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Lily King, di come sia difficile diventare una scrittrice

Lily King, di come sia difficile diventare una scrittrice

Quanto è faticosa da percorrere la strada che conduce al successo letterario e permette di definirsi, finalmente, scrittori?

A leggere l’ultimo romanzo di Lily King, scrittrice del Massachusetts che ha dovuto attendere quindici anni prima di essere definita tale dal pubblico e dalla critica, si direbbe veramente molto.

In realtà, l’avverbio molto è ancora riduttivo, perché sono pochi, pochissimi coloro che raggiungono la meta prefissata: è sufficiente scorrere gli elenchi degli aspiranti scrittori per trovarne conferma.

L’abitudine dell’autopubblicazione, pratica ormai consolidata, fa sì che nel grande calderone finiscano tutti, dal migliore al peggiore, determinando un proliferare di romanzi tra cui cui è difficile operare scelte giuste.

Per qualcuno – ma sono pochi, davvero pochi – si avvera il sogno, la favola del povero scrittore squattrinato ma strenuo difensore dei propri ideali si trasforma in realtà.

Per i più, resta per l’appunto una favola, che si esaurisce nello svolgere lavori forse ammantati di meno idealismo, ma in grado di garantire il pane quotidiano.

La storia che Lily King racconta in “Scrittori e amanti” prova a toccare entrambe le esperienze, il successo e il fallimento come scrittore, ma essendo tale genera anche due diverse reazioni, nella critica e soprattutto nel pubblico: c’è chi legge un inno alla fiducia e alla perseveranza nel comportamento della protagonista e chi invece lo considera uno stucchevole mezzuccio per ingraziarsi i lettori amanti del lieto fine.

Di certo è un romanzo che scivola via, di quelli che un tempo sarebbero stati definiti non impegnati, ma che può essere considerato un piacevole passatempo, in particolar modo per chi, a fronte di un presente inquieto, cerca un porto sicuro nell’e vissero felici e contenti.

Casey, trent’anni e un obiettivo da raggiungere

La protagonista del romanzo è Camila detta Casey, trent’anni impiegati a destreggiarsi tra i colpi bassi della vita, tra cui la fuga della madre con il suo conseguente abbandono, un padre dalla moralità tutt’altro che ineccepibile, un lavoro precario sempre sul punto di essere perso, la morte improvvisa della madre stessa prima di aver potuto dire finalmente l’indicibile.

A ciò vanno aggiunti i debiti universitari, stratosferici, che le permettono di affittare per  vivere un garage attrezzato, che definire casa è davvero improprio.

Casey fa la cameriera in un locale non per scelta ma per necessità e il mondo del lavoro, detestabile per altri aspetti, le regala delle belle amicizie, il punto forte della sua quotidianità.

Ma soprattutto le regala tempo: ogni mattina, da sei anni, Casey può dedicarsi a ciò che più ama, scrivere, portare avanti il romanzo che dovrebbe essere il suo ponte per il successo, per diventare finalmente la scrittrice che sogna di poter essere.

Lily King ha vissuto in parte la medesima esperienza, ha dovuto insegnare dopo aver conseguito una specializzazione in Scrittura creativa per potersi contemporaneamente dedicare alla scrittura: e il primo romanzo non le ha permesso di considerarsi finalmente arrivata al traguardo.

Per Casey il tracciato è ancora più tortuoso, perché sta faticando dannatamente per arrivare all’ultima pagina della sua prima storia.

Innamorarsi della scrittura le è stato facile, anche se non è sempre stato un amore corrisposto, innamorarsi degli scrittori è invece più difficile, che siano in fieri o già affermati.

Su un aspetto Lily King sembra non nutrire dubbi, sull’ego maschile che il successo rende spropositato, sulla certezza che gli scrittori hanno di essere depositari di un’abilità che le donne possiedono in minore misura, che le rende meno affascinanti e più complicate.

Lily King e il sogno americano

Il successo è da sempre il sogno americano: la scrittrice non può che prenderne atto e immaginare per Casey tempi bui ai quali deve però far seguito il finale edificante.

La vicenda prende le mosse da un lutto: la morte della madre, il più importante appoggio affettivo rimastole, prostra molto Casey, che si sente defraudata del diritto a un legame a stento recuperato.

Sorretta dall’io narrante, la sua difficoltà dello stare al mondo è sviscerata senza limiti, con la conseguente difficile elaborazione del lutto.

Tutto appare più difficile, il rapporto di lavoro si incrina sino ad arrivare al licenziamento, mentre il romanzo è sempre in attesa di uno sprone che non arriva.

Arrivano invece due uomini, nella sua vita: uno scrittore vedovo con due bambini piccoli e un giovane spiantato scrittore di racconti, ancora carico di illusioni.

Entrambi la conquistano, le rendono difficile scegliere, la portano verso il punto di non ritorno che però Casey tende a spostare sempre più lontano, in attesa di chiarirsi le idee.

Eccoli, dunque, gli scrittori uomini e potenziali amanti: un vedovo fintamente modesto, troppo compiaciuto di se stesso per supportare la donna che lui ha scelto per sé e per i suoi figli ( ma che in fondo non ha dato nessun assenso…) e un giovane che non tenta di sconfiggere il rivale, ma si allontana in buon ordine per poi riprendersi la scena nel finale.

L’ingenuità di questi rapporti è una debolezza del romanzo, in cui manca un percorso di crescita e consapevolezza sentimentale dei protagonisti, in cui talvolta le cose accadono e basta.

Nell’elenco delle angosce esistenziali di Casey si aggiunge infine la paura della malattia, nel momento in cui tutto il resto viene oscurato dalla presenza di un nodulo al seno che potrebbe stravolgere le carte in tavola.

Tutto è bene quel che finisce bene?

Cosa potrebbe ancora capitare alla povera Casey, che comincia a invidiare le scelte alternative di amici di un tempo che hanno abbandonato del tutto il sogno di diventare scrittori e hanno una vita serena, senza debiti e di certo meno tumultuosa della sua?

Lily King ha deciso che poteva bastare e che il gioco doveva farsi meno duro: prima o poi, la buona sorte deve far capolino tra gli eventi negativi.

Ed eccola comparire, per spianare la strada al lieto fine, che appare un po’ forzato e soprattutto affrettato in una vita così scombinata.

Casey non farà più la cameriera ma l’insegnante, per di più di scrittura, anche se non ha alcuna idea di cosa sia veramente l’insegnamento, un’agente entrata per caso nella sua vita legge il suo romanzo finalmente concluso e lo trova tanto bello da promuoverlo e ottenere una pubblicazione assai redditizia, la malattia non esiste e gli amici più cari le si stringono intorno per condividere la sua gioia.

E gli amanti? Uno dei due, a lungo illuso, si dichiara sconfitto senza far emergere una grande sofferenza e l’altro ricompare per uno strano giro del destino e sembra finalmente rappresentare il finale che Casey attendeva.

La Cenerentola degli scrittori diventerà dunque una famosa scrittrice, dei due ranocchi uno è diventato un bel principe e così, tra un bacio e una lacrima, tra oche metafora della capacità di resistere e poi volare lontano e il sogno che diventa realtà, si arriva alla fine del romanzo.

E vissero tutti felici e contenti, in particolar modo Camila detta Casey e Lily King.

Lily King, di come sia difficile diventare una scrittriceAUTORE : Lily King

TITOLO : Scrittori e amanti

EDITORE : Fazi Editore

PAGG: 331       EURO  18,50  (disponibile versione eBook euro 9,99)

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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