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Alessandro Pagani, scrivere per divertirsi e divertire

Alessandro Pagani, scrivere per divertirsi e divertire

“La comicità è solo un’altra difesa contro l’universo” (Mel Brooks).

A considerarla sotto questo punto di vista, la comicità è un affair maledettamente serio (perdonate l’ossimoro), tanto serio da attirare l’attenzione degli scrittori italiani da ben otto secoli: che altro era, se non questo, la poesia di Cecco Angiolieri, che mentre gli altri poeti si fossilizzavano nella contemplazione di eteree donne angelo, chiedeva che si prendessero pure quelle brutte e zoppe, ma lasciassero a lui le giovani e belle?

Armati di umorismo affrontiamo con più lievità la vita di ogni giorno, cercando in primo luogo di non prenderci sempre troppo sul serio, cosa che in realtà a volte riesce difficile agli altri.

Lo stesso tipo di riflessione ha animato Alessandro Pagani, nato a Firenze nel 1964, scrittore, musicista, operatore volontario a favore degli animali ed impiegato presso l’Azienda Sanitaria Fiorentina.

Appassionato di letteratura e musica, ha fatto parte durante gli anni ’80 del movimento artistico underground fiorentino “Pat Pat Recorder”. Nel 1988 ha intrapreso un percorso come musicista con svariati gruppi, arrivando a fondare con uno di questi, nel 1997, l’etichetta discografica Shado Records, attiva fino al 2007. Attualmente è batterista del gruppo rock Stolen Apple, con il quale ha fatto uscire l’album di debutto “Trenches” a Settembre 2016.

A ciò si aggiungono tre pubblicazioni, l’ultima delle quali è “Io mi libro”, una raccolta di cinquecento frasi umoristiche, accompagnate da una serie di classifiche personali di Alessandro Pagani e da un breve racconto sul tema del sogno.

Alessandro Pagani, l’uomo capace di correre i centro metri in dodici secondi, due lunedì e una Pasquetta

Il pozzo di San Patrizio a cui attingere per freddure, giochi di parole, battute fulminanti (a volte anche troppo) è la vita quotidiana:  Alessandro Pagani ruota il suo sguardo attento intorno a sé e scova, negli anfratti più reconditi del nostro vivere travagliato, un anello debole, una scollatura tra ciò che è e ciò che appare e la fa propria, avendo a suo vantaggio anche la tradizione goliardica toscana, pungente ed acuta.

Luigi Pirandello ( a cui nemmeno i più riottosi studenti potrebbero affibbiare l’etichetta di scrittore comico) aveva compreso con assoluta chiarezza il senso dell’umorismo, posto alla base di tanti suoi racconti o opere teatrali: la sua vera forza non sta nel generare il riso fine a se stesso, ma nell’indurre alla riflessione, alla presa di coscienza dei meccanismi ineludibili che regolano la nostra esistenza.

Chi riesce ad impossessarsi di questo meccanismo è davvero un comico, un umorista, un attento lettore della realtà.

La prima parte del libro di Alessandro Pagano si snoda tra contesti vari, all’interno dei quali l’autore pone l’accento sui vizi, sulle virtù ma anche sui comportamenti anonimi ed involontariamente grotteschi del tempo attuale.

La messa della domenica, ad esempio, si apre alla modernità:

Chiesa social, scambiatevi un segno: mi piace (26)

Secondo la diocesi, Dio c’è, sì (16)

E che dire della nostra sanità?

 “Quel medico legale, tra una cosa e l’altra, sta per fare l’autopsia a sua zia” – “Apre e chiude parente, sì?” (9)

 “Dottore, ho un dolore al petto” – “È il miocardio?”- “No, è il mio”.(28)

In una sala operatoria di un ospedale ci sono tanti pupazzetti di scimmia appesi. È lì che fanno l’appendicite. (45)

A scuola…..

 “Professore, mio figlio ha sempre la testa tra le nuvole… che mestiere gli consiglia?” “Il metereologo, signora”.(335)

“Pronto, bar, può portare una birra alla scuola?” -“Media?” (337)

Qualsiasi occasione sembra essere buona per far scaturire un sorriso, se non altro almeno per sdrammatizzare le difficoltà che ci portiamo ogni giorno appresso, che sono davvero tante.

“Sono un comico serio”, l’ossimoro di vita di Alessandro Pagani

Messe da parte le battute da cabarettista, Alessandro Pagani procede con la compilazione di una serie di elenchi personalizzati, sul modello di quelli che in tempi recenti sembravano andare tanto di moda, ai quali fa seguire un racconto, giocato sulla parola ALI, non in quanto dotata di assoluto valore semantico, ma in quanto  fulmineo bisillabo utilizzato in una quantità di altri lessemi che con l’atto dello spiegare le ali non hanno nulla a che fare ( regali, Italia, realizzare, alisei….)

La stessa copertina del libro, per altro, ci dà un indizio in questo senso, perché raffigura un uomo-Icaro che ha trasformato un libro aperto, legato alle sue braccia, in un mezzo per librarsi in cielo, sollevandosi a sufficienza per osservare la realtà con un punto di vista diverso ed inconsueto.

Il protagonista del racconto breve sogna un volo che lo proietti lontano dai suoi 60 mq, in una fuga irrealizzabile se non nel desiderio che la muove.

L’umorismo e la comicità lasciano qui il posto al gioco di parole, all’incastro verbale da gioco enigmistico, ma l’autore non si spinge sin dove potrebbe con queste tecniche, lasciando nel lettore un senso di incompiuto, di strada intrapresa e subito abbandonata.

Alessandro Pagani dice in un’intervista di aver pronte altre cinquecento battute per il prossimo libro e dunque di essere pronto a librarsi ancora una volta per ricordarci che il re è nudo e lo siamo tutti noi, impietosamente analizzati come insetti da collezione.

Ma se a ricordarcelo è un umorista siamo pronti a riderci su, perché “l’umorismo serve a rendere più facile la vita, a smussare gli angoli, a farti capire che le cose importanti nella vita sono veramente poche, due o tre… e noi stiamo invece a discutere ed arrabbiarci sulle altre diciotto o ventimila” (Bruno Bozzetto).

Alessandro Pagani, scrivere per divertirsi e divertireAUTORE : Alessandro Pagani

TITOLO : Io mi libro

EDITORE : 96, rue-de-La-Fontaine Edizioni

PAGG. 78,  EURO 10,00

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

One comment

  1. Segno subito, tanto ormai libro più libro meno ah ah questo libro mi sembra davvero molto molto carino

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