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Vipera: cosa fare e cosa non fare in caso di incontro ravvicinato

Vipera: cosa fare e cosa non fare in caso di incontro ravvicinato

Perfida, maligna, capace di eliminare i propri avversari attaccandone il sistema nervoso. No, non stiamo parlando della suocera, ma di un animale ben meno pericoloso: la Vipera.

Nell’immaginario collettivo, la vipera è sempre stata associata alla figura della suocera, cosa che ne ha ulteriormente pregiudicato la già poco amabile reputazione (della vipera ovviamente). Tuttavia, chi ha imparato a studiarne i comportamenti, ha compreso molto bene che il più delle volte associarla ad alcune persone è quanto di più ingiusto si possa fare alla vipera.

Cercheremo di conoscere meglio questo temibile rettile e capire come comportarci in sua presenza.

La vipera in Italia

In Italia sono presenti quattro specie di vipere, diffuse su tutto il territorio nazionale, a eccezione della Sardegna in cui non è presente nessun rettile velenoso.

Vipera Aspis (Vipera Comune)

https://www.pandaclub.ch/it/Scopri/Mondo-di-animali/Vipera-aspide/#page=Scheda
La tradizione racconta che Cleopatra si diede la morte con un’ Aspide. Foto dal sito WWF

La Vipera Aspis è indubbiamente la specie più diffusa, in quanto si adatta estremamente bene tanto in pianura quanto in collina e in montagna.

E’ caratterizzata da un corpo tozzo e una lunghezza media di circa 60 cm che in particolari esemplari può raggiungere anche i 90 cm. Sul dorso presenta un tipico disegno a zig zag mentre la testa ha una forma triangolare e occhi con pupilla ellittica in posizione verticale.

Essendo un animale a sangue freddo, è molto attiva quando le temperature dell’ambiente circostante raggiungono i 27 – 28 °C. Proprio per questo motivo in genere nel periodo estivo possiamo incontrarla dalle prime ore del mattino fino a poco prima del tramonto, mentre se siamo nel periodo primaverile – autunnale la incontreremo non prima della tarda mattinata

Nel periodo invernale va alla ricerca di nascondigli protetti dove mettersi in letargo fin quando le temperature non avranno raggiunto l’optimum vitale.

Per quanto riguarda il veleno, è bene sapere che quello della Vipera Aspis, in quanto a pericolosità è molto simile a quello prodotto dal temibile cobra. Le tossine contenute infatti, hanno un’azione emotossica e neurotossica. Questo vuol dire che sono in grado di agire tanto su tessuti e sangue quanto sul sistema nervoso della potenziale preda.

Fortunatamente, la dose di veleno che una Vipera Aspis riesce a iniettare con un morso, varia dagli 8 ai 20 mg, mentre per uccidere un uomo adulto dotato di buona salute occorre una dose compresa tra i 40 e i 100 mg. Questo comporta che in caso di attacco, a essere seriamente a rischio sono essenzialmente bambini, individui anziani o individui affetti da fisiopatie.

Di solito la Vipera Aspis attacca l’uomo solo perché si sente in qualche modo minacciata, tale considerazione comporta che nel 20 % dei casi il morso sia “a secco” ovvero senza veleno. Detto fenomeno accade perché il veleno rappresenta per la Vipera qualcosa di estremamente prezioso da utilizzare solo per le prede.

Vipera Berus (Marasso)

La Vipera Berus è indubbiamente una delle più aggressive e se provocata attacca con estrema facilità. Dal punto di vista morfologico è molto simile alla Vipera Aspis ma la sua lunghezza può raggiungere anche i 105 cm.

Se minacciate, le femmine gravide segnalano la loro presenza emettendo sibilii prolungati e potenti e prima di mordere assumono la caratteristica forma ad “S”.

Il suo veleno è abbastanza blando, contiene neurotossine clinicamente poco significative e la dose iniettata raramente supera i 18 mg.

La sua attività si svolge essenzialmente durante il giorno ma è possibile trovarla attiva anche nelle ore notturne, soprattutto nei mesi più caldi o nelle zone esposte a sud. E’ tipica degli ambienti montani, è possibile trovarla anche in acqua.

Vipera Ammodytes (Vipera dal Corno)

La Vipera dal Corno è ritenuta la più pericolosa tra tutte le vipere europee.

Si tratta un rettile molto attivo soprattutto nelle zone aride e nei pendii nel nord-est Italia.

Dal punto di vista morfologico presenta il tipico disegno a zig zag, una lunghezza media di 85 cm (che può arrivare anche a 100) e la testa triangolare.

La caratteristica identificativa di questo temibile rettile è il piccolo corno di circa 5 mm che sporge dal suo naso.

