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Sogni lucidi: quando dormire è come andare al cinema

Sogni lucidi: quando dormire è come andare al cinema

Sono in pochi ma hanno una capacità che fa invidia, quella di poter intervenire nei propri sogni, modificandone l’evoluzione, la trama e il finale, un po’ come un regista con il proprio film. Li chiamano sognatori lucidi, e, pur tra le braccia di Morfeo, possono decidere di volare e farlo senza difficoltà, cancellare dalla scena una persona la cui presenza infastidisce, bloccare gli incubi. Alcuni addirittura possono decidere esattamente cosa sognare. Come sia possibile è ancora da scoprire, ma il sogno lucido sembra rappresentare un’opportunità per il cervello. Per questo la scienza si sta interessando sempre più al fenomeno.

Sogni lucidi: per pochi, anzi pochissimi

I sogni lucidi si verificano, come tutti gli altri sogni, nella fase REM del sonno, quella in cui gli occhi sono chiusi, ma girano e rapidamente (REM sta per Rapid Eye Moviments, ossia rapidi movimenti oculari), le onde cerebrali sono irregolari e veloci come quando si è svegli, il cuore batte in modo irregolare, così come la pressione arteriosa, le ghiandole che producono ormoni lavorano parecchio e solo i muscoli sono completamente flaccidi e rilassati .

Per ragioni ancora da definire, ci sono persone, i sognatori lucidi appunto, che in questa fase del sonno, raggiungono un livello di coscienza e di autocoscienza superiore a quello che si ha normalmente in sonno REM, pur rimanendo addormentati. Questo livello maggiore di coscienza permette al soggetto di rendersi conto che sta vivendo un sogno lucido, e talora di gestirlo come meglio crede, provando anche a svolgere e realizzare cose bizzarre, come ad esempio volare. Il sognatore lucido riesce a mantenere un equilibrio tra autocoscienza e sogno, tale da impedire il risveglio completo.

I sognatori lucidi hanno poi una maggiore memoria del sogno al risveglio, e sanno ricordarne e raccontarne in maniera precisa anche i dettagli più piccoli.

Registi dei propri sogni, lucidi naturalmente

Un sogno lucido è un’esperienza che può capitare a tutti per pochi secondi, ma capita che molti credano di essere sognatori lucidi erroneamente.

Per esempio, pensare con tutte la forza di fare un determinato sogno e riuscirci non significa essere dei sognatori lucidi. Quando si ha un determinato pensiero che affolla la mente, per esempio una preoccupazione, sarà facile riviverlo in sogno, ma questo non significa fare un sogno lucido, perché non si riesce poi a modificare l’evoluzione della propria visione onirica.

Non si parla di sogni lucidi neppure quando la sveglia che suona ci sembra (nel sogno) l squillo di un telefono o la luce che entra dalla finestra finisce per diventare, nella visione onirica, un lampione.  L’esperienza dei sogni lucidi non riguarda neppure quelle persone che dormono con la televisione accesa e ritengono di aver sognato una certa trama di film. Insomma, può succedere che stimoli esterni si inseriscano nel sogno, per esempio verso il momento del risveglio: questo perché una parte del cervello è già attiva e capace di captare i segnali dall’ambiente. Ma viene sempre a mancare la coscienza di star sognando e la capacità di cambiare quello che si “vive” nella visione.

Perché esistono i sogni lucidi

Il perché alcune persone riescano a pilotare i propri sogni trasformandoli in sogni lucidi è ancora sostanzialmente ignoto e oggetto di studi. Dalle ricerche in corso sembra che i sognatori lucidi abbiano la regione frontale del cervello più attiva di chi non è sognatore lucido, ma serviranno studi più approfonditi per una risposta certa.

Quello dei sognatori lucidi non è fenomeno molto diffuso, anche se in tanti possono aver sperimentato almeno una volta nella vita una situazione di questo tipo. I sognatori lucidi veri e propri sono rarissimi nella popolazione generale, però va detto che esistono anche malattie in cui è più frequente riscontrare persone con questa capacità. Succede per esempio in alcuni disturbi del sonno come la narcolessia: probabilmente l’aumento dei sogni lucidi è legato al fatto che in queste malattie il sonno è più frammentato e con fasi REM più lunghe.

