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Lucas Levitan: foto stravolte

Lucas Levitan: foto stravolte in punta di pennello

Foto stravolte in punta di pennello. Lucas Levitan è un designer pubblicitario brasiliano che abita a Londra. Su Instagram propone un progetto singolare: foto semplici e chiare, quasi banali, provenienti da utenti della piattaforma, ignari di tutto. Poi compare un disegno che mette tutto in discussione, cambia totalmente il significato del quadro che ci troviamo davanti. È una Photo invasion, un’invasione fotografica. Cerchiamo di saperne di più dalle parole dell’autore.

Parlaci, per cortesia, del progetto Photo Invasion. Come è nata la tua idea?

Photo invasion è un incrocio di due mie passioni, l’illustrazione e la fotografia. Ho incominciato illustrando mie foto, ma dopo un po’ ho pensato che poteva essere interessante mischiare e mettere insieme collaborazioni con altri, amici e fotografi. Ho scelto Instagram come piattaforma per dare la caccia alle mie “vittime”. Instagram era perfetto per quel che volevo. Un luogo nel quale avere la possibilità di “rubare” immagini di altri (sempre dando un’identità alle “vittime”). Ho provato a creare una collaborazione che interessasse il mio disegno e la foto. Non è mai l’intenzione di sostituire qualcuno, ma di costruire insieme una nuova storia. Un viaggio intorno a Instagram lasciando che l’immagine mi afferri. Non si tratta della qualità dell’opera del fotografo o della gallery, ma di come l’immagine in sé mi ispira. Creo una sorprendente collaborazione con gli altri utenti rubando le loro immagini. 

Perché parli di rubare le foto?

Uso la parola “rubare” invece di “scegliere” perché permette di capire meglio il processo. Non chiedo il permesso, il che dà a entrambi, al fotografo e a me, autonomia e rispetto del ruolo di ognuno. Chiedendo il permesso perderei anche l’effetto sorpresa. Ho iniziato Photo Invasion nell’Aprile del 2014. L’idea iniziale era invadere le mie stesse immagini. L’immagine della stanza da bagno è mia, ma ho pensato che sarebbe stato più divertente usare immagini di altre persone. Mi piace la sorpresa che si crea. Quando le persone fanno una foto e la pubblicano, immaginano che sia fatta e finita. In ogni caso creo una nuova dimensione dell’immagine stessa. Aggiungo il mio tocco d’illustrazione e la storia cambia. È un modo diverso di vedere la fotografia, cercando sempre una storia aggiuntiva oltre quella creata dal fotografo. È diventato come un gioco per me. Posso trascorrere ore cercando la doto successiva, visitando gallery, collezionando, accumulando immagini e ideando la mia nuova invasione.

Dove e come hai cominciato come artista?

Sono sempre stato un artista. Photo invasion mi ha soltanto dato la visibilità. Avevo bisogno di mostrare maggiormente rispetto al mio lavoro. Oggi sono un illustratore, la settimana scorsa un regista, un fotografo il mese scorso e lo scorso anno un artista concettuale. Un nuovo ciclo potrebbe iniziare presto. Per molti anni ho pensato che avrei dovuto avere un’etichetta. Forse con l’influenza della mia famiglia, che era composta di musicisti, fotografi e scultori. I miei nonni e il mio prozio hanno costruito un mondo in miniatura nel loro giardino e sono cresciuto nel bel mezzo di fiabe e miniature di luoghi che avevano visto sul National Geographic Magazine. Ho studiato con un gruppo artistico chiamato Torreao a Porto Alegre, in Brasile. Jailton Moreyra è stato il mio tutor ed è diventato mio collaboratore in alcuni progetti d’arte. Ho finito un Bachelor of arts (laurea, ndr) e sono venuto a Londra per fare un Master of Arts (laurea magistrale, ndr) in Arte e Design al Camberwell College of Arts, pochi anni fa. Ho lavorato come designer e art director in pubblicità, durante gli ultimi 15 anni, facendo i miei progetti d’arte e le esibizioni in parallelo. L’illustrazione è stata il filo che collega insieme tutte le discipline, dagli storyboard (cinema, bozzetti, ndr) per i miei film brevi, fino alle birichinate in Design e pubblicità.

Qual è la tua tecnica per disegnare sulle foto?

