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HENDRIK GROEN: la vecchiaia non è mai stata così bella

HENDRIK GROEN: la vecchiaia non è mai stata così bella

Hendrik Groen, chi era costui?

Parafrasando la celebre frase pronunciata dal Don Abbondio manzoniano, ci riferiamo ad uno scrittore olandese al suo romanzo d’esordio,subito salito in vetta alle classifiche in Olanda e presto tradotto in venti paesi.

E’ tuttavia un quesito senza risposta, in quanto questo nome è lo pseudonimo di un autore di cui non si conosce la vera identità.

Fenomeno di gran moda letteraria, celarsi dietro ad un paravento:  lo dimostrano Elena Ferrante e Fred Vargas, tanto per citare due esempi eclatanti, il cui successo editoriale è indiscutibili nonostante siano due donne del mistero.

Nel caso di Hendrik Groen la questione è ancora diversa, in quanto questo è il nome del protagonista del libro, il quale ha scritto un diario lungo un anno della sua esperienza di ottuagenario e lo ha reso pubblico.

Il gioco dei mondi possibili assume qui la giusta dimensione: un personaggio fittizio,frutto della fantasia di un autore, diventa l’alter ego dell’autore stesso, attirando su di sé l’attenzione della critica internazionale.

Una bella scommessa, vinta da Hendrik Groen, chiunque egli sia.

FRAMMENTI DI VITA IN OSPIZIO SECONDO HENDRIK GROEN

Il romanzo, “Piccoli esperimenti di felicità”, racconta le giornate trascorse da Hendrik, che ha ottantatrè anni e un quarto, come afferma lui stesso, all’interno della casa di riposo di cui è ospite.

Privo di agganci affettivi, in quanto la moglie è ricoverata in un istituto psichiatrico a causa di una sindrome maniaco depressiva e non lo riconosce neppure più, Hendrik si trova di fronte ad un bivio e deve lucidamente decidere del suo futuro: continuare ad aspettare un inesorabile tracollo finale o mettere fine di propria volontà ad un’esistenza che non è più tale?

HENDRIK GROEN: la vecchiaia non è mai stata così bella

Il delicatissimo tema dell’eutanasia viene affrontato in queste pagine con la determinazione e la serenità che maturano con la vecchiaia, quando ci si chiede perché venga negato il diritto ad una morte dignitosa.

Hendrik sembra volersi preparare, ma nel contempo decide di percorrere una seconda strada, quella della costruzione di un progetto di vita.

Un anno, il tempo che si concede, poi si vedrà.

Con lui nella casa di riposo trascorrono le loro ripetitive giornate i suoi cinque amici, tutti in attesa di qualcosa che deve accadere e che spaventa, rendendo così vani gli ultimi anni vissuti.

Non occorre certo pensare all’Olanda per immaginare questa realtà: ovunque le strutture per anziani racchiudono la tristezza di un’umanità al tramonto, che ha tirato i remi in barca e che si è arresa al tempo inutile, senza che la società riesca in alcun modo a porre rimedio a questa situazione.

Ma Hendrik si ribella a questa ineluttabilità e con un entusiasmo improvviso fonda il club dei Vecchi Ma Mica Morti, a cui si accede dopo rigorosa selezione e solo se in possesso dello spirito giusto.

Inutile dire che ne sono soci d’onore i suoi amici, a cui nel corso del primo anno si aggiungeranno solo due nuove presenze.

Ognuno di loro, a scadenza precisa, deve organizzare un’attività particolare, un esperimento di felicità per tutti, facendo i conti con tutte le complicazioni del caso: difficoltà motorie, carrozzine, medicinali…

E’ una ventata di novità che coinvolge Hendrik Groen e i suoi compagni di avventura, fra cene che permettono di dimenticare gli orribili pasti serviti in mensa e spedizioni culturali dettate dalla voglia di imparare ancora e sempre qualcosa di nuovo.

HENDRIK GROEN: la vecchiaia non è mai stata così bella

 

IL DIARIO DI HENDRIK GROEN, FRA IRONIA E HUMOR NERO

Il terremoto emotivo che questi arzilli vecchietti vivono viene fedelmente documentato in un diario che copre l’anno 2013, nel quale il protagonista annota con cura gli avvenimenti del giorno, tra ironia e sarcasmo.

Le giornate in ospizio possono essere movimentate solo da un ictus o, peggio ancora, da un decesso,unici avvenimenti degni di nota, riferiti però da Hendrik con uno stile che lo avvicina ad uno scrittore umoristico.

Giorno dopo giorno, dal 1 gennaio del 2013,per un anno intero seguiamo le vicende di un ottantatreenne a cui non piacciono i vecchi, a cui sembra di sentire lo scricchiolio del suo cervello anziano, che si reca dal geriatra combattuto tra due volontà, il desiderio di ottenere un farmaco stimolante per anziani e quello di avere la pillola per l’eutanasia da tenere nell’armadietto dei medicinali.

Un resoconto struggente e al contempo divertente, che ci inoltra del mondo della vecchiaia con tale profondità da far addirittura supporre che l’autore di questo diario sia anagraficamente coincidente col protagonista.

Un racconto del tempo che passa che ci obbliga a riflettere sul ruolo che oggi assegniamo agli anziani, escludendoli dalla vita attiva e isolandoli dal mondo, senza immaginare quali grandi potenzialità siano ancora insite in loro.

Romanzi e film spesso ce lo ricordano, come in questo caso, ma rimuoviamo egoisticamente questa consapevolezza in tempi rapidi, schiavi di un meccanismo che ci induce a soccombere al concetto di produttività.

Hendrik Groen ci insegna a cambiare parola, a pensare alla progettualità, che non ha tempo né età e può rendere la vita migliore in qualunque fase, dalla prima all’ultima.

E soprattutto, può far dimenticare in un armadio dei medicinali una pillola che nessuno vorrà più prendere, sostituendola con la voglia di acquistare un nuovo taccuino e un’agenda dell’anno che verrà, per annotare ogni progetto, perché come dice Hendrik, “finchè ci sono progetti c’è vita”.

I piccoli esperimenti di felicità hanno funzionato.

 

HENDRIK GROEN: la vecchiaia non è mai stata così bellaAUTORE: Hendrik Groen

TITOLO: Piccoli esperimenti di felicità

EDITORE: Longanesi

PAGG: 330, EURO 14,90

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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