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I falsi miti degli integratori alimentari

I falsi miti degli integratori alimentari

Si parla spesso di integratori alimentari. Un gruppo di esperti riunito da FederSalus in occasione di Expo fa il punto della situazione. Grande è l’interesse, in Italia, in merito all’argomento: sono otto su dieci i nostri conterranei che consumano integratori alimentari almeno una volta l’anno. Attenzione a falsi miti e a leggende metropolitane: pullulano rimedi della nonna e mezze verità, che sono il risultato di interpretazioni parziali o non corrette degli studi scientifici.

Integratori alimentari, i miti da sfatare

Durante il convegno FederSalus “Integratori alimentari in pillole: vero o falso?”, si è tentato di fare chiarezza.

Si è in più casi posto l’accento, per esempio, su una sperimentazione dell’Ospedale Molinette di Torino, semplificata eccessivamente.

Secondo la ricerca sostanze come selenio, licopene e té verde sarebbero responsabili di un aumento del rischio di sviluppare il tumore alla prostata.

Queste le parole di Marco Fiorani, presidente di FederSalus: “L’equivoco, ancor più grave quando sollecitato da operatori professionali della salute, è immaginare che alcuni integratori alimentari possano essere utilizzati per curare malattie gravi come i tumori, attraverso sperimentazioni quantomeno approssimative e poi, a fronte di risultati necessariamente deludenti, dedurre che addirittura possano averne favorito l’insorgenza”.

La differenza tra farmaci e integratori alimentari

Farmaci e integratori alimentari si differenziano per quanto concerne il loro impiego. Gli integratori alimentari devono essere usati per il mantenimento della salute e il benessere di individui sani. Così si esprime il professor Alberto Martina, docente presso il dipartimento di Scienze del farmaco dell’Università di Pavia: “Se il farmaco risponde ai canoni della cosiddetta medicina d’attesa, ossia occorre attendere che la patologia si manifesti prima dell’utilizzo, gli integratori fanno invece capo al concetto di riduzione del fattore di rischio e sono utili in caso di ripristino di una alterata omeostasi”.

La differenza tra integratori alimentari e nutraceutici

Integratori alimentari e nutraceutici non sono la stessa cosa: integratore alimentare è infatti la definizione legalmente acquisita per indicare un prodotto che aiuta a reintregrare sostanze perse, sostenere funzionalmente una funzione fisiologica dell’organismo oppure ridurre un fattore di rischio di malattia, come colesterolo o glicemia in soggetti sani. Nutraceutico, invece, è un neologismo, che non definisce una categoria legalmente riconosciuta: apporta benefici per la salute.

Integratori alimentari, attenzione alla pubblicità ingannevole

Non esiste una pillola che elimini, come per magia, i chili di troppo. E’ però corretto dire che esistono sostanze che aiutano la normale alimentazione: prevengono, per esempio, una troppo rapida acquisizione di calorie dopo i pasti, come le fibre solubili; rallentano la digestione, come la faseolamina contenuta nel baccello del fagiolo; stimolano il metabolismo, come il tè verde. E’ necessario, tuttavia, conoscere la concentrazione delle sostanze e la posologia corretta. E’ buona norma, inoltre, associare alla loro assunzione una dieta ipocalorica adeguata e rivedere, in primis, lo stile di vita.

Integratori alimentari, rispondere alle carenze nutrizionali

E’ una buona idea assumere integratori alimentari quando si riscontra una carenza nutrizionale. A fronte dei cambiamenti dell’organismo che invecchia, per esempio, è bene modificare alcuni aspetti della dieta.

Anziani e integratori alimentari

E’ da notare il deficit di vitamina D che si verifica a partire dai 60 anni: lo afferma Giovambattista Desideri, professore associato in Medicina interna presso l’Università dell’Aquila, con queste parole: “il deficit di vitamina D si manifesta sia per la ridotta esposizione alla luce solare, sia per la diminuita capacità di sintesi da parte dell’organismo. La carenza di vitamina D favorisce la comparsa di osteoporosi ed aumenta, quindi, il rischio di fratture. Per coprire il fabbisogno giornaliero di vitamina D sarebbe necessario un consumo abbondante di pesce grasso e uova, cosa non sempre agevole per gli anziani. In questi casi l’uso di integratori alimentari può essere certamente utile, per coprire il fabbisogno di questa, ma anche di molte altre vitamine importanti per la salute”.

Integratori alimentari ed effetti collaterali

Non è detto che una sostanza naturale sia necessariamente sicura. Gli integratori alimentari – che per definizione sono fonti concentrate di sostanze nutritive e/o fisiologiche – destinate a integrare la comune dieta o stimolare funzioni fisiologiche, non devono essere assunti in dosi eccessive. Come comprendere quando assumerli? Le dosi giornaliere raccomandate sono riportate in etichetta oppure ci vengono indicate dal medico, o dal farmacista. Sono possibili effetti collaterali, più o meno importanti.

Che cosa avviene, per esempio, alle foglie contenute in una bustina di tè? Quando vengono poste in acqua, nei primi due minuti rilasciano caffeina, dalle caratteristiche eccitanti; se l’infusione si protrae più a lungo si liberano invece gli alcaloidi, con effetti rilassanti.

Integratori alimentari per chi fa sport

Come sappiamo, gli integratori nello sport possono essere associati al doping.

Marco De Angelis, docente presso la Facoltà di Scienze motorie dell’Università dell’Aquila, ha dichiarato: “Quello che conta è adeguare il contenuto in macro e micronutrienti, di qualunque provenienza essi siano, alla tipologia di attività fisica. Visto che un’alimentazione normale, per quanto curata, non è in grado di fornire tutti gli elementi necessari ad affrontare prestazioni sportive di un certo tipo, ne deriva che è importante integrare la dieta ed assicurarsi gli elementi giusti, nella giusta quantità e proporzione”.

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi
Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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