sintomi di questa infiammazione cronica del nervo si accentuano in alcune fasi – ciclo mestruale, gravidanza, menopausa – nelle quali il corpo della donna va incontro a una alterazione degli equilibri degli ormoni.

Questa alterazione può causare una maggiore ritenzione di liquidi nell’organismo; l’aumento di liquidi che, all’interno del tunnel carpale, aumenterebbe la sofferenza del nervo mediano (che scorre all’interno) provocando quindi i sintomi alla mano.

Tunnel Carpale: che cos’è, come si cura il nervo intrappolato

E’ una sindrome da “intrappolamento” di un nervo periferico – il nervo mediano – che, a livello del polso, scorre all’interno di un “canale” chiamato tunnel carpale.

Questo tunnel è formato da una base ossea (le ossa carpali) e nella parte superiore è chiuso da un legamento (il trasverso del carpo) normalmente molto sottile.

Nella sindrome del tunnel carpale, il legamento trasverso del carpo si inspessisce diventando una struttura fibrosa che riduce lo spazio interno al tunnel.

Tutte le strutture che scorrono nel tunnel carpale – il nervo mediano e i tendini flessori delle dita – vengono compressi e cominciano a soffrire. Il nervo mediano in particolare si irrita e va incontro a infiammazione cronica.

Nel 95 per cento dei casi, la sindrome del tunnel carpale è un’infiammazione cronica. Solo raramente è un evento acuto provocato da uno sforzo eccessivo e inusuale del polso o della mano.

Tunnel Carpale: che cos’è, come si cura. Le cause

La compressione del nervo mediano nel tunnel carpale è spesso il risultato di più fattori.

Alcune condizioni tipicamente femminili – legate a variazioni degli equilibri ormonali – come si è visto sono tra le più frequenti concause.

E’ possibile inoltre che alcune persone abbiano il tunnel carpale più piccolo della norma, dalla nascita. E questo spiega perché siano soggette a questo disturbo più di altre.

Ci sono inoltre particolari attività lavorative, sport e abitudini di vita che possono favorirlo: tutto ciò che comporta una flessione o una estensione molto frequente del polso, una particolare posizione delle braccia e del polsi quando si è alla scrivania a scrivere al computer o l’uso manuale di strumenti che producono intense vibrazioni.

In altri casi (una stretta minoranza, secondo le stime) si tratta di un evento traumatico come una frattura del polso o una distorsione.

Tunnel Carpale: che cos’è, come si cura. Come si manifesta

Si manifesta per gradi perché graduale è il processo di inspessimento del legamento che chiude il tunnel carpale.

I sintomi si possono distinguere in 3 fasi:

1) dapprima un formicolio lieve che riguarda prima tutta la mano (soprattutto sul versante del palmo) e poi si concentra nelle prime 3 dita.

2) Nella seconda fase – a distanza di mesi – compare il dolore vero e proprio. Normalmente la persona tende a sopportarlo e ad andare avanti nelle attività quotidiane. La funzionalità della mano però si riduce: cominciano a cadere gli oggetti afferrati, c’è un maggiore impaccio nei movimenti, alcuni gesti diventano difficili o imprecisi.

Questi problemi di movimento sono poco tollerati dalle persone giovani (che infatti si fanno visitare e curare più di frequente). Nelle persone anziane possono essere sottovalutati e attribuiti all’età, ritardando così la diagnosi e le cure.

3) Nella terza fase il dolore scompare quasi del tutto, ma la mano resta insensibile.

A questo punto il disturbo – così a lungo trascurato – provoca una forte perdita di sensibilità delle dita, sintomo che la persona può attribuire per errore a un problema di circolazione.

Tunnel Carpale: che cos’è, come si cura. Quando fa più male

I sintomi si manifestano soprattutto di notte, sia perché la posizione distesa favorisce in generale il ristagno di liquidi nella mano, sia perché è facile – mentre si dorme –assumere comunque posizioni che favoriscono il dolore.

E’ dunque sintomo tipico della sindrome del tunnel carpale svegliarsi al mattino con una o entrambe le mani dolenti e formicolanti. I sintomi migliorano muovendo e agitando la mano, ma poi ricompaiono nel corso della giornata.

Non trascurare i sintomi

La sottovalutazione del disturbo è un grosso problema per la cura di questa sindrome.

Quando si arriva alla terza fase infatti c’è ormai il rischio che il nervo non recuperi più, anche se ci si sottopone a intervento chirurgico. Il dolore è scomparso – è vero – ma la funzionalità del nervo mediano è ormai compromessa.

Tunnel Carpale: che cos’è, come si cura. Che cosa fare

La sindrome del tunnel carpale è un disturbo relativamente “semplice” da scoprire. I sintomi sono tipici. Questo fa sì che, a volte, il medico passi alle cure senza aver fatto una diagnosi accurata.

Ma la visita specialistica (ortopedico o neurochirurgo) e l’accertamento con esami appositi sono invece necessari.

