Addominali: gli esercizi da evitare e quelli su cui puntare
Benessere

Addominali: gli esercizi da evitare e quelli su cui puntare

07/10/2022
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Addominali: gli esercizi da evitare e quelli su cui puntareQuali sono gli esercizi veramente performanti per il nostro addome?
Come svolgerli correttamente?
Quali, invece, risultano poco efficaci?

A queste domande risponde il libro “Bodybuilding – Allenamento ed esercizi” (Edizioni Lswr, € 39,90).

Il testo è una vera e propria enciclopedia dell’allenamento: come strutturarlo, quali strategie e tecniche applicare in base ai propri obiettivi e come eseguire correttamente oltre 120 esercizi, spiegati sia nel testo che con pratici video online visionabili tramite QR Code.

Il testo si rivolge, quindi, sia ai professionisti del settore ma anche a chi si approccia per la prima volta al mondo del fitness e dei pesi.

Proprio questi ultimi troveranno nel volume tutte le nozioni (dalle basilari a quelle più avanzate) per imparare ad allenarsi correttamente.

Addominali: non tutti gli esercizi fanne bene 

“È sempre più raro vedere eseguire in palestra esercizi come il sit-up e le alzate a gambe tese per gli addominali”, dice Massimo Spattini. Medico Chirurgo , Specialista in Scienze dell’Alimentazione e in Medicina dello Sport.

“Questi esercizi, che per anni sono stati considerati alla base dell’allenamento degli addominali, non sono specifici per questi muscoli.

Infatti, non assolvono al compito fondamentale di un muscolo, che è quello di avvicinare le due ossa sulle quali si inserisce.

Il retto dell’addome si inserisce a livello dell’apofisi xifoidea dello sterno e all’osso pubico.

Di conseguenza, la sua funzione, contraendosi, sarebbe quella di avvicinare queste due ossa.

Se esaminiamo il sit-up o le alzate delle gambe, vediamo che ciò non avviene: la distanza tra le due ossa rimane la stessa, cioè la distanza tra lo sterno e l’osso pubico non cambia.

Invece, il muscolo che, nel sit-up e nelle alzate delle gambe, assolve alla funzione di avvicinare i due capi ossei sui quali si inserisce è l’ileopsoas, che si inserisce a livello delle vertebre lombari e del femore (anca).

In questi esercizi l’ultimo tratto del rachide e i femori vengono avvicinati l’uno all’altro.

L’ileopsoas è il muscolo realmente implicato nel movimento: gli addominali si contraggono solo per un intervento sinergico in maniera isometrica, evitando la rotazione della pelvi.

Di conseguenza, questi esercizi, a lungo andare, causano uno stress eccessivo a livello del tratto lombare, che provoca un mal di schiena diffuso.

Questo, però, non vuol dire che siamo sicuramente condannati a un mal di schiena invalidante, ma che dobbiamo conoscere il nostro corpo e le catene cinetiche muscolari in maniera di cercare di mantenere il giusto equilibrio di tono tra i muscoli addominali e quelli lombari, per evitare scompensi che si tradurrebbero senz’altro in una sintomatologia dolorosa”.

I muscoli addominali e lombari

I muscoli della zona lombare sono ipertonici, mentre i muscoli della parete addominale tendono a essere ipotonici ed è quindi molto importante rinforzarli per un buon equilibrio.

“Il sit-up e le alzate a gambe tese non rappresentano la soluzione ideale, perché portano a un superlavoro dell’ileopsoas, il quale è un muscolo flessore dell’anca che si inserisce nell’ultimo tratto del rachide”, spiega Spattini.

“In realtà, il movimento necessario per la completa contrazione degli addominali è quello che comporta l’avvicinamento dell’apofisi xifoidea dello sterno al pube.

Questo, per esempio, si ottiene con vari movimenti che possono comportare il sollevamento del bacino sfruttando la forza di gravità, stando sospesi a una sbarra o, meglio ancora, utilizzando gli Ab Origional.

Quest’ultimi evitano quella contrazione isometrica della muscolatura dorsale che, essendo collegata con le varie guaine aponeurotiche (le fasce elastiche connettivali che avvolgono i muscoli e creano un collegamento indiretto tra un muscolo e l’altro) anche alla muscolatura del basso tronco, ne limita il completo allungamento, condizione fondamentale per la successiva ottimale contrazione”.

Come svolgere gli esercizi sulla sbarra

Se non disponete di una sbarra per trazioni nella vostra palestra, potete eseguire lo stesso esercizio di sollevamento del bacino stando in sospensione con le braccia tese sulle parallele.

Senza dubbio questi esercizi non sono semplici per un principiante, perché bisogna avere un buon controllo della muscolatura addominale.

Infatti, per eseguire correttamente questo esercizio, bisogna allungare al meglio la muscolatura lasciando “scivolare giù” la parte inferiore del corpo, per poi “recuperare” con la sola contrazione degli addominali.

Bisogna visualizzare la distanza tra l’apofisi xifoidea dello sterno e la sinfisi pubica (che è la zona dove sono situati i nostri organi genitali).

Nella fase di rilassamento bisogna aumentare la distanza al massimo e nella fase di contrazione bisogna cercare di ridurre al massimo la distanza solo con la contrazione degli addominali, mantenendo tutto il corpo dritto, con le gambe in linea con il tronco.

Una volta acquisita confidenza con questi esercizi, si può aumentare l’intensità, incrementando il sovraccarico grazie all’utilizzo di pesi che si possono collocare alle estremità delle gambe.

Addominali alti e bassi

Nelle palestre esiste la suddivisione degli esercizi per gli addominali alti e quelli bassi.

La definizione è anatomicamente scorretta, in quanto il retto dell’addome è un unico muscolo che parte dall’apofisi xifoidea dello sterno e si inserisce con la porzione distale a livello della sinfisi pubica, ma dal punto di vista funzionale il concetto non è poi così scorretto.

Questo perché indipendentemente da quali esercizi per gli addominali si stanno eseguendo, si tenderà ad allenare sempre sia la parte superiore sia la parte inferiore del retto dell’addome, compresi gli obliqui.

Quindi, sebbene non sia del tutto possibile isolare una specifica parte di un muscolo, è certamente possibile enfatizzarne il coinvolgimento rispetto a un’altra.

A seconda della scelta degli esercizi, nel momento in cui si attua un maggiore controllo sulla regione addominale e si esegue correttamente l’esercizio, è possibile avere una maggiore attivazione, per esempio, della regione inferiore o superiore“, dice Spattini.

“Per un coinvolgimento maggiore della parte superiore dell’addome l’ideale sono esercizi come il crunch.

Mentre per attivare principalmente la parte bassa degli addominali è necessario eseguire dinamicamente un’inclinazione pelvica posteriore in cui il bacino è tirato verso l’alto, cioè verso l’ombelico.

Questo movimento, che si può ottenere in esercizi come il crunch inverso e le alzate delle ginocchia al mento, provoca un accorciamento maggiore della regione inferiore, stimolando così principalmente gli “addominali bassi” rispetto agli “addominali alti”.

Massimizzare il coinvolgimento della parte bassa dell’addome può risultare complicato, perché il bacino ha un range di movimento molto limitato e, se non si presta attenzione all’esecuzione, il flessore dell’anca tenderà a dominare durante l’esercizio”.

Immagine copertina di Roman Odintsov https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-sport-fitness-capelli-lunghi-8038636/