Quando morde spalanca la bocca con un angolo superiore ai 180° ed attacca prevalentemente agli arti

Analogamente al veleno della Vipera Aspis, anche il veleno della Vipera dal Corno ha componenti neurotossiche ed emotossiche (dannose per il sistena nervoso e per il sangue)ma a differenza del primo è dotato di una tossicità maggiore. Anche il quantitativo iniettato risulta maggiore, la Vipera dal corno infatti è in grado di iniettare una dose di veleno che può raggiungere i 40 mg.

Il veleno della Vipera dal corno viene impiegato per la preparazione del siero antivipera ed esistono rettilari in cui viene allevata a tale scopo. Se le temperature sono a lei favorevoli, può essere attiva tanto di giorno quanto di notte, in tal senso non ha preferenze particolari. Tendenzialmente, più le temperature diurne aumento, più diventa notturna.

La vipera dal corno, come detto, predilige i pendii rocciosi con vegetazione bassa e rada. Molto difficilmente la incontreremo nei boschi, ma la potremo facilmente notare nelle zone limitrofe o nelle radure.

A rendere ulteriormente pericolosa questa specie c’è la sua attitudine ad avvicinarsi agli insediamenti umani ed è molto facile incontrarla nei vigneti, nei campi agricoli e ovunque siano presenti muri in pietra e cumuli di macerie.

Vipera Ursini (Vipera dell’Orsini)

Tra le vipere presenti in Italia, la Orsini è quella meno pericolosa.

Una delle caratteristiche distintive è il fatto che è l’unica vipera europea ad avere la testa stretta e ovoidale, per il resto presenta caratteristiche morfologiche molto simili a quelle della vipera Aspis. Il suo corpo raramente supera i 50 cm e morde molto raramente.

Il veleno della vipera Orsini è estremamente blando e la dose iniettata non supera quasi mai i 4 mg. Non riesce a sollevarsi da terra ed ha uno scatto di appena 4 cm circa.

La si può incontrare nell’Appennino Abruzzese e Umbro-Marchigiano. Ad oggi non esistano morsi documentati di questa specie su escursionisti o studiosi.

Come prevenire il morso della vipera

Di solito quando un animale attacca l’uomo, la colpa non è quasi mai dell’animale. A volte lo fa per proteggere i suoi piccoli, altre volte per proteggere la sua stessa vita, altre volte ancora per proteggere il suo habitat.

Questa premessa, è bene tenerla sempre chiara nella nostra mente, soprattutto se vogliamo evitare che una piacevole gita fuori porta si trasformi in una spiacevole giornata trascorsa al pronto soccorso.

Tutte le volte che entriamo nell’ambiente naturale dobbiamo avere il buon senso di essere molto cauti e segnalare la nostra presenza ai proprietari di casa: gli animali tutti, vipere comprese.

Inoltre, soprattutto se amiamo fare trekking, è bene osservare alcune poche semplici regole:

  • Camminare con passo pesante e battendo le erbe e le pietre con un bastone: in questo modo segnaleremo la nostra presenza grazie alle vibrazioni prodotte e le vipere con estrema probabilità fuggiranno.

  • Indossare calzature alte, calzettoni pesanti, jeans. I denti veleniferi delle vipere europee hanno una lunghezza di circa 8 mm e un opportuno vestiario eviterà che arrivino alla pelle

  • Non sollevare mai massi e non mettere mai le mani dentro i cespugli (magari per raccogliere dei funghi) senza prima essersi assicurati che non vi siano vipere

  • Ispezionare attentamente il luogo in cui si desidera sedersi

  • Non appoggiarsi o sedersi su tronchi ricoperti di foglie, su muretti, su pagliai, su fascine di legna.

  • Prestare molta attenzione quando si beve a una fonte e quando si cammina su una pietraia.

  • Prima di indossare zaini, giubbotti, maglioni, e qualsiasi cosa deposta a terra o appesa a rami di cespugli o alberi, scuoterli più volte e decisamente.

  • Evitare di uscire dai sentieri e inoltrarsi in zone poco battute

  • Se ci si ritrova di fronte a una vipera, non cercare mai di schiacciarla con i piedi. Se si è costretti, colpirla possibilmente al capo con un sasso o un bastone, mantenendosi ad almeno un metro e mezzo da essa, distanza che consente di non correre rischi.

Come riconoscere un morso di vipera

In presenza di un morso di vipera uno degli aspetti più identificativi è la presenza di due fori più profondi ed evidenti rispetto a tutti gli altri lasciati dal morso, collocati su una medesima linea dell’arcata dentaria e distanziati di circa 1 cm l’uno dall’altro. Questi fori rappresentano l’impronta lasciata dai denti veleniferi e non sono presenti nelle impronte dei morsi lasciati dai serpenti non velenosi. Tuttavia, può capitare che per un qualsiasi motivo il serpente abbia perso in tutto o in parte uno dei denti del veleno e che quindi. questi due fori non siano facilmente identificabili da un occhio poco esperto.

