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Vancouver, dai dermatologi italiani un progetto di formazione

Vancouver, dai dermatologi italiani un progetto di formazione

A Vancouver è in corso fino al 13 giugno il congresso mondiale di dermatologia. L’Italia è all’avanguardia, e lo ha dimostrato con il progetto pilota di Università Cattolica e Università di Parma, che in questa sede ha vinto agli Skin pact awards, nell’ambito dei quali i progetti venivano sottoposti al vaglio dei dermatologi con il voto. Hanno proposto l’iniziativa Galderma e l’International league of dermatological societies (Ilds). I quattro premiati avevano innovato in quest’ambito, migliorando la qualità della vita dei pazienti. I cento partecipanti ad alto profilo provenivano da 26 nazioni ed erano distinti in due categorie: “Community leadership” e “Excellence in education”. Sono stati assegnati due premi ogni categoria, pari a quindicimila dollari, da utilizzare per il finanziamento del singolo progetto. In tal modo, i progetti diventeranno realtà.

 

Dal letto al laboratorio e ritorno

 

L’università Cattolica del Sacro Cuore e l’Università di Parma hanno vinto il premio per l’eccellenza nell’educazione, con il progetto “Bed-to-bench and back”: lo conduceva la dottoressa Gnarra, ricercatrice del gruppo del professor Fabrizi (dermatologia ospedaliera). Il nome del progetto si riferisce al fatto le ricerche svolte in laboratorio (“bench”) devono essere trasferite rapidamente al letto del malato (“bed”), ma deve valere anche il percorso inverso: “dal letto al laboratorio e ritorno”.

Lo scopo era arricchire il percorso formativo dei medici dermatologi, permettendo che le basi cellulari e molecolari delle malattie della pelle siano comprese meglio. Bisogna diffondere tra gli specialisti le tecniche basilari di laboratorio: il risultato sarà ottenuto con lezioni on line e sessioni pratiche. I trattamenti dermatologici sviluppati miglioreranno di conseguenza. Secondo premio nella medesima categoria al progetto colombiano dell’Aurora Skin cancer centre: l’obiettivo è valutare l’entità del miglioramento delle abitudini di fotoprotezione nei bambini. Importante in questo senso è il testo “A sun protection tale”. Per quanto concerne, poi, la leadership di comunità, era tra i vincitori un progetto taiwanese: un’app dedicata alla comunicazione tra pazienti affetti da epidermolisi bollosa e medici. Secondo premio a un progetto con guida tedesca: la Società europea per il lupus eritematoso analizza la fotoprotezione nella prevenzione delle eruzioni e nella progressione della malattia.

La qualità dei progetti è stata alta.

 

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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