
Come affrontare un lutto? Ecco alcuni esercizi pratici
Tutti noi sappiamo che la vita non dura per sempre; eppure di fronte a un lutto siamo spesso spaesati, confusi, incapaci di controllare le nostre emozioni e di accettare la perdita di una persona cara.
Il libro “Come accogliere ciò che non può essere cambiato – Un diario per il lutto” della psicoterapeuta Megan Devine (Edizioni Lswr), fornisce alcuni esercizi pratici per affrontare questo difficile momento.
Gli strumenti per attraversare il lutto e la perdita
Il volume parte dal presupposto che il lutto (inteso come qualsiasi tipologia di perdita) non è un problema da risolvere, ma è un’esperienza da attraversare.
Per vivere e attraversarla, però, è necessario avere gli strumenti necessari.
Tra le pagine del libro sarà possibile trovare, quotidianamente, un appiglio per i momenti che sembrano troppo duri.
Con esercizi graduali e che indagano vari aspetti, si passerà a poco a poco dall’esplorazione del dolore, durante la propria condizione di partenza, fino al ritorno alla quotidianità.
Un a vera e propria guida per accogliere il dolore e darne forma con scrittura e disegno.
“Questo diario serve ad accogliere la verità sul vostro dolore. Qui il proprio lutto può dispiegarsi, prendere forma – spiega l’autrice – In questo libro si possono annotare anche le cose positive e scoprire ciò che riesce ad alleviare anche solo in minima parte il dolore. Sarà possibile trovare anche suggerimenti per la scrittura e il disegno che vanno oltre il ‘parla del funerale’, e messaggi di incoraggiamento da parte di altre persone in lutto”.

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Ospedale San Camillo: dedica uno sportello al sostegno dei pazienti con Sclerosi multipla (Sm). Ma c'è…Esempi di esercizi pratici per affrontare il lutto

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Creare la cassetta di sicurezza
A volte il lutto può sembrare una condanna a vita senza via d’uscita e potrebbero nascere delle paure per quello che potrebbe accadere. Cosa fare allora?
Prendete tanti foglietti di carta e scrivete su ognuno di essi una diversa paura che avete riguardo al lutto e come pensate che la vostra vita potrebbe essere con questa paura.
Come temete possa essere il vostro dolore in futuro?
Queste paure, se lasciate libere di vagare potrebbero moltiplicarsi. Per aiutarvi a contenerle, prendete una busta da lettere vuota, decoratela a piacere e incollatela nel vostro quaderno-diario.
Potreste farla sembrare una cassetta di sicurezza, o il forziere di un tesoro, o qualche altro contenitore sicuro. Una volta incollata, aprite la busta e fateci scivolare dentro le vostre paure. Ogni volta che emerge una nuova paura, scrivetela su un foglietto di carta e chiudete anche lei nella vostra ‘cassetta di sicurezza’.
La tabella dei desideri
Dopo aver conservato al sicuro le proprie paure, occorre fare spazio a ciò che si desidera.
Potreste pensare che l’unica cosa che volete è anche l’unica che non potete avere, ma ci potrebbero essere altre cose che volete (o non volete) sopravvivendo a questa perdita.
Create una semplice tabella, su un foglio bianco. Scrivete nella colonna a destra i vostri ‘vorrei’: sentirsi sostenuti, avere il tempo per sistemare le proprie cose ecc.
Nella colonna ‘non voglio’ potreste scrivere, per esempio, “non voglio che mi mettano fretta”.
Le parole e le citazioni che possono aiutarci
A volte i nostri migliori alleati sono le parole, non le persone. Usate dei post-it per riempire una pagina con le citazioni che trovate utili o significative.
Tenete questa pagina in un posto ben visibile della vostra casa, o sulla scrivania, così da rileggerle spesso.
I bigliettini da portare con sé
Nelle prime settimane e mesi di lutto, apparire ‘normali’ è complicato.
Per esempio, una cassiera vi chiede come state e voi scoppiate a piangere; dovete pagare il parcheggiatore ma non riuscite a calcolare il resto giusto.
