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Carlo Carena, il fascino dei miti antichi per uomini moderni

Carlo Carena, il fascino dei miti antichi per uomini moderni

“Il fascino del mito” di Carlo Carena è un piccolo delizioso saggio su uno dei temi più dibattuti dall’umanità, le origini dell’uomo e del mondo in cui vive.

Se oggi ci muoviamo tra ipotesi scientifiche dalle cospicue fondamenta – e qualche rara integralista concezione religiosa – c’è stato un tempo in cui il desiderio di spiegare come e dove si trovasse il punto d’inizio di ogni cosa portò alle creazione di storie bellissime e affascinanti, i miti per l’appunto.

Il μῦθος, mýthos, è cifra distintiva della cultura greca, è narrazione orale, tramandata negli anni sino a giungere a popolare le pagine omeriche, ricche di riferimenti al pantheon greco, popolato di dei e di eroi.

La mitologia è l’insieme dei racconti autorevoli lasciati in custodia a re vecchi e saggi, storie tramandate da aedi e  cantori ispirati.

Ad essa si sono rivolti autori di ogni tempo per studiarne le caratteristiche, proporne interpretazioni originali, compresa quella psicoanalitica, attingere a piene mani ispirazione e spunti narrativi.

Carlo Carena è docente di Lettere e traduttore di alcune tra le più belle pagine degli autori classici: le molte primavere che si è lasciato alle spalle gli hanno regalato la giusta saggezza per trovare negli antichi il segreto per la felicità e la formula dell’eterna giovinezza, come ama scherzosamente affermare.

Il suo breve saggio è “ uno schizzo, ben ristretto e sommario, dell’insorgere nella Grecia e in Roma della mitologia classica”, dal momento che “ essa fu, con la sua esuberanza fantastica, le possibilità metaforiche e i velati ammaestramenti, una linfa che per ampie vene o per impercettibili capillari penetrò e nutrì – ora più ora meno, mai invano – la nostra cultura; e volere o volare ne siamo non solo debitori, ma vittime o felici eredi”.

I miti all’origine del mondo

Con una scrittura limpida e fluente, capace di catturare tutti i lettori, Carlo Carena racconta come fu che, ad un certo punto della sua storia, l’uomo greco sentì la necessità non solo di porsi delle domande, ma anche di trovare ad esse delle risposte.

Non è certo un caso se fu proprio la Grecia a dar vita compiutamente alla filosofia, che altro non era se non l’amore per la conoscenza, per la sapienza: e in fondo non c’è per l’uomo desiderio più grande del sapere da dove egli venga, come sia arrivato al suo presente e perché.

Ai miti delle origini, all’età degli dei si vennero affiancando poi l’età in cui gli dei e gli uomini vivevano insieme liberamente e infine quella in cui furono gli eroi ad occupare il campo d’azione, mai rinnegando la propria parte divina ma facendo risaltare maggiormente quella umana.

Carlo Carena attraversa una storia e una genealogia estremamente complessa con grande chiarezza, con uno spirito certamente divulgativo, perché è desiderabile che sia ampio il pubblico di lettori interessato all’argomento, ma seminando in modo costante spunti di approfondimento e riferimenti bibliografici tali da aprire innumerevoli orizzonti.

Da Caos, con cui l’universo appariva informe e confuso, a Urano e Gaia, coi quali ebbe inizio la creazione, il mettere ordine, già gli antichi avevano scelto un percorso che oggi la scienza, con ben altri strumenti e teorie, ripercorre, perché unico è il fine a cui si concorre, causale o casuale: l’equilibrio, l’ordine, la risistemazione.

Dall’uomo d’argilla a cui Prometeo regalò il fuoco, la scintilla dell’intelligenza, tutto discende, ha inizio una storia in cui le vicende umane e divine andranno non sempre felicemente a mescolarsi.

E’ il tempo di Gea (la Terra), di Eros (l’Amore), dell’Abisso (il Tartaro), dei gemelli Nyx (la notte) ed Erebo (l’oscurità), di Urano (il cielo), tutte divinità primordiali dalle cui intricatissime relazioni ebbero origine le genealogie successive.

