Home / Eros & Psiche / Caregiver: durante le vacanze prenditi cura anche di te
Caregiver: durante le vacanze prenditi cura anche di te

Caregiver: durante le vacanze prenditi cura anche di te

Le vacanze dovrebbero essere  il momento più bello dell’anno per creare occasioni di riunione in famiglia, in coppia, con amici o, semplicemente, per godersi il relax in santa pace, magari in riva al mare o in montagna. Ma le vacanze possono anche essere un momento di stress e tristezza per i caregiver, cioè per coloro che si prendono cura di familiari affetti da problemi di salute cronica.

In questo periodo dell’anno i caregivers possono sentirsi sopraffatti, frustrati, depressi o arrabbiati sentendosi imprigionati in un ruolo che non prevede feste comandate, mentre altre famiglie “perfette” si godono le vacanze in serenità.

Se siete dei caregivers come me, ci sono alcune cose che vorrei dirvi per evitare di vivere male il momento delle vacanze, e recuperare serenità e pace interiore. Intanto tenete sempre presente queste 3 cose:

1- Caregiver, ricorda, non sei solo

Sia che sei diventato caregiver da poco , sia che ti prendi cura di qualcuno da molto tempo, ricorda che la famiglia perfetta della pubblicità non esiste. Non sei l’unico a vivere queste sfide della vita, purtroppo. Un recente studio americano ha scoperto che 44,4 milioni di americani di soli 18 anni si stanno prendendo cura, non pagati, di adulti malati. Un altro sondaggio fornito dal National Family Caregivers Association, afferma che il caregiver tipico è una donna di età media di 46 anni , con una qualche istruzione universitaria, che lavora e passa più di 20 ore settimanali a prendersi cura della madre che vive nelle vicinanze. E’ emerso anche che le assistenti femminili forniscono più ore di assistenza e un più alto livello di cura che gli operatori sanitari di sesso maschile. La maggior parte dei caregivers sono sposati o convivono, e circa il 74 % di essi lavora e gestisce il malato contemporaneamente.

2 – Caregiver, trova aiuto

In Italia, purtroppo, non ci sono molte risorse a sostegno dei caregivers, ma possiamo trovare aiuto magari in alcuni membri della famiglia, amici, in un’associazione locale, con una badante extra.

A volte siamo restii a chiedere aiuto, ma i veri amici, e anche i familiari più affezionati, spesso sono disposti ad aiutare, semplicemente non sanno che cosa fare; è importante quindi comunicare quale tipo di aiuto ci occorre e far sapere loro precisamente che cosa possono fare per noi.

3 – Caregiver, pendi tempo per aver cura di te

Per poter dare assistenza efficace ed amorevole, ricorda di prenderti cura di te. Stephen Covey , nel suo libro “Le sette abitudini della gente altamente efficace”, parla della settima abitudine “Affila la lama” e usa un racconto come metafora “Un uomo sta camminando nel bosco quando incontra un boscaiolo intento a segare un albero. Il boscaiolo è affaticato: lavora da 5 ore, e ha molta fretta di finire il lavoro. L’uomo si accorge che la lama non taglia bene e lo fa notare al boscaiolo, suggerendogli di fermarsi ad affilare la lama della sua sega. Il boscaiolo stizzito risponde ‘Non si rende conto che ho fretta? Non ho tempo per fermarmi ad affilare la lama, devo abbattere quest’ albero al più presto!’ “. Sembra abbastanza stupido che il boscaiolo non si fermi giusto qualche minuto per rendere il lavoro più facile e veloce. Ed è molto comune che tanti caregivers facciano la stessa cosa: si concentrano talmente sulla cura della persona amata e bisognosa da dimenticare di fermarsi ad affilare la loro lama. Prendersi del tempo non vuol dire perdere tempo. Affilare la lama significa quindi prendersi cura di sé mantenendo un sano equilibrio fisico, mentale, emozionale e spirituale. Questo è ciò che ci rende efficienti e più sereni.

Ecco alcuni modi, come caregiver, per affinare la tua lama :

  • Mantieni un atteggiamento positivo. Prenditi il tempo per essere grato per tutto ciò che di buono c’è nella tua vita. C’è sempre qualcosa. Regola le tue aspettative per la stagione delle vacanze in modo da non restare frustrato o arrabbiato. Non possiamo cambiare le circostanze, ma possiamo cambiare il nostro atteggiamento e le nostre percezioni di fronte alle circostanze.
  • Mangia cibi sani e fai esercizio fisico. Bevi più acqua (almeno lt 1.5 al giorno), riduci gli snack zuccherati, mangia più frutta e verdura fresca. Cammina 20 minuti al giorno, se non ti è possibile, puoi fare la marcia sul posto o salire e scendere le scale di casa.
  • Perdona e lascia andare frustrazioni, rabbia, risentimento e senso di colpa. Questi sono sentimenti comuni per i caregiver. La cosa migliore che un caregiver può fare per la propria salute emotiva è di cancellare pensieri e sentimenti negativi. Se puoi fatti aiutare da un amico, un familiare o da uno specialista, oppure inizia semplicemente       ad annotare i sentimenti negativi per farli uscire dal tuo sistema mente/corpo. Mai sfogare la propria rabbia e  frustrazione sul malato!
  • Fai qualcosa che ti piace ogni giorno. Ridere è un grande sollievo dallo stress. Bastano 15 minuti al giorno di risate per avere grandi benefici sulla salute psico-fisica. Trova qualcosa di divertente da leggere o da vedere su internet ogni giorno.
  • Durante le vacanze, rendi le cose più facili . Se puoi, cerca di organizzarti in modo che, durante le vacanze, tu possa uscire anche solo una o due ore al giorno per fare shopping, vedere un film o andare a un concerto. Esistono strutture/agenzie che forniscono personale preparato anche solo per poche ore.

Essere un caregiver “perfetto” durante le vacanze non deve e non può essere paragonato alla famiglia “perfetta” delle pubblicità. E’ come gestiamo le situazioni la chiave per creare più pace, serenità e allegria durante le vacanze estive o invernali. Le vacanze possono essere un momento di riflessione sulle cose buone che esistono nella nostra vita. Il nostro atteggiamento mentale e un po’ di cura per se stessi possono fare una grande differenza nella cura che si dà al prossimo.

Questa settimana vi lascio con le parole di Adams Patch, il celeberrimo Dottor Sorriso: “Se si cura una malattia si vince o si perde, se si cura una persona, vi garantisco che in quel caso, si vince qualunque esito abbia la terapia.

 

About Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *