Home / Alimentazione / Alimenti 10 e lode. Gelato artigianale: anche sostitutivo di un pasto
Alimenti 10 e lode. Gelato artigianale: anche sostitutivo di un pasto

Alimenti 10 e lode. Gelato artigianale: anche sostitutivo di un pasto

Gelato artigianale: che cosa c’è di meglio, in estate, con il caldo torrido? Sicuramente, alternative ce ne sono. Il cocomero e la frutta di stagione, per esempio, sono alimenti che Madre natura ha creato proprio per aiutarci a superare il periodo estivo di grande caldo. Il gelato artigianale però rappresenta qualcosa di più. Noi italiani, in particolar modo, attribuiamo a questo alimento (che è un vero e proprio monumento del patrimonio gastronomico del Bel Paese) significati emotivi, sensoriali ed emozionali. È amato dai bambini, vissuto dai giovani come simbolo di aggregazione e socializzazione e apprezzato dagli adulti, che ne fanno un vero e proprio pasto.

Ma da dove arriva il gelato? Come per moltissimi altri alimenti, in gastronomia è impossibile attribuireAlimenti 10 e lode. Gelato artigianale: anche sostitutivo di un pasto date certe. Sappiamo però con certezza che il gelato deriva dal sorbetto. La parola sorbetto è contesa da diverse scuole di pensiero. Per alcuni deriverebbe dall’arabo “sherbeth”, che significherebbe proprio bevanda fresca. Per altri invece deriverebbe dal turco “sharber”, ovvero sorbire. Altri ancora attribuirebbero le radici del termine al verbo latino ‘’sorbeo-es/sorbui’’, sorbire e succhiare. In tutti i casi, comunque, il sorbetto era una bevanda da succhiare fredda.

I Romani, per ottenere queste bevande rinfrescanti in estate, riuscivano a conservare la neve mettendola in delle grotte, isolata con strati di paglia, per poi riutilizzarla in estate come refrigerante. I Greci erano invece soliti seppellirla.

In tutta l’antichità è possibile trovare tracce di come produrre bevande rinfrescanti per l’estate, tradizione che si perse nei secoli del Medioevo. Infatti, per trovare di nuovo tracce di sorbetto, bisogna arrivare al Rinascimento. Intorno alla metà del 1600, nelle grandi corti europee gli chef dell’epoca ne fecero delle vere e proprie preparazioni di successo. La strada per il moderno gelato, fatto di latte, frutta o spezie ed erbe aromatiche era tracciata.

Gelato artigianale: perché?

Alimenti 10 e lode. Gelato artigianale: anche sostitutivo di un pastoNaturalmente oggi l’industria ha quasi monopolizzato il settore dei gelati, proponendo, soprattutto mediante la pubblicità, prodotti che del gelato portano soltanto il nome. Fortunatamente stanno tornando di moda le preparazioni artigianali, con al centro i prodotti tipici del territorio, come per esempio il limone di Sorrento, la nocciola laziale, il pistacchio di Bronte e l’arancia rossa di Sicilia.

Regole per riconoscere il vero gelato artigianale

Per riconoscere velocemente un vero gelato artigianale di qualità, bisogna aver chiare almeno due piccole regole.

  1. Il sapore deve essere il più possibile fedele all’alimento con il quale è stato preparato.
  2. Deve essere “spatolabile”, ovvero né troppo duro, né troppo liquido, e contenere le giuste quantità di acqua e aria.

Le proprietà nutrizionali saranno variabili in base al tipo di gusto che andremo a scegliere. Per esempio, un gelato agli agrumi conterrà vitamina C, mentre uno ai frutti di bosco la vitamina K e così via, passando per gusti che contengono fibre, antiossidanti e preziosi minerali, come calcio e fosforo.

10 buoni motivi per mangiare il gelato artigianale

  1. È sinonimo di belle giornate, caldo ed estate. Quindi è un alimento che conferisce buon umore.
  2. Alcune caratteristiche del gelato, come la dolcezza e la cremosità, sono in grado di sopperire a mancanze emotive. Di conseguenza il gelato trasmette un piacere non soltanto fisico, ma anche psicologico.
  3. È un pasto molto energetico e può benissimo costituire uno spuntino, dopo una particolare prestazione fisica, per recuperare energie.
  4. È un alimento completo, fonte di proteine, carboidrati e grassi, ma anche di vitamine e minerali. InAlimenti 10 e lode. Gelato artigianale: anche sostitutivo di un pasto quanto tale può essere impiegato come sostitutivo di un pasto.
  5. Ideale anche nelle diete ipocaloriche, poiché conferisce all’organismo tutti i nutrienti. È bene naturalmente non eccedere, a causa dell’elevato indice calorico.
  6. È un alimento socializzante. Spesso si mangia in compagnia: occasione, quella del gelato, per stare insieme e condividere un momento di relax.
  7. È altamente digeribile e quindi adatto a tutti, dai bambini agli anziani, e sicuramente migliore di merendine e snack industriali.
  8. Il gelato può farci rivivere ricordi legati all’infanzia, è dunque un’esperienza emozionale.
  9. È un ottimo rinfrescante, durante le caldissime ore estive.
  10. Può far scoprire sapori nuovi e completamente sconosciuti, soprattutto ai bambini.

Tabella nutrizionale del gelato artigianale al cioccolato

INFORMAZIONI NUTRIZIONALI PER 100 g
Valore energetico 350 kcal
Proteine 5.2 g
Carboidrati 35 g
di cui zuccheri 25 g
Grassi 21.8 g
Di cui saturi 11.5 g
Di cui monoinsaturi 7.3 g
Di cui poli-insaturi 1.7 g
Fibre 1 g
Sodio 94 mg

Perché non mangiare il gelato

La quantità è sicuramente il nemico maggiore. Come è stato detto anche nell’elenco dei buoni motivi, il gelato ha un elevato indice calorico: è dunque buona cosa non eccedere.

Il gelato è fatto con il lattosio: per questa ragione gli allergici e gli intolleranti devono evitarne il consumo. Una buona alternativa è il gelato di soia, che non prevede l’utilizzo del latte. Attenzione però ai grassi vegetali idrogenati, che sono molto pericolosi per la salute.

Anche lo zucchero è un ingrediente molto presente nel gelato, quindi i diabetici devono moderarne il consumo.

About Daniele Sciotti

Daniele Sciotti
Daniele Sciotti, Esperto di alimentazione Classe 1979 origini contadine e un amore incondizionato per la dieta mediterranea! Inizia lo studio della scienza dell’alimentazione dopo aver sofferto in prima persona e in famiglia di obesità! Attualmente laureando in scienze dell’alimentazione e gastronomia presso l’Università san Raffaele di Roma. Dal 2016 è iscritto all'Enesag (ente nazionale esperti in alimentazione e gastronomia). Altre passioni? Sicuramente la musica che studia da quando aveva 11 anni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.