Di certo, come si evince facilmente dalla narrazione di Carlo Carena, l’idilliaco mondo dell’Età dell’oro era lontano a venire, visto che prevalevano sentimenti forti come la vendetta, che  spinge un figlio a evirare il padre e un padre a mangiare i propri figli.

Mai commettere l’errore di avvicinarsi a questa caleidoscopica materia con l’occhio dell’uomo del presente, se si vuole evitare di perderne la profonda forza non disgiunta dalla bellezza: anche in questo sta il fascino del mito.

Tutto ciò prima che Zeus arrivasse a prendersi la parte del primo attore, del protagonista assoluto: dall’Olimpo da cui spesso si allontanava perché attratto da qualche bellezza femminile a cui non sapeva resistere, dominava una civiltà che non aveva più le caratteristiche delle grandi civiltà fluviali, ma si stava affrancando dal fiume per scegliere il mare e la terra aspra e ingrata dell’Ellade, da cui avrebbe tratto tutto il possibile.

Dei antropomorfi o dei modellati sui comportamenti umani?

Poco importa, visto che le loro esistenze si intrecciano continuamente, che i vizi degli uomini sono gli stessi delle divinità, che i capricci delle dee spinte dalla loro vanità sono in grado di far scoppiare conflitti come quello di Troia, che il dono dell’immortalità è diffuso anche fuori dall’Olimpo.

Carlo Carena si sofferma in modo particolare su alcuni personaggi come Giasone e gli Argonauti, Eracle o Edipo: nelle sue pagine essi si colorano delle sfumature dotte di cui spesso sono privi, trasformati in clichè immobili e senza spessore da un’epica troppo frettolosa.

E non dimentichiamo l’universo femminile: tre sono le figure tragiche sviluppate nelle pagine del libro, Medea, Fedra e Ifigenia, potenti le prime due, vittima innocente e predestinata l’ultima.

Sembra essere l’amore il motore delle loro azioni, amore per un uomo traditore, per i figli, per la passione stessa, per il proprio padre.

Un amore che si esaurisce soltanto nella morte, nelle tenebre che calano su menzogne o malvagità, su sacrifici così inutili da essere infine scongiurati dalle stesse divinità.

Carlo Carena racconta il mito del passato nelle letterature di ogni tempo

Nello studio sul mito del Professor Carena un aspetto essenziale è la ricerca dell’influenza che il mito antico ha avuto nella letteratura di ogni tempo.

Anche in questo sta la sua forza, nel saper permeare di sé le trame di opere dei secoli successivi, sino al tempo presente.

Si è detto trattarsi di un piccolo saggio, per dimensioni e numero di pagine, ma non si è sottolineato abbastanza il suo essere ricchissimo di spunti, da cui trapela un lavoro di ricerca e comparazione di opere lungo forse una vita intera, quella di uno studioso che dell’antichità ha fatto una passione.

La proiezione dei miti nelle trame letterarie non può che partire dai poemi omerici, per poi passare nelle pagine dei grandi tragici, dall’Edipo re di Sofocle alla Medea di Euripide.

Ma poi è Racine con Fedra, è Shakespeare con Amleto, è Reiner Maria Rilke con Orpheus. Eurydike. Hermes.

E poi è la saggistica, così come si è sviluppata nei secoli, dal razionalismo settecentesco al romanticismo leopardiano, dalle riflessioni latine all’interpretazione della moderna psicanalisi.

E’ nell’ordinato sviluppo cronologico e tematico che il lettore trova la strada della lettura, anch’egli alla ricerca di un ordine che queste pagine gli offrono, attraversando una storia, quella del mito, che ad un certo punto finì, quando gli dei tramontarono e morirono.

Restarono e restano le loro storie, belle come una fiaba antica, consolatorie come sono tutte le fiabe, nel bene e nel male.

Carlo Carena, miti antichi per uomini moderniAUTORE : Carlo Carena

TITOLO : Il fascino del mito

EDITORE : Salerno Editrice

PAGG: 120       EURO : 8,90  (disponibile versione eBook euro 4,99)

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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