
Andrea Marcolongo, dell’infinito amore per l’antica Grecia
Andrea Marcolongo è, nel confuso panorama degli scrittori che esulano dalla narrativa tradizionale, un fenomeno editoriale.
A soli trent’anni, nel 2017, raggiunge la fama internazionale con un saggio su cui non tutti avrebbero scommesso: La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco.
Tradotto in Europa e in America, il libro vendette centinaia di migliaia di copie, nel momento in cui si dibatteva la questione dell’eventuale eliminazione dello studio delle lingue antiche dalla scuola italiana.
Definita dalla stampa francese il nuovo eroe greco, Andrea Marcolongo ha riportato in vita miti, leggende, personaggi storici e mitologici, ma soprattutto una lingua a cui dobbiamo molto.
Il greco antico era un modo di vedere il mondo, un modo ancora e soprattutto oggi utile e geniale.
E’ da questa affermazione dell’autrice che occorre partire per affrontare l’agile lettura del suo ultimo lavoro, “Spostare la luna dall’orbita”.
Un racconto autobiografico che dura il tempo di una notte ma abbraccia una vita intera, un memoir in cui il tempo presente si snoda tra un passato lungo duemilacinquecento anni, un saggio dal quale emerge a ogni passo il suo principio ispiratore, un amore assoluto e incondizionato per l’antica Grecia.
La notte al museo di Andrea Marcolongo
Il libro nasce da un’idea della casa editrice francese Stock, che offre agli scrittori la possibilità di scegliere un museo in cui fare l’esperienza di trascorre una notte in solitudine.
Per Andrea Marcolongo scegliere il Museo dell’Acropoli di Atene è stato inevitabile.
Un’attesa di un anno, poi l’autorizzazione.
L’acquisto di un lettino da campeggio, un sacco a pelo, una torcia e un biglietto aereo per Atene era tutto ciò che serviva, insieme a un libro, la biografia dell’ambasciatore inglese Lord Englin.
Nel silenzio della notte, del tutto sola tra le vestigia di un’antichità troppo violata e mai sufficientemente rispettata, Andrea Marcolongo ha raccolto i suoi pensieri che sono confluiti in questo libro.
Al di là delle vetrate del Museo il Partenone, ovverosia ciò che resta della straordinaria opera voluta da Pericle e commissionata allo scultore Fidia nel V secolo a.C..
Simbolo della vittoria della democrazia, omaggio alla dea Atena protettrice della città, ancora oggi il tempio domina dall’acropoli la città di Atene, ricordandoci di cosa furono capaci i nostri antenati.
I frontoni e le metope che lo caratterizzavano sono state in parte trafugate e talora distrutte, tanto che al Museo di Atene ne rimangono soltanto alcune parti.
E’ in mezzo a queste straordinarie decorazioni che Andrea Marcolongo ha montato la sua brandina e ha passeggiato nella notte a lei concessa.
Scalza, per non fare alcun rumore che disturbasse un silenzio millenario, ha ripercorso la storia di questo meraviglioso edificio, intrecciandola alla sua personale.
Ne è nato un libro che ci accompagna nel cuore dell’antichità e ce la restituisce intatta, nonostante i tanti, troppi saccheggi.

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A quale scopo portare con sé la biografia di Lord Elgin, per altro vergognandosene?
Perché questo ambasciatore inglese, vissuto in età napoleonica, fu il principale responsabile dei furti e dei danni relativi al Partenone, con opere trafugate e mai restituite al popolo greco.
E’ proprio questa la riflessione che occupa la notte di Andrea Marcolongo.
Ripercorre la vita di un uomo che fu prima ambasciatore riverito e rispettato da Costantinopoli, ricoperto di doni ricchissimi e omaggiato senza riserve per poi finire povero e solo in Inghilterra, la patria ingrata.
In compagnia delle memorie di colui che sottrasse ad Atene i suoi tesori, rimasti intatti sino ai primissimi anni del XIX secolo, Andrea Marcolongo offre in dono le sue scuse al popolo che non poté opporsi al trafugamento, avvenuto prima dei moti per l’indipendenza.
Lord Englin ottenne lo straordinario permesso di raggiungere l’acropoli e finanziò di tasca sua una squadra di operai che smontassero le parti del tempio, le imballassero in casse e le approntassero al Pireo, pronte per le navi in partenza.
Dal racconto di Andrea Marcolongo emerge come ci fu un complesso di responsabilità a determinare la distruzione delle metope e dei frontoni, parti dei quali sono oggi nei musei londinesi e parigini.
Ciò che rimase ad Atene è protetto nel Museo dell’Acropoli, ma da più di duecento anni la Grecia attende che le venga restituito ciò che le spetta di diritto.
Non la pensano così né inglesi né francesi, che rifiutano di restituire quanto trafugato.
Fu una storia molto travagliata, alcune metope si schiantarono al suolo, polverizzandosi, le statue furono smembrate e i pezzi andarono dispersi.
Durante il trasporto via mare ci furono naufragi con la totale perdita del carico.
La vendetta di Atena sembrò scatenarsi contro l’azione compiuta da Lord Englin, che pagò a caro prezzo il desiderio di gloria.
Persino lord Byron, il poeta inglese che morì in Grecia durante i moti indipendentisti, scagliò la sua invettiva contro l’uomo ritenuto responsabile di un’azione ignominiosa contro il popolo greco e la sua storia.
L’intensa notte di Andrea Marcolongo
La notte al Museo è stata il giusto corollario a un percorso di costruzione del libro iniziato tempo prima, un corollario intenso e passionale.
Il mondo greco antico, che noi conosciamo grazie agli studi scolastici, può essere qualcosa di molto diverso da ciò che vogliamo immaginare esso sia.
Si dice che quando i preziosi marmi vennero portati via, i greci commentarono dicendo che era come spostare la luna dall’orbita, un qualcosa ritenuto impossibile sino a quel momento.
Certo, Atene era una città povera e desolante, suddita degli Ottomani e poco conscia del valore delle sue testimonianze dei millenni precedenti.
Noi siamo oggi testimoni della catastrofe generata dalle decisioni di Lord Elgin, che consapevole di ciò non lo era affatto, non avendo una cultura adatta a comprenderla.
Nel dichiararsi vittima della sindrome dell’impostore, Andrea Marcolongo si assume la responsabilità di piccoli passi fatti senza comprendere a fondo l’importanza di non lasciar sprofondare nell’oblio i resti del passato.
I Greci ci hanno dato tanto, la nostra cultura sarebbe molto più povera senza Omero, Aristotele, Euripide, Archimede e tanti altri.
Sono le basi del nostro presente, il punto più alto dei nostri percorsi a ritroso.
Attraversare le pagine del libro con la stessa delicatezza con cui l’autrice ha percorso i corridoi del Museo con le vetrate illuminate dalla luna è d’obbligo.
Solo così si può ricavare dalle sue riflessioni il senso più profondo di quanto accaduto duecento anni fa, sotto lo sguardo fiero e indomito di Atena, pronta a vendicare ancora una volta il mancato rispetto verso la sua Atene.
TITOLO : Spostare la luna dall’orbita
EDITORE : Einaudi
PAGG. 152 EURO 17,00 (Versione eBook euro 9,99)





