
Malato immaginario? Come curare l’ipocondria e essere felici
Ricordate “Il malato immaginario” di Moliere? Ancora oggi è il perfetto prototipo di chi soffre di ipocondria, quando cioè si sperimenta uno stato d’ansia – costante o meno – relativo alla propria condizione di salute.
Questo in genere comporta una preoccupazione ossessiva ed irrazionale, mossa dalla paura di avere una grave malattia, e non di rado, d’essere spacciati.
I sintomi spesso vengono definiti immaginari, psicosomatici e non trovano riscontro nelle diagnosi svolte di medici, conducendo chi ne soffre a sentirsi non compreso e senza speranze.
Perché sei un malato immaginario
Un’eccessiva ansia per la propria condizione di salute tende a verificarsi molto più spesso all’inizio o alla metà dell’età adulta e se non affrontata nel giusto modo, può peggiorare con il tempo.
I fattori di rischio principali si possono riassumere tra questo:
– Scarsa comprensione delle sensazioni corporee e dei sintomi che il tuo corpo manifesta;
– Uno o più membri della tua famiglia che si preoccupano eccessivamente della loro o della tua salute,
– Uno o più membri della tua famiglia, in passato, hanno sperimentato gravi condizioni di salute
– In passato hai sperimentato malattie gravi e reali;
– Stai attraversando un periodo di vita stressante;
– Sei una persona che tende a preoccuparsi molto, per tutto;
– La condizione di ansia ti ha portato a svolgere ricerche online o su libri di testo che hanno confermato le tue tesi riguardo alla possibilità di avere reali condizioni di salute compromesse, nonostante non vi sia evidenza riscontrata da un medico.

Diagnosi errata: chiedere il risarcimento in caso di errore medico
"Abito in provincia di Brescia, ho 32 anni e lo scorso maggio sono stato in vacanza…Ok, ma come la risolvo?

Diagnosi errata: chiedere il risarcimento in caso di errore medico
Il trattamento più efficace per l’ipocondria risiede in assoluto nella psicoterapia, la quale potrà aiutarti a:
– identificare le tue preoccupazioni e convinzioni legate alla tua salute;
-ti aiuterà a prenderti cura di te in maniera sana;
– ti donerà altre lenti attraverso cui guardare alle sensazioni del tuo corpo, aiutandoti a cambiare i pensieri inutili;
– aumenterà la consapevolezza di come le tue preoccupazioni influenzano te e il tuo comportamento;
– ti insegnerà a dare ascolto alle sensazioni e ai sintomi del tuo corpo in maniera funzionale;
– sarà fondamentale nella gestione dello stress;
– imparerai a smettere di evitare situazioni e attività a causa delle sensazioni fisiche;
– migliorare le tue relazioni, ora rovinate da queste preoccupazioni debilitanti.
Come la suggesione aumenta i livelli di ipocondria
Il corpo è vivo e comunica con noi, e avendo parola, lo fa attraverso sintomi e sensazioni.
La mente gioca un ruolo fondamentale. Fai una prova, concentrati sul tuo battito del tuo cuore, probabilmente noterai un cambiamento nel ritmo e nell’andamento. Prova invece a focalizzarti adesso sul tuo ginocchio, molto facilmente inizierai a sentire delle sensazioni in quella posizione e così via.
Quando si percepisce un dolore o un’anomalia spesso si tende a direzionare attenzione, forze e pensieri in quella direzione. Questo ti convincerà che c’è qualcosa che non va.
In secondo piano, arriva in tuo soccorso internet, poiché l’essere umano è abituato ad ascoltarsi poco e a fidarsi più di quello che dicono gli altri. Ma google non è un tuo amico, e piuttosto che conforto, in questi casi, potrai trovare ulteriori motivi di disperazione.
Malato immaginario: come uscirne
– Fidati solo di quello che vedi: fai un passo indietro e gioca a fare il detective, osservando obiettivamente e con distanza la tua situazione. Qualora non ti riuscisse, fingi di consigliare un amico che ha i tuoi stessi sintomi. Chiediti qual è l’evidenza che supporta l’idea che hai di avere davvero quel determinato disagio o patologia. Ci sono le prove? Probabilmente ti renderai conto che la maggior parte delle spiegazioni racconteranno una situazione benigna e facilmente risolvibile.
– Smetti di cercare su Google: ripeto, Google non è un tuo amico e nemmeno un medico. Chi racconta o spiega su internet, parla in maniera generale e non conosce il tuo singolo caso. Inoltre, online potrai trovare gente che dice tutto ed il contrario di tutto. La cosa migliore che puoi fare, quindi, è smettere di cercare tutti i tuoi sintomi online. Lo so, nelle tue ricerche potresti aver trovato centinaia di siti web che dicono che non hai nulla e centinaia di siti web che potrebbero che hai qualcosa di serio, ma la mente ci mente, appunto, e le fondi a cui farai affidamento e che reputerai credibili, saranno solo quelle negative che avvalorano la tua tesi di essere incredibilmente malato.
– Se hai un dubbio, trova un medico: quando qualcosa ti preoccupa davvero, è una buona idea andare a parlarne con chi è di competenza, preparati ad accogliere la sua opinioni, ponigli tutte le domande che desideri e non lasciare il suo studio prima di esserti tolto ogni dubbio.
– Cambia la prospettiva: non pretendere di avere il pieno controllo sulla situazione, poiché tutto questo è utopia, accetta l’incertezza e le incognite e facci amicizia poiché fanno parte della natura umana, e se vuoi, questo è anche il suo bello. Insomma entro certi limiti accetta di essere un malato immaginario.
– Rivolgiti ad un professionista: quando i pensieri si fano ripetitivi e pesanti, quando ansia e preoccupazioni, anche dopo le dovute visite mediche non si attenuano, prendi in considerazione l’idea di rivolgerti a un terapeuta, sarà felice di ascoltarti ed aiutarti.




