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Aborto: le donne scelgono ancora la clandestinità?

Aborto: le donne scelgono ancora la clandestinità?

Aborto: meglio decidere prima di non avere un figlio e non essere forzate a ricorrervi. Ma a volte i casi sono diversi e ci si trova nelle condizioni di interrompere una gravidanza. Le domande che vengono poste sono numerose: quando incomincia la vita? Prima o dopo il primo respiro? Ognuno ha la sua risposta. Anche se per arrivare all’aborto ci sono anche motivazioni di natura pratica, legate al sostentamento del bambino, al suo sviluppo psicofisico, alla qualità della vita della madre e del neonato. Senza contare i casi limite: le ragazze madri, le donne vittime di violenza.

Aborto: è ancora clandestino?

Aborto: le donne scelgono ancora la clandestinità?Che l’opinione per la quale si propende sia contraria, oppure a favore, la legge 194 del 22 maggio 1978 ha legalizzato l’aborto volontario anche perché le donne non interrompessero la gravidanza in clandestinità. Che cosa avviene oggi?

Riceviamo e pubblichiamo con alcune modifiche il testo firmato dall’avvocato Filomena Gallo, dalla dottoressa Mirella Parachini (segretario e vice segretario dell’ associazione Luca Coscioni) e dalla dottoressa Anna Pompili dell’Associazione medici italiani contraccezione e aborto (Amica).

Secondo il report annuale del Ministero della Salute sull’applicazione della legge 194, uscito con undici mesi di ritardo, le interruzioni di gravidanza diminuiscono. E’ una buona notizia?

L’aborto e i contraccettivi di emergenza

Nella relazione si attribuisce tale riduzione a una serie di fattori, tra i quali il fatto che sia stato eliminato l’obbligo di prescrizione medica dei contraccettivi di emergenza per le maggiorenni e l’uso di contraccettivi sia aumentato. Ma un dato contrasta con questa lettura. I tassi di abortività si sono ridotti più nettamente tra le minorenni, per le quali persiste l’obbligo di prescrizione medica dei contraccettivi di emergenza. Mancano nella relazione i dati relativi alle vendite dei contraccettivi. C’è chi contrappone un’altra disamina dei fatti.

L’interruzione di gravidanza e l’aborto clandestino

E’ possibile che, tra obiezione di coscienza e chiusura dei consultori, le donne, almeno in determinate regioni, abbiano deciso di ricorrere all’aborto clandestino, non potendo recarsi in strutture di accoglienza e di rispetto del loro diritto all’interruzione di gravidanza. Se è così, si configura un aumento delle pratiche al di fuori della legge, anche grazie alla possibilità di accesso ai metodi farmacologici, di cui vi è un fiorente commercio illegale, anche attraverso internet.

Aborto: il fronte dell’obiezione di coscienza

Secondo le statistiche, il fronte dell’obiezione di coscienza si mantiene al 68.4% di obiettori tra i ginecologi e il 45.6% degli anestesisti. Se non si può dire che la legge 194 sia sotto attacco, è possibile affermare che nei 40 anni di validità essa non sia stata applicata come avrebbe dovuto. L’obiezione di coscienza è prevista dalla legge stessa. E’ pur vero che, secondo l’articolo 9, “Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare lo espletamento delle procedure previste dall’articolo 7 e l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti”. Si tratta della norma più disapplicata del nostro ordinamento?

I provvedimenti che se ne ricavano sono sporadici, come i commentatissimi concorsi dedicati ai ginecologi non obiettori.

Associazione Luca Coscioni: “Aborto al sicuro”

L’associazione Luca Coscioni, insieme ad altre associazioni, ha da poco lanciato la campagna “Aborto al Sicuro”. L’obiettivo dell’iniziativa, che si vorrebbe replicare in tutte le regioni, è arrivare a una proposta di legge. Si vorrebbe introdurre una serie di soluzioni che possano facilitare l’applicazione della L. 194/78. Per esempio la costituzione di un centro di informazione e coordinamento, che preveda il monitoraggio dell’obiezione di coscienza; la conferma dell’attribuzione ai consultori familiari di una funzione centrale e informazione e accesso gratuito alla contraccezione in fase post-abortiva.

“Liberi Di Scegliere, dall’inizio alla fine”

Quello cui si mira non è cancellare l’obiezione di coscienza, ma far sì che il diritto delle donne non sia leso, se fanno riscontrare le condizioni previste dalla 194 per l’interruzione volontaria di gravidanza.

E’ stato promosso un appello al Ministro della salute su tutte le proposte in materia.

About Rita Tosi

Rita Tosi
Manager della comunicazione, che da circa 20 anni si occupa di di tecniche di relazioni e sviluppo strategico per aziende e privati che cercano visibilità. Dopo un necessario passaggio (e sosta) nelle principali agenzie di comunicazioni internazionali (Edelman, Gruppo Publicis e Hill&Knowlton) con ruoli apicali, continua a creare eventi e rafforzare il proprio know-how attraverso l'attività in proprio. Allena la sua capacità organizzativa, gestionale e di relazione anche in famiglia, con 1 marito, 3 figli, 1 cane, 4 tartarughe, 4 pesci rossi, 1 geco e un terrazzo.

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