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Andrea Marcolongo, un inedito Enea magister vitae

Andrea Marcolongo, un inedito Enea magister vitae

Andrea Marcolongo è una giovane e appassionata studiosa delle lettere antiche, autrice brillante di saggi in cui posa l’abito del cattedratico e si avvicina alla gente comune, con la precisa volontà di richiamare alla memoria un mondo dimenticato.

Tutti, infatti, ricordano i tempi della Scuola media inferiore, le voluminose antologie con la sezione dedicata all’epica, sviluppata dagli insegnanti più lungimiranti, ignorata da quelli che, in nome di una rivoluzione didattica risalente a più di cinquant’anni fa, la ignoravano scientemente.

Con altrettanta consapevolezza, però, studenti troppo giovani per capirne la portata la dimenticavano subito, catalogandola tra i ricordi inutili.

Eccezion fatta, va da sé, per coloro che, come Andrea Marcolongo, sceglievano il percorso del liceo classico, per poi approdare all’Università allo studio di Lettere Antiche: lei stessa racconta degli sguardi curiosi, a volte dubbiosi se non compassionevoli, accompagnati da commenti come “Ma a cosa ti serve, una simile laurea? In un mondo tecnologico come il nostro, oltretutto….”

Discorso lungo e complesso, quello relativo alla possibile utilità pratica degli studi fatti, qui ci limitiamo a sottolineare che, nel suo caso, le hanno fornito fama e successo, mentre a noi hanno regalato pagine di un’intensità straordinaria, di amore e passione per uomini ed eroi che continuano a vivere nel mito e a insegnarci qualcosa di fondamentale, ovverosia come condurre la nostra esistenza in tempo di pace e di guerra.

Andrea Marcolongo e il mondo latino

Il mondo greco con i suoi eroi, dice Andrea Marcolongo, è perfetto per i tempi di pace e di quieto vivere, in cui le avventure di Achille e di Ulisse appassionano e soddisfano “l’impulso vitale”, ma quando tutto intorno viene stravolto e una bufera improvvisa si abbatte sul presente non è di loro che vogliamo leggere, ma di un eroe come Enea, protagonista dell’Eneide di Virgilio, capace di insegnarsi la cocciuta perseveranza ad ogni costo, la capacità di ricostruire dopo tanto dolore e lontano dalle macerie.

“La lezione di Enea” è proprio questa, rispondere alla distruzione con la ricostruzione, e la scrittrice ce la offre nel suo ultimo saggio, scritto nei mesi della pandemia, quando tutti usavano a proposito ma anche a sproposito la parola eroe.

Enea è un eroe grazie a Virgilio, all’immagine che il poeta latino ci ha dato di lui.

Vissuto nell’ultimo secolo dell’era repubblicana a Roma, testimone dell’ascesa dell’impero di Cesare Ottaviano Augusto, Virgilio aveva vissuto di persona la resilienza, il dover prendere atto del disfacimento del passato e dell’incombere di un futuro ignoto resistendo alla volontà di cedere, di abbandonarsi al rimpianto o di abbracciare l’adulazione.

Scrivere l’Eneide per raccontare le origini gloriose di Roma caput mundi fu, per così dire, un lavoro su commissione: tramite Mecenate, a Virgilio fu concesso di far conoscere ad Augusto la sua poesia e da questo incontro il poeta mantovano uscì con l’incarico di cantare la gloria passata, presente e futura di Roma.

Impresa titanica, ovviamente, destinata a caratterizzare l’ultima parte della sua vita, in modo certamente ansiogeno: Augusto voleva veder terminata l’opera destinata alla propaganda culturale, Virgilio temporeggiava, viaggiava alla ricerca di nuove fonti e infine lasciava la sua opera incompiuta, morendo nel 19 a.C. ed esprimendo con chiarezza la proibizione di pubblicarla.

Quanto la sua richiesta fu disattesa, è noto a tutti gli studenti che hanno letto, tradotto, commentato, parafrasato i suoi dodici libri.

Andrea Marcolongo riparte da qui, dalla storia di un poema che fin da subito scansò il pericolo dell’oblio per diventare una delle colonne dell’epica antica insieme all’Iliade e all’Odissea.

Enea, un uomo eroico nel perseguire i voleri del Fato

E dunque, eccoci a leggere di Enea, del fondatore della romana stirpe che avrebbe poi dato i natali a Romolo e Remo e a Roma, sgombrando il campo dai rozzi e bellicosi agricoltori fondatori dei primi nuclei sociali vicino al Tevere e ai sette colli.

