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Asili nido e difese, bambini più protetti contro la leucemia

Asili nido e difese, bambini più protetti contro la leucemia

Per anni, gli scienziati hanno notato un interessante schema di cancro tra i bambini. Quelli che vanno all’asilo nido presto nella vita hanno minori probabilità di sviluppare, più tardi, il più comune cancro dell’infanzia, la leucemia linfoblastica acuta (All). Ora, come pubblica on line Science magazine, appare uno studio della durata di sette anni che svela il meccanismo molecolare che guida tale tipo di leucemia. Il lavoro può spiegare perché la precoce esposizione alle infezioni in luoghi come gli asili nido sembri proteggere contro le malattie e perché i vaccini non collegati aiutino a difendere contro questo cancro. Per Mel Greaves, un biologo che studia la cellula tumorale all’Institute of Cancer Research dell’università di Londra, la scoperta dà una spiegazione per l’ipotesi a lungo promossa: che quando i fanciulli nelle società moderne sono protetti dalle infezioni di routine, è più probabile che i loro sistemi immunitari reagiscano in maniera eccessiva a successive infezioni, spianando il cammino all’All. “La vedo come l’anello mancante”, ha affermato lo studioso in merito alla nuova ricerca. Joseph Wiemels, un ricercatore che studia la leucemia nell’infanzia presso L’università della California a San Francisco, che non era coinvolto nella ricerca, loda il lavoro come prova importante di come le infezioni possono giocare un ruolo in questo tipo di leucemia. La ricerca può anche aiutare spiegare in questo modo scoperte apparentemente contraddittorie, come il fatto che sebbene l’asilo nido in tenerissima età riduce il rischio di All, questo stesso rischio è più alto tra i bambini con più visite dal dottore. E’ possibile che avere deboli infezioni precocemente nella vita, come quelle che spesso circolano negli asili nido, aiuti a costruire il sistema immunitario. Infezioni più serie che giustifichino una visita dal dottore, peraltro, possono avviare una dannosa “tempesta” immunitaria, ha affermato Wiemels. Ma questi usa cautela in merito alla tentazione di saltare alle conclusioni. Lo studio offre una spiegazione plausibile sul perché un vaccino come l’Hib, vaccino contro l’Haemophilus Influenzae di tipo B, utile contro la meningite, possa aiutare. Il vaccino può scatenare una risposta immunitaria debole nei fanciulli che imita i normali raffreddori che i bambini prendono negli asili nido, prevenendo infezioni più intense che possono portare a un malfunzionamento del sistema immunitario. Ma Wiemels nota che gli scienziati non hanno realmente testato l’impatto dei vaccini o precedenti malattie. Posto che lo studio è stato attuato con quattordici topi, Wiemels nota che gli scienziati “Non hanno preso questi topi vaccinandoli o esercitando i loro sistemi immunitari e poi li hanno colpiti”. Ciò porterà, probabilmente, a nuovi esperimenti.

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi
Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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