Home / Attualità / Piccolo farro per prevenire la celiachia
Piccolo farro per prevenire la celiachia

Piccolo farro per prevenire la celiachia

La celiachia è diffusa: è aumentata di cinque volte, soprattutto tra i bambini. Sono molti i locali che dedicano zone ad hoc alla preparazione di cibi senza glutine e il passaparola è tale che anche chi non è celiaco pensa di essere colpito e determina controlli in questo senso, a volte procrastinando la dirimente gastroscopia.

La ricerca si muove in quest’ambito, cercando sostanze senza glutine sostitutive del grano.

L’ultima novità, diffusa dall’équipe di studiosi del Consiglio nazionale delle ricerche: esiste una specie di grano antichissima, chiamata monococco o piccolo farro, che pur contenendo glutine potrebbe prevenire la celiachia. La supervisione e coordinazione del gruppo di ricercatori è stata posta in essere da Gianfranco Mamone, dell’Istituto di scienze dell’alimentazione di Avellino, e da Carmen Gianfrani dell’Istituto di biochimica delle proteine di Napoli. Pubblica la ricerca Molecular nutrition and food research.

Ecco il piccolo farro

L’origine di questo alimento affonda le sue radici in diecimila anni di passato: il genoma di questo tipo di frumento è più semplice rispetto a quello degli altri cereali. Se ne sono nutriti gli agricoltori per migliaia di anni, prima dell’avvento del grano tenero e di quello duro, più agevoli da trebbiare e più produttivi. Il glutine che il piccolo farro contiene è più fragile, quindi più digeribile e meno tossico, rispetto al grano tenero. Durante il processo di digestione, buona parte della parte proteica del glutine viene, in questo caso, distrutta. Lo si è accertato riproducendo in vitro la digestione gastrointestinale, nonché con la successiva analisi del proteoma, cioè dell’insieme delle proteine di un organismo o sistema biologico, prodotte dal genoma dello stesso. La tossicità immunologica è stata verificata con biopsie intestinali e cellule linfocitarie prelevate da soggetti celiaci.

Attenzione, celiaci!

Coloro nei quali la celiachia si è già manifestata, tuttavia, non devono nutrirsi di monococco: è meno dannoso, ma non è adatto.
Nei soggetti ad alto rischio celiachia, invece, potrebbe avere ottimi effetti. La reazione infiammatoria avversa, infatti, viene scatenata quando la quantità di glutine che viene assunta raggiunge una certa soglia. Un frumento con minor contenuto di glutine, in sintesi, potrebbe aiutare nella prevenzione e i soggetti con semplice sensibilità al glutine, che ha caratteristiche distinte da quelle della celiachia, potrebbero beneficiarne.

 

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi
Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.