Fare sogni lucidi può essere un vantaggio

Il fenomeno dei sognatori lucidi è noto da decenni ma negli ultimi anni, soprattutto all’estero è diventato oggetto di studio da parte di numerosi neuro scienziati. Merito anche della disponibilità di tecnologie innovative, impensabili trenta-quaranta anni fa, che permettono di studiare l’attività del cervello mentre dormiamo e in un certo senso aiutano a “leggere” i sogni altrui, come la risonanza magnetica funzionale.

Oltre a ricercare l’origine del sogno lucido, si cerca di capire se può essere un vantaggio per la mente: si ipotizzano, infatti, benefici a livello psicologico, ma anche effetti positivi sull’apprendimento.

Sogni lucidi: psicoterapia “fai-da-te”

Freud, padre della psicanalisi, sosteneva che i sogni sono l’espressione del nostro vissuto, delle nostre pulsioni innate. Quindi poterli gestire e controllare potrebbe permettere di lavorare su se stessi, fare una sorta di autopsicoterapia. I sognatori lucidi quando vanno a dormire compiono coscientemente un viaggio nella loro mente, un’esperienza molto importante, ma anche molto faticosa, che potremmo paragonare alle tecniche che conosciamo di psicoterapia e, come tale, potrebbe apportare dei benefici a chi la vive.

A conferma di questa teoria esistono numerosi studi, come quello condotto all’Università Medica di Vienna su 89 soggetti, tra sognatori lucidi abituali, rari e sognatori “tradizionali”, da cui emergerebbe che chi sa controllare le proprie visioni oniriche ottiene effetti positivi sulla salute mentale e sull’autostima.

Sogni lucidi: strumenti di riabilitazione mentale

Quando si fa un sogno si attivano le stesse aree del cervello che si attiverebbero da svegli, di giorno, per svolgere le stesse attività (non i muscoli, che invece sono mantenuti flaccidi e rilassati). Nel sogno lucido avviene la stessa cosa, con la differenza che si decide di fare quell’attività: studi hanno dimostrato come soggetti che già prima di dormire stabilivano che movimento svolgere, effettivamente, all’esame della risonanza magnetica funzionale, attivavano proprio le aree cerebrali implicate in quel movimento. Questo rende il sogno lucido un potenziale strumento di riabilitazione e di allenamento, una vera e propria palestra mentale.

Una ricerca internazionale pubblicata sulla rivista “The sport psychologist” confermerebbe questo: a 20 sognatori lucidi è stato chiesto di “allenarsi”, nel sogno, a centrare una tazzina con una moneta. I ricercatori avrebbero rilevato un effettivo miglioramento della capacità di svolgere l’azione proprio in chi aveva detto di essersi allenato nel sonno.

Sappiamo da tempo ormai che durante il sonno REM avviene uno scambio di informazioni tra le aree del cervello, in particolare tra ippocampo e regione frontale e viceversa, che permette di fissare nella memoria fatti e vissuti quotidiani» aggiunge l’esperto. «Possiamo quindi pensare che con il sogno lucido questo possa essere ulteriormente amplificato, migliorando l’apprendimento».

Si possono imparare i sogni lucidi?

Tanti vantaggi per pochi fortunati? In realtà si può cercare di diventare dei sognatori lucidi. Esistono tecniche per imparare a risvegliarsi parzialmente durante il sonno REM, per raggiungere una stato di coscienza che permetta di pilotare il sogno. Già negli anni Settanta venivano insegnate all’università di Stanford e attualmente sono in crescita i gruppi sul web che riuniscono sognatori lucidi e quanti vogliono imparare a fare esperienze di questo tipo. Va detto comunque che le strategie sono complesse, poco usate e quindi diventare un sognatore lucido è, di fatto, più difficile di quanto non si possa pensare. Ma si può provare.

About Giorgio Maggioni

Giorgio Maggioni
È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.

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