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Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: Portobuffolè

Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: PortobuffolèLa Marca Trevigiana è una terra ricca di autentici gioielli storici e artistici, a partire dal suo stesso capoluogo, ma non solo; diversi sono anche i piccoli paesi e borghi con peculiarità simili; uno di questi è Portobuffolè, paese di circa ottocento abitanti, situato a cavallo del fiume Livenza, dove la provincia trevigiana confina con le terre friulane, insignito anche della Bandiera Arancione del TCI.

Piccolo borgo di origine romana sorto nel III secolo a.C. col nome di Settimo, che è oggi uno dei quartieri della cittadina, a cavallo del primo millennio Portobuffolè era un borgo fortificato con un importante porto fluviale che in epoca feudale fu assoggettato a diverse dinastie nobiliari e religiose.

Portobuffolè, mille anni di storia

La sua posizione strategica nella Marca Trevigiana fu motivo di violente dispute tra il clero e le famiglie più influenti, fin quando venne annessa ai territori della Serenissima, verso la metà del ‘300, quando, per Portobuffolè, iniziò un lungo periodo di prosperità, divenendo sede di una podesteria, con un proprio Consiglio Civico, un Consiglio Popolare e un Ordine dei Nobili, oltre che importante centro commerciale e culturale.

La storia del piccolo borgo veneto, con la caduta della Serenissima, vede il passaggio dei francesi prima e degli austriaci poi, fino all’entrata nel Regno d’Italia nel 1866.

Il novecento per questa parte della Marca non è stato diverso dal resto della regione, con le due guerre mondiali, il fenomeno dell’emigrazione, le alluvioni, la ripresa economica del dopoguerra, caratterizzata dal fiorire dell’industria del mobile e, più recentemente, dalla scoperta del turismo culturale.

Uno scrigno di gioielli architettonici

Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: PortobuffolèTra i tanti gioielli architettonici che la caratterizzano, il ponte che immette nel centro storico cittadino, in una piazzetta acciottolata circondata da diversi palazzi signorili, tra cui la bella Ca’ Soler.

Poco distante dalla piazzetta sorge la trecentesca Casa Gaia, dimora della celebre e discussa Gaia da Camino, signora del borgo, che trasformò una casa torre nella reggia che oggi è il Museo del Ciclismo; il palazzo è ricco di eleganti colonne con capitelli e splendidi affreschi.

La millenaria Torre Comunale, l´ultima che resta delle sette antiche torri del castello, ai cui piedi sorge l’antico Palazzo del Governo con un grande loggiato ed eleganti finestre a sesto ovale, iscrizioni e stemmi cinquecenteschi dei podestà; all’interno, il salone, detto “Fontego“, era usato come deposito di cereali e sale da spedire a Venezia e in altre parti del territorio veneto.

Cinquecentesco è invece il Duomo, ottenuto trasformando una preesistente sinagoga ebraica, che vanta all’interno un crocefisso ligneo del ´400 di scuola tedesca, un bellissimo altare ligneo in radica rossa realizzato in epoca recente da un artista locale e un organo settecentesco con 472 canne di zinco e stagno.

Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: PortobuffolèDalla piazzetta del centro storico si arriva al “Toresin” e a Porta Friuli, con l’omonimo ponte settecentesco in pietra cotta, che sostituì il ponte levatoio in legno, sotto il quale scorreva il Livenza.

Di particolare interesse, nella zona esterna al centro storico, si trovano la Chiesa di San Rocco con la Madonna della Seggiola, una scultura lignea del 1’500; il seicentesco Palazzo Giustinian, costruito dalla nobile famiglia nobile veneta Cellini e passato poi ai Giustinian. Ricco di stucchi e affreschi, con un ampio parco, pieno di statue e barchesse; l´Oratorio di Santa Teresa, edificato dai Cellini, ricco di stucchi e affreschi; la cinquecentesca Chiesa dei Servi.

Antiquariato e buona cucina

Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: PortobuffolèPortobuffolè è diventata da alcuni anni uno tra i più rinomati e frequentati mercati dell’antiquariato del Nordest cui partecipano oltre 200 espositori che richiamano turisti e appassionati del settore anche da molto lontano.

Visitatori che, oltre a soddisfare la propria passione per le cose di una volta più o meno antiche o per ammirare i gioielli architettonici del piccolo borgo, non mancano anche di gustare l’autentica cucina locale, fatta di piatti come i Gnocchetti al sugo d´anatra, il rognone di vitello, il risotto al piccione, il baccalà, la trippa la zuppa matta, a base di zucca, pane, latte e funghi.

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Massimo Tommasini

Massimo Tommasini, esperto in editoria aziendale e ambiente

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