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Alimenti 10 e lode. Il mais vuol dire polenta: ecco il cibo delle masse

Alimenti 10 e lode. Il mais vuol dire polenta: ecco il cibo delle masse

Il mais: se rammenta le serate d’autunno, caratterizzate dalla classica polenta, non può prescindere dai dettagli della sua storia.  Si tratta di un cereale proveniente dal continente americano e più precisamente dell’America centrale. Deve il suo nome proprio alle popolazioni Maya, che lo coltivavano sin dal 2500 a.C..

Zea mays L. è infatti il nome scientifico di questo cereale, rinominato “grano turco” o “granturco” nel sedicesimo secolo. Ma che cosa c’entra la Turchia con il centro America? Il motivo del nome “granturco” si deve al fatto che nel 1500, dopo la scoperta del Nuovo mondo, tutte le cose che provenivano da quei luoghi sconosciuti venivano associate a Paesi lontani ed esotici, ma conosciuti come la Turchia. Le civiltà sudamericane consumavano prevalentemente i chicchi di mais bolliti interi o arrostiti e talvolta a pezzi, conditi con altri ingredienti (in particolare legumi), per rendere il piatto più nutriente. Infatti il mais è carente di una particolare proteina indispensabile per l’organismo, la niacina, la cui assenza provoca malattie gravi come la pellagra. Per la sua somiglianza con il frumento, non ci mise molto ad affermarsi in Occidente e come tutte le novità, dapprima si diffuse sulle tavole delle classi agiate. Data la sua facile coltivazione e la grande resa, tuttavia, esso si dimostrò uno strumento molto valido per sfamare la massa povera durante le carestie. La somiglianza stessa con il frumento e gli altri cereali indusse inoltre le popolazioni occidentali e in particolare quelle italiche a ricavarne della farina, con la quale realizzare gustose polente o focacce, alla base della dieta contadina. L’alimentazione a base di mais fu anche la causa della grave epidemia di pellagra che si diffuse in Italia nel ‘700, quando i contadini non avevano altro di cui sfamarsi e consumavano il solo granoturco, senza poterlo associare a fonti proteiche.

Alimenti 10 e lode. Mais: ingrediente della polenta e cibo delle masseOggi il mais è il cereale più coltivato al mondo. È impiegato per moltissimi usi, dal consumo alimentare umano a quello zootecnico, passando per la produzione di prodotti cosmetici e industriali, come la produzione del biogas. Per questo motivo, il mais è stato una delle prime piante a essere modificate geneticamente. L’obiettivo era renderlo immune ai fitofarmaci impiegati nell’agricoltura intensiva. Tale condizione deve spingerci alla ricerca di un prodotto quanto più naturale possibile, per poter ricevere al meglio tutte le proprietà benefiche che questo cerale ha da offrirci: in primis le fibre, i minerali come magnesio, potassio, sodio, fosforo, calcio, ferro e selenio, molte vitamine del gruppo B e la vitamina A.

10 buoni motivi per consumare il mais

  1. È un cereale indicato per tutte le persone affette da celiachia, poiché il glutine è praticamente assente.
  2. È un potente antiossidante, grazie alla presenza del betacarotene, dei grassi polinsaturi e dei molti minerali. Aiuta quindi a prevenire l’invecchiamento cellulare, la formazione dei radicali liberi e delle cellule tumorali.
  3. È un alimento molto energetico, grazie alla presenza di carboidrati complessi, con un indice calorico relativamente basso.
  4. Il mais è un alimento molto nutriente e facile da digerire. Proprio per questo motivo è impiegato anche nello svezzamento dei bambini.
  5. Contrasta l’anemia, grazie alla presenza di molte vitamine del gruppo B e ferro. Inoltre la presenza di altri importanti minerali favorisce la salute di denti e ossa.
  6. Nonostante sia molto dolce, il mais fresco può essere consumato dai diabetici, poiché la presenza di fibre rallenta il rilascio del glucosio nel sangue e regola la produzione di insulina.
  7. Depura l’organismo. Il mais ha potere diuretico e antinfiammatorio, motivo per cui può essere Alimenti 10 e lode. Mais: ingrediente della polenta e cibo delle masseimpiegato per curare le infiammazioni della vescica e la ritenzione idrica.
  8. Alleato del cervello. La presenza di minerali come il fosforo e il ferro migliorano le funzioni cognitive e la memoria.
  9. Mantiene in salute il cuore e il sistema cardiocircolatorio, grazie alla presenza di potassio, magnesio e acidi grassi polinsaturi, contrastando la formazione del colesterolo LDL e favorendo la lotta a patologie come ictus, infarto e ipertensione.
  10. Bellezza. Il mais può essere impiegato anche sulla pelle come cicatrizzante, rigenerante e depurante. La tisana preparata con gli steli della pannocchia ha potere antispastico: è quindi indicata per contrastare i dolori da coliche intestinali.

Tabella nutrizionale del mais

INFORMAZIONI NUTRIZIONALI PER 100 g
Valore energetico 86 kcal
Proteine 3,2 g
Carboidrati 19 g
di cui zuccheri 3,2 g
Grassi 1,2 g
Di cui saturi 0,2 g
Di cui mono-insaturi 0.01 g
Di cui poli-insaturi 0,9 g
Fibre 2,7 g
Sodio 15 mg

Quale e quanto mais utilizzare?

Alimenti 10 e lode. Mais: ingrediente della polenta e cibo delle masseNon ci sono particolari controindicazioni per il mais, ma come abbiamo detto in precedenza, è bene prestare attenzione al tipo di prodotto che si acquista, cercando di evitare gli OGM.

È preferibile evitare il mais in scatola, poiché conservato nella maggior parte dei casi in soluzioni di acqua e glucosio (il che lo rende anche più dolce in maniera innaturale) e salamoie (maggiore presenza di sodio, a discapito della pressione sanguigna e dell’organismo in generale).

In ogni caso, una scatoletta di mais non uccide nessuno. In tal caso è consigliabile sciacquare il prodotto sotto acqua corrente, prima di portarlo a tavola. Un consumo eccessivo potrebbe causare infiammazioni intestinali, coliche e diarrea.

About Daniele Sciotti

Daniele Sciotti
Daniele Sciotti, Esperto di alimentazione Daniele Sciotti, Esperto di alimentazione Classe 1979 origini contadine e un amore incondizionato per la dieta mediterranea! Inizia lo studio della scienza dell’alimentazione dopo aver sofferto in prima persona e in famiglia di obesità. Laureato in scienze dell’alimentazione e gastronomia presso l’Università san Raffaele di Roma. Attualmente laureando in scienze della nutrizione umana, dal 2016 è iscritto all'Enesag (ente nazionale esperti in alimentazione e gastronomia). Altre passioni? Sicuramente la musica che studia da quando aveva 11 anni.

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