Tunnel Carpale: che cos’è, come si cura. La Diagnosi

L’esame neurologico che si fa durante la visita medica serve a valutare la forza dell’arto, i riflessi e la sensibilità. Nel complesso, attraverso vari test, si valuta la funzionalità della mano. Ma non basta.

Per una diagnosi precisa è sempre necessario sottoporsi a una elettromiografia (EMG).

L’EMG è un esame strumentale che viene eseguito applicando piccoli elettrodi (aghi o placchette) sulla superficie della mano, che trasmettono leggere scosse elettriche.

Questo esame fornisce informazioni molto importanti. In particolare dice:

– se il nervo mediano è sofferente;

– se l’infiammazione del nervo mediano è lieve, media o seria;

– se il nervo mediano soffre per una compressione meccanica (legata alla sindrome del tunnel carpale) o per altre cause (per esempio la neuropatia diabetica, una complicanza frequente del diabete);

– se l’infiammazione è a livello della colonna cervicale (per esempio, per la presenza di un’ernia del disco); i sintomi possono essere gli stessi, ma il tipo di disturbo e la cura sono diversi.

Per tutte queste ragioni l’elettromiografia è essenziale per una precisa diagnosi.

Tunnel Carpale: che cos’è, come si cura. Le terapie

Nei casi lievi, quando si arriva a una diagnosi tempestiva e il disturbo non è in fase avanzata, è possibile curare l’infiammazione del nervo mediano:

– mettendo a riposo la mano interessata, con un tutore ( si acquista nelle sanitarie al costo di circa 70 euro) che limita i movimenti del polso del polso;

– e assumendo farmaci antinfiammatori per bocca (di solito, una pomata antinfiammatoria non è sufficiente).

  • In certi casi si fanno anche infiltrazioni locali di cortisone. Possono essere efficaci per togliere l’infiammazione e il dolore, ma esiste un minimo rischio di danneggiare il nervo.

Le infiltrazioni inoltre hanno un effetto limitato nel tempo, dopodiché l’infiammazione spesso ricompare. Possono essere una valida alternativa all’intervento chirurgico (insieme all’uso del tutore) in certe fasi particolari, come la gravidanza.

  • Un’altra possibilità interessante è l’utilizzo di un particolare “manopola” che si indossa di notte in associazione a una crema antinfiammatoria. Si tratta di una fascia mano-polso che, senza bloccare il polso, aiuta comunque a mantenere la mano a riposo. Si può trovare in farmacia e parafarmacia a circa 55 euro.Tunnel Carpale: che cos'è, come si cura? Ecco le soluzioni

Tunnel Carpale: che cos’è, come si cura. L’intervento chirurgico

In tutti gli altri casi – cioè nelle infiammazioni serie e quando la sofferenza del nervo mediano è stata accertata con l’elettromiografia – l’intervento chirurgico è la soluzione migliore. Ed è consigliabile a tutte le età.

E’ un’operazione che si effettua a livello ambulatoriale, dura circa 10 minuti. E richiede una anestesia locale a livello del polso oppure una anestesia plessica (in questo caso la puntura viene fatta nel cavo ascellare).

L’obiettivo dell’intervento chirurgico è arrivare al legamento trasverso del carpo, per poterlo tagliare: in questo modo si libera il tunnel carpale, creando maggiore spazio all’interno e si decomprime il nervo infiammato. Per far questo si può procedere in due modi:

– la tecnica tradizionale prevede un’incisione sul polso (di 1,5-2 centimetri) grazie alla quale si ha accesso diretto al legamento;

– la tecnica endoscopica prevede invece dei micro-fori sul polso e sul palmo. I tessuti del polso non vengono “aperti”: attraverso queste micro-incisioni (due o anche una soltanto), viene inserita una telecamera a fibra ottica e il bisturi per recidere il legamento del carpo.

Tunnel Carpale: che cos’è, come si cura. I risultati

I risultati dell’intervento sono gli stessi con entrambe le tecniche. La via endoscopica – essendo meno traumatica – può consentire una guarigione più rapida. L’incisione sul polso della tecnica classica può causare un leggero fastidio anche per alcune settimane.

In ogni caso il sollievo è immediato: avendo liberato il nervo mediano infiammato, il dolore alle dita passa quasi subito e così, pian piano, i sintomi associati.

Per quanto l’intervento sia semplice e poco invasivo, però, bisogna avere pazienza. Servono dalle 2 alle 4 settimane per tornare ad avere la funzionalità completa della mano, la capacità di presa e la forza (per esempio, per aprire la macchina del caffè, per stirare o per chiudere a pugno con energia). E nel frattempo è bene mettere un tutore per alcune ore ogni giorno.

L’intervento ha un’alta percentuale di successo e la maggior parte delle persone si riprende completamente. Le recidive sono rare (circa il 5% nel lungo periodo): avvengono quando, a distanza di anni, nell’area operata si forma un tessuto cicatriziale di tale spessore da comprimere di nuovo il nervo mediano.

Se il problema si ripresenta a breve distanza dall’intervento, invece, significa che il legamento non è stato tagliato nel modo corretto.
 

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