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Lorenzo Marone, come essere ipocondriaci e vivere felici

Lorenzo Marone, come essere ipocondriaci e vivere felici

Istruzioni  per l’uso dell’”Inventario di un cuore in allarme” di Lorenzo Marone, fornite sotto forma di bugiardino dalla casa editrice Einaudi.

Indicazioni:

Inventario di un cuore in allarme è indicato nel trattamento del disturbo da attacchi di panico, fobie, ansia generalizzata, stress, curiosità morbosa, necessità incombente di risposte, ipocondria, disequilibrio.

Controindicazioni:

Inventario di un cuore in allarme non deve essere letto in caso di ipersensibilità, insonnia, reflusso gastroesofageo, paura del cambiamento.

Precauzioni per l’uso:

Cautela deve essere prestata da chi non è abituato a porsi troppe domande. Possono aversi reazioni allergiche contrastanti quali irritabilità momentanea, irrequietezza, entusiasmo, allegria, tristezza, malinconia, serenità, insorgenza di dubbi esistenziali, acquisizione di nuove sicurezze.

Sovradosaggio:

Nel caso di letture abbondanti è previsto l’insorgere di sintomi benigni quali: voglia di rendere degna la propria esistenza, desiderio di vivere nel qui e ora, accettazione delle proprie fragilità e delle paure. Test preventivi hanno evidenziato per alcuni la necessità impellente, subito dopo la lettura, di provare a essere felici.”

Con simili premesse, come non essere attratti dalla lettura dell’ultimo lavoro di Lorenzo Marone, che si presenta come un lungo monologo autobiografico, una sorta di racconto rivolto all’analista nel tentativo di sfuggire alla propria gabbia fobica?

Lorenzo Marone, autore, narratore, personaggio in un tutt’uno

Che si tratti di un racconto insolito è evidente sin dalle prime pagine, in cui Lorenzo Marone si offre ai suoi lettori come l’imperatore nudo, spoglio delle menzogne necessarie per essere ben accetti nella società, libero dai pregiudizi costruiti intorno