Vorreste spiegare alle persone perché vi state comportando in modo strano, ma non trovate le parole giuste. A volte, esprimere le cose a voce è impossibile.
Quando non riuscite a esprimervi, utilizzate dei bigliettini con su scritto frasi come:
– perdona il mio comportamento, sto vivendo un brutto periodo e non sono me stessa;
– non chiedermi come sto, al momento non riesco a rispondere;
– potrei piangere, non ti preoccupare
– scusami, sono a pezzi.
Attaccateli alla vostra giacca o sul retro del vostro cellulare – o ovunque vogliate. Così da averle a portata di mano non appena necessario.
La tabella per indagare la propria sofferenza
Il primo passo per ridurre la propria sofferenza è capire da che cosa è causata. Potete partire dal raccogliere alcuni vostri dati personali.
Tracciare le vostre interazioni potrebbe sembrare un po’ analitico, ma è un percorso che può aiutarvi moltissimo nel definire, e dunque ridurre, la vostra sofferenza.
Durante l’arco di una settimana, sarebbe utile utilizzare una tabella per tenere traccia di come vi sentite durante la giornata nei vari luoghi e nelle diverse situazioni sociali in cui vi troverete.
Indicate le interazioni sociali, quanto avete dormito, che cosa mangiate (o non mangiate) e come passate il tempo.
Compilando il vostro registro, assicuratevi di indicare anche ciò che vi ha aiutati a sentirvi tranquilli o sereni.
Come costruire la tabella? Creare una tabella con 5 colonne che avranno queste voci:
– giorno e ora
– attività svolta
– con chi si era
– come ci si sentiva prima di iniziare l’attività
– come ci si sente a fine attività
Dopo aver tenuto traccia delle vostre interazioni e delle vostre emozioni per qualche giorno, andate a rileggere la tabella.
Notate attività o interazioni che vi fanno sempre sentire peggio?
Per esempio, se dal registro risulta che trascorrere del tempo con una certa persona vi fa sentire irritati ogni volta, smettete di frequentare quella persona.
Non tutte le cause di sofferenza registrate nella vostra tabella possono essere eliminate, ma – ogni volta che vi è possibile – scegliete di evitare ciò che aumenta la vostra afflizione.
Le cartoline con messaggi positivi da inviare a sé stessi
A volte, un messaggio inaspettato può dare una svolta all’intera giornata, portando un po’ di serenità (o perfino di umorismo) in un momento difficile.
Utilizzate delle cartoline per scrivere messaggi d’amore a voi stessi nel futuro. Anche citazioni particolari o messaggi di convalida emotiva o incoraggiamento sono perfetti.
Una volta pronte le singole cartoline, indirizzatele a voi stessi e datele a un amico in modo che ve le spedisca di tanto in tanto (oppure speditele voi stessi). Molto probabilmente dimenticherete ciò che avete scritto e sarete sorpresi dalla vostra preveggenza.
Scrivere il Manifesto della cura di sé
Quando si vive un lutto, è necessario mettere se stessi al primo posto. Per sopravvivere, dovete essere agguerriti nel prendervi cura di voi stessi.
Un manifesto della cura di sé è come una manuale di sopravvivenza. È un supporto e un incoraggiamento a restare fedeli a sé stessi e rispondere alle proprie necessità anche se il resto del mondo insiste nel dirvi che cosa fare.
È un aiuto a scegliere di essere gentili con se stessi anziché auto-punirsi.
Come elaborarlo?
Un manifesto della cura di sé può anche essere di sole tre parole: praticate la gentilezza.
Può anche essere una lettera d’amore a voi stessi o l’elenco di una decina di cose importanti da ricordare. Una volta pronta la vostra pagina-manifesto, decoratela, rendetela bella e grintosa. Fategli una foto e tenetela nel cellulare, mettetela come salvaschermo del vostro portatile, attaccatela al frigorifero – diffondetela ovunque.
Foto di Brett Sayles: https://www.pexels.com/it-it/foto/uomo-in-giacca-nera-in-piedi-davanti-alla-tomba-3648309/
Foto di RDNE Stock project: https://www.pexels.com/it-it/foto/uomo-coppia-donna-fiore-6841681/




