Home / Turismo / Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: Arcumeggia
Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: Arcumeggia

Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: Arcumeggia

Tra la Valcuvia e la Valtravaglia, ai piedi del Monte Nudo, c’è il piccolo borgo di Arcumeggia, nel comune di Casalzuigno, conosciuto anche come “Il paese dei pittori”.

In questo piccolo paesino di montagna sono infatti presenti, lungo le pareti esterne delle case, numerosi affreschi, alcuni dei quali realizzati da degli artisti contemporanei molto conosciuti e famosi anche a livello internazionale.

Arcumeggia, un museo en plain air

Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: ArcumeggiaTutti gli affreschi furono realizzati tra la fine del 1950 e l’inizio del 1970, ma la tecnica, diversa a seconda del pittore che realizzava l’opera; in tal modo Arcumeggia è diventato un vero e proprio museo a cielo aperto.

Ad Arcumeggia c’è anche la “Casa del Pittore”, dove vengono conservati gli affreschi degli allievi dei pittori e dove, nelle stagioni estive, vengono ospitati dei corsi di pittura dove tutti possono muovere i primi passi, organizzati tra l’altro anche dall’Accademia delle Belle Arti di Brera.

Il piccolo centro della Valcuvia, tra l’altro poco distante dal Lago Maggiore, è un vero e proprio “Borgo senza tempo”, dove le opere uniche ed irripetibili dipinte sui muri delle sue case richiamano una grande quantità di turisti e curiosi.

Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: ArcumeggiaArcumeggia non offre solo le pitture, ma ha anche un grande patrimonio artistico come la seicentesca Villa Della Porta Bozzolo, con il suo giardino all’italiana e splendidi interni; il millenario Oratorio di San Bernardino, con affreschi quattrocenteschi e le tombe sotto la navata principale; la chiesa di Sant’Antonio, da cui si gode uno splendido panorama sul Lago Maggiore.

Il piccolo borgo è un paese colorato immerso nel verde della montagna, con le case addossate le une alle altre, le strade acciottolate, le fontane d’acqua perpetua che accompagnano con il loro mormorio la visita agli affreschi sui muri in cui sono rappresentate scene di emigrazione, di vita agreste, di tradizioni.

Arcumeggia; gli ospiti illustri

Tra gli artisti che hanno voluto lasciare una loro opera ad Arcumeggia, troviamo le firme di Giovanni Brancacci, Remo Brindisi, Aldo Carpi, Cristoforo De Amicis, Carlo Fayer, Sante Monachesi, Aligi Sassu, Eugenio Tomiolo, Ernesto Treccani, solo per citarne alcuni.

Arcumeggia, tanti prodotti tipici

Un’escursione ad Arcumeggia per godere del bel panorama sul Lago Maggiore ed ammirare le opere d’arte sui muri, merita anche l’incontro con alcuni prodotti tipici della zona, tra cui i formaggi caprini e bovini, ma anche miele, marmellate, confetture, conserve, sciroppi, salumi pregiati, il pane o il gelato fatto con latte di capra.

Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: ArcumeggiaTra i formaggi più noti troviamo la Formaggella del Luinese Dop, formaggio a pasta molle prodotto esclusivamente con latte intero e crudo di capra, i caprini a pasta morbida della Valcuvia ed il Gorgonzola Dop.

Un altro prodotto raro e apprezzato per cui vale la pena una escursione ad Arcumeggia è il “violino”, uno speciale prosciutto ottenuto dalle cosce di capra o pecora allevate allo stato semibrado, oggi presidio Slow Food.

Anche i vini locali sono di ottima qualità: i “Ronchi Varesini” bianchi, rossi e rosati il cui nome deriva dalla caratteristica coltivazione a terrazzamenti detta appunto ronchi, diffusa nella zona sin daseicento, come il Merlot, lo Chardonnay e il Materno, vincitore della medaglia di bronzo al “Mondial Du Merlot” di Lugano.

About Massimo Tommasini

Massimo Tommasini
Massimo Tommasini, esperto in editoria aziendale e ambiente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.