Faccio tutto digitalmente. Prendo dallo schermo l’immagine o la foto che mi ispira e disegno su di essa usando un Cintiq tablet di Wacom. La mia tela diventa l’immagine originale e lo scherzo che faccio crea un nuovo racconto. Al momento sto pensando di fare Photo Invasion all’aria aperta e creare invasioni urbane. Sono stato contattato da gallerie per fare lo stesso con i murales, non sono ancora sicuro di quando accadrà, ma è sulla lista delle cose da fare. Il più grande riconoscimento che ho avuto dalle persone che mi seguono è rappresentato dai commenti alle mie immagini, che dicono che ho reso la loro giornata più felice o sono stati ispirati dal mio lavoro. Io stesso a volte ridacchio mentre disegno. Il mio obiettivo ulteriore è creare la stessa reazione che ho io stesso nelle persone.

C’è un’immagine che ti piace più delle altre, e perché?

Mi piacciono tutte. Mi ricordo bene delle sensazioni avute mentre le facevo. Alcune mi hanno fatto ridere a crepapelle mentre disegnavo e ho potuto conoscere persone cui erano piaciute allo stesso modo. Apprezzo in particolare due progetti fatti con Photo invasion. Si trattava di esperimenti e agli altri sono piaciute tanto quanto a me. Una era The Osmar, la mia versione degli Oscar, nell’ambito della quale ho chiesto al pubblico di votare il meglio di Photo invasion dello scorso anno. Era uno scherzo e adoro il procedimento attuato per farlo. Allo stesso modo mi ha divertito invadere gli Oscar live, mentre stava succedendo.

L’altro progetto recente che ho fatto è stato Love Locks Story, conseguenza della mia prima sfida di Photo invasion. Ho chiesto alle persone di caricare foto di lucchetti d’amore (lucchetti che le persone mettono sui ponti). Così molte persone hanno inserito le loro foto. Ho deciso di estendere la storia e usare sei delle loro immagini. Ho creato una Soap Opera su Instagram con sei capitoli, forse la prima soap opera su Instagram.

Il significato delle foto cambia: hai molta fantasia. È la foto a darti l’ispirazione oppure tutto incomincia dentro di te?

Viaggio su Instagram captando l’immagine che mi prende. Non è importante la qualità dell’opera del fotografo, o della galleria, ma come l’immagine stessa mi ispira. Lo faccio perché amo il procedimento. Suppongo che mi piaccia vedere la sorpresa quando qualcuno scopre che la sua immagine è stata invasa e la conversazione che segue. Con alcuni si diventa amici e sono stato invitato a un meeting di Instagram a Vienna in maggio come conseguenza di ciò.

Che cosa dice il pubblico?

Il pubblico mi dà il più grande supporto che un artista possa ottenere. I commenti e i like dei miei fan sono il mio più forte incentivo per continuare a fare quello che sto facendo. I loro sorrisi e il loro supporto incoraggiano la mia creatività. Non ho mai avuto reclami da nessuna delle mie vittime, piuttosto il contrario. Ho una profonda ammirazione per il loro lavoro, siamo diventati amici. Spero che sia vista come “una onorevole forma di furto”. Photo invasion mi aiuta a essere più vicino a molti fotografi al mondo. Per esempio, senza pianificazione, ho invaso alcuni utenti di Instagram da Vienna. Ho in programma di andare a far loro visita, ne ho incontrato uno di persona quando è venuto a Londra. È piuttosto interessante come l’arte possa letteralmente mettere insieme le persone.

Hai progetti per il futuro?

Ho sempre troppi progetti nello stesso momento. Photo invasion è diventata la mia priorità al momento, comunque voglio creare più storie con i personaggi che sto creando per Photo Invasion. Ho iniziato ha farlo con e storie non raccontate (http://lucaslevitan.com/category/untold-stories/ ). Qui è possibile vedere qualcuno in più della vita “reale” dei miei personaggi. Hanno passato e presente e sto costruendo il loro futuro. Photo Invasion è stato un punto d’incontro per tutti loro. Voglio realizzare un libro di Photo invasion, Comunque sto pensando al miglior modo di realizzarlo. Ho appena finito un racconto grafico e sto pianificando di realizzarlo quest’anno.

Qual è il tuo sogno?

Il mio sogno è fare quel che amo. Molte volte ho lavorato a cose facendo le quali non mi sentivo a mio agio. Cose che non significavano troppo per me, neppure per altre persone. Mi piacerebbe continuare a lavorare a cose che mi fanno sentire soddisfatto e divertito in ogni momento del procedimento. Ho trovato tutto ciò nella mia arte, ora sto cercando di allungare questo sogno a occhi aperti il più possibile.

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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