Certo, discendere dalla dea Venere e dal mortale Anchise, essere il principe dei Dardani, aver sposato Creusa, la figlia del re troiano Priamo ed essere di conseguenza stato suo alleato nella decennale guerra di Troia, facevano di Enea un eroe perfetto, per metà umano e per metà divino, come Achille, anche se molto meno celebrato di lui.

Andrea Marcolongo lo sceglie e ce lo racconta proprio per questo suo essere diverso, lontano dal clamore delle battaglie, destinato dal Fato ad essere un uomo in fuga.

Col vecchio padre Anchise in spalle, il quale stringe tra le mani i Penati, le divinità protettrici della casa e della famiglia, e il figlioletto Ascanio per mano, lasciandosi alle spalle Troia in fiamme e la moglie Creusa, già fantasma del passato, Enea ha tutto ciò che gli serve per salpare verso le coste del Lazio, dove lo attende un compito importantissimo.

Il viaggio sarà lungo e periglioso, lungo le coste prima della Grecia e poi dell’Italia, con una sola tappa distraente, Cartagine.

Fermandosi nella città della regina Didone e permettendole di innamorarsi disperatamente di lui, non cercherà comunque di andare contro a ciò che per lui è stato scritto: non interromperà il suo viaggio neanche a fronte di lacrime e lusinghe, non lamenterà egli stesso l’abbandono ma lo perseguirà senza esitazione.

Ecco il suo ruolo emergere prepotente: gli Dei hanno deciso per lui, egli non sa come, ma sa cosa deve fare, non inganna la regina come avrebbe forse fatto l’astuto Ulisse, anzi, la ama veramente anche lui, ma non può, non deve cambiare i piani già scritti per lui.

Per questo salpa e per questo Didone si uccide trafitta dalla spada di Enea.

A lui spetta una nuova moglie, dopo Creusa, ma è Lavinia, figlia del re Latino e progenitrice del nuovo popolo dei Romani.

Andrea Marcolongo e la “necessità” dell’Eneide

Colpisce, nelle pagine del saggio, la certezza della scrittrice su quanto leggere l’Eneide sia un’operazione necessaria per capire che è la storia di un essere umano e della sua fatica per vivere, di un uomo contemporaneo che deve rimanere in piedi a fronte delle delusioni e dei colpi inaspettati, pronto a resistere sempre e ancora una volta in più, così forte da combattere, insistere e non desistere, soltanto per darsi una possibilità ancora di essere ciò che è.

Meravigliosa lezione, se solo riusciremo a farla nostra proprio adesso, proprio ora che siamo noi a dover resistere.

Andrea Marcolongo sviscera con amore e passione il personaggio di Enea, fermandosi su ogni sfumatura, ogni ombra della sua eroicità, rendendo in questo modo un omaggio postumo al grande Virgilio e regalando al lettore una nuova prospettiva in cui leggere il poema, ben diversa da quella che forse popola i ricordi dell’adolescenza scolastica.

Della grandezza di Virgilio fu già testimone l’Alighieri, che lo volle come guida nel regno dei morti, nell’Aldilà cristiano che aveva cambiato i connotati dell’Ade e dei Campi Elisi pagani.

Virgilio fu pagano – della sua lettura come profeta della venuta prossima del Cristo ci illumina l’autrice nel saggio – e pertanto non gli era possibile accedere al Paradiso con Dante.

Ma il suo essergli guida nell’Inferno e nel Purgatorio testimonia il suo ruolo di maestro per l’uomo hic et nunc, per l’individuo che trascina i suoi giorni di sofferenza e delusione sulla terra.

A lui si rivolge Virgilio, per lui ha scritto migliaia di versi, perchè non scordi le sue doti, la ragione in primis, nell’affrontare il noto e l’ignoto, il presente e l’imminente futuro.

Dante lo riconosce come sua guida, suo maestro, suo autore, colui al quale ha dedicato “ lungo studio e ‘l grande amore”, che gli fa luce sulla strada della conoscenza.

Una strada che il saggio di Andrea Marcolongo rende più ricca e più ambita.

Andrea Marcolongo, un inedito Enea magister vitaeAUTORE : Andrea Marcolongo

TITOLO : La lezione di Enea

EDITORE : Editori Laterza

PAGG. 204,   EURO 16,00  (disponibile versione eBook euro 9,99)

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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