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Vacanze made in Italy. Sulla cima dell'Etna per veder sorgere l'alba

Vacanze made in Italy. Sulla cima dell’ Etna per veder sorgere l’alba

Vacanze made in Italy. Sulla cima dell' Etna per veder sorgere l'albaL’ Etna è il vulcano attivo più alto d’Europa (mt. 3.350) ed è anche il vulcano più strano, più misterioso, più amato e odiato e il più “visitato” d’Europa. Conosciuto anche come Mongibello, si trova all’interno dell’omonimo parco naturale in provincia di Catania (Sicilia).
Con il suo cono terminale perennemente innevato (anche d’estate quando sulla costa le temperature raggiungono anche i 38° – 40° C) l’Etna svetta solitario e solenne; quasi un gigante senza tempo che sembra non curarsi di ciò che lo circonda o lo delinea perché è come una potente e straordinaria forza della natura senza eguali.
Il suo fascino è indiscutibile quanto talvolta irresistibile e minaccioso. Gli amanti più irriducibili di questo vulcano (e sono molti) non hanno paura di scalarne la vetta e di arrivare proprio fino in cima. È un’impresa, certo, piuttosto ardua, e si trasforma in sfida quando si vuole raggiungere il suo punto più elevato soltanto per veder sorgere da quell’altezza l’alba sul mare.
Sì, proprio tanti, da ogni parte del mondo non mancano a questo appuntamento ormai consueto e tradizionale, sorta di “iniziazione” quasi interiore, in una dimensione altra che vuole di sicuro elevare lo spirito e trasformare la psiche.

L’alba sul vulcano: un’esperienza unica

Vacanze made in Italy. Sulla cima dell' Etna per veder sorgere l'albaMa cos’ha di speciale o di diverso l’alba osservata dalla cima dell’Etna?
Non è forse come osservarla dalla cima del Monte Bianco o dei monti Pirenei, dalle Ande o dall’Everest? Forse sì. Ma forse no.
In primis perché sull’Etna, insieme al bianco della neve, può esserci il rosso della lava o il lento espandersi di un surreale pennacchio di fumo, e poi perché, da una tale altezza, avere il mare più o meno “davanti” non capita mai.
Sì è lì, in cima, si è bivaccato per la notte in una tenda per proteggersi dal freddo e dal vento. L’oscurità notturna è stata, a tratti, squarciata da improvvisi bagliori rossi (esplosione di lapilli o lava fluida che cammina, fuoriuscita da uno dei circa duecento “crateri” avventizi del vulcano), ma è trascorsa senza paura e senza pericolo.
Ora si appressa l’alba: la linea di demarcazione dell’orizzonte non esiste, tutto è confuso e incerto, mescolato e indefinibile, non vi sono confini o frontiere; tutto sembra immerso in un endemico brodo primordiale avvolto dalle tenebre come racconta il primo capitolo della Genesi, nella Bibbia.
Poi, improvvisamente e impercettibilmente una lama sottilissima di luce squarcia le tenebre lentissimamente e, lentissimamente, si ingrandisce sempre più fino a diventare una linea netta e precisa che delinea l’orizzonte e separa il cielo dalla terra, la terra dal mare, il mare dal cielo: ecco, è sorta l’alba!

L’Etna e le sue pendici

Il primissimo chiarore dell’aurora, che porterà via via al primo raggio di sole e al suo disco luminoso il quale si alzerà dal mare con una potenza e una bellezza incomparabili!
Si tratta di un’esperienza, per chi ama camminare e scalare le vette, che vale la pena fare e vivere, solitari o magari in un piccolo gruppo. Il panorama che si domina da lassù, ormai a giorno fatto, è di una vastità e di una varietà uniche: le strade che si inerpicano fino in cima, il verde degli alberi, il giallo della ginestra, i colori vividi di fiori e arbusti selvatici, gli agglomerati delle case di centri urbani quali Trecastagni, Zafferana Etnea, S. Alfio, Linguaglossa, che degradano via via fin sulla costa.
Lo sguardo spazia, osserva, contempla nel silenzio rotto da voci e rumori della natura quali il vento o un lieve boato al suolo appena percepibile. E, infine, si ridiscende giù, più forti, più sicuri, più appagati psicologicamente e molto stanchi fisicamente.

Le delizie dell’Etna

Vacanze made in Italy. Sulla cima dell'Etna per veder sorgere l'albaMa per la stanchezza fisica (del corpo) niente paura ci si può riposare e rinfrancare facendo una sosta, tra le altre in altri centri vicini, a Bronte, grande centro abitato non molto distante (il territorio di Bronte fa parte del Parco dell’Etna), per gustare il suo prodotto tipico più importante a livello sia nazionale che internazionale ossia il pistacchio e tutti i suoi derivati.
E  sì, perché a Bronte il pistacchio si coltiva e si produce a livello, diciamo, industriale tanto da essere soprannominato l’Oro Verde ed essere esportato in tutto il mondo.
Il pistacchio verde di Bronte ( in siciliano chiamato “frastuca”) è un presidio slowfood. Il 9 giugno 2009 l’Unione Europea ha pubblicato il disciplinare che conferisce al pistacchio verde di Bronte la Denominazione di origine protetta (DOP).
Ogni anno, il primo fine settimana di ottobre, si svolge, nelle piazze e nelle vie del centro di Bronte la Sagra del pistacchio.
Nel corso della Sagra si possono comprare e degustare i tanti prodotti ottenuti con la lavorazione del pistacchio, ad esempio: il pesto al pistacchio, il buonissimo e famosissimo gelato al pistacchio di Bronte, i biscotti al pistacchio, i dolci al pistacchio fra i quali spiccano le paste di mandorla al pistacchio, gustosissime, e poi le varie creme al pistacchio, il cioccolato al pistacchio; insomma, una vasta gamma di prodotti davvero buoni e tipici.
La Sagra del pistacchio di Bronte è molto conosciuta, e richiama, ogni anno, visitatori da ogni parte della Sicilia, d’Italia e del mondom entre, non lontano da lì, si innalza, sempre strano, misterioso, odiato e amato a un tempo, il più alto vulcano attivo d’Europa.
Francesca Rita Rombolà

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