Quali sono i sintomi che possono farci pensare ad un morso di vipera

Uno dei primi sintomi è il fortissimo dolore che si prova in seguito al morso associato alla rapida comparsa di una dura tumefazione locale.

Dopo circa un’ora si potrà evidenziare la comparsa di vertigini, nausea, vomito, dolori addominali, dispnea, forte ipotensione e tachicardia, difficoltà nei movimenti e perdita dei sensi. A volte è possibile avere disturbi della coagulazione e collasso circolatorio, talvolta fatali. Per fortuna, come già detto, il morso di una vipera risulta raramente mortale soprattutto per un uomo di costituzione normale ed in buona salute molto

Cosa fare in caso di morso di vipera

Quando ci ritroviamo in campagna, nonostante tutte le precauzioni messe in atto, essere morsi da una vipera è comunque un rischio reale ed effettivo che va sempre messo in conto. Avere la consapevolezza di riuscire a distinguere un morso di vipera da un morso di un serpente comune è quindi di vitale importanza per chiunque decida di trascorrere una piacevole giornata tra verdi sentieri e freschi ruscelli di campagna.

  • Tranquillizzare il soggetto che è stato morso. Quando ci si agita infatti il cuore inizia a pompare il sangue in modo più veloce e questo agevola la diffusione del veleno in tutto l’organismo.

  • Immobilizzare la parte colpita in modo da evitare i movimenti e la conseguente diffusione del veleno.

  • Fare in modo che la vittima del morso rimanga quanto più possibile immobile

  • Apporre del ghiaccio sul morso. In questo modo rallenteremo la diffusione del veleno

  • Prima che il gonfiore lo impedisca, sfilare anelli o bracciali.

  • Lavare la ferita con acqua o acqua ossigenata

  • Contattare il 118

Cosa non bisogna fare in caso di morso di vipera

  • Non disinfettare la ferita con alcol

  • Non aspirare con la bocca in quanto si rischia di infettarsi per la presenza di eventuali ferite in bocca o gengive

  • non mangiare né bere acqua

  • non bere alcolici in quanto contribuirebbero all’aumento della velocità di assorbimento del veleno;

  • non bruciare la ferita

  • non somministrare il siero antivipera in quanto va affidato alla valutazione medica in ambiente ospedaliero.

Vipera: cosa fare e cosa non fare in caso di incontro ravvicinato
Vipera Aspis dal sito WWF

A proposito di vipere

Secondo la sentenza della Corte di Cassazione n. 5227 del 4 febbraio del 2014 definire vipera la suocera invadente, non costituisce reato ma una semplice “dichiarazione di insofferenza”. Il caso si è verificato in Sicilia e ha avuto come protagonisti un uomo e una suocera, che da quanto risulta dagli atti, era decisamente poco amabile. A questo punto però rimane il dubbio di sapere cosa ne pensi la WWF, perché se da un lato è vero che esistono suocere con cui a volte si va più d’accordo delle proprie mogli/fidanzate è altrettanto vero che esistono suocere che non meritano certamente di essere paragonate a un animale che, seppur pericoloso, rappresenta un tassello fondamentale dell’intero ecosistema, senza il quale si rischierebbero disastrosi squilibri ambientali. Quindi, al di là delle ripercussioni legali, il consiglio è sempre quello di evitare di paragonare certe suocere alle vipere, perché ciò potrebbe rappresentare un atto estremamente crudele e privo di umanità… Per le vipere ovviamente

About Alfonso Tirone

Alfonso Tirone
Spinto dal grande amore per la natura e per il mondo dell’agricoltura, si laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie, conseguendo una specializzazione in controllo e gestione della qualità del comparto Agroalimentare e una in Agricoltura Biodinamica. La passione per la ricerca scientifica unita alla determinazione lo portano a mettere in atto un progetto sperimentale che gli ha permesso di conquistare un Dottorato di Ricerca Internazionale in Agronomia Ambientale. Esperto in materia di fertilizzanti e fitofarmaci, di Agricoltura Biologica e Agricoltura Biodinamica, si è occupato di controllo e gestione della qualità, assistenza tecnica in campo, ricerca e sviluppo. Di lui si dice che sia un gran chiacchierone e diverse leggende narrano che l’amore per il suo lavoro potrebbe portarlo a parlare per intere giornate. Oggi Alfonso è un docente. Ai suoi studenti insegna a non smettere mai di credere nei loro sogni e nelle loro capacità. Il suo più grande hobby? Da buon Siciliano non può che essere quello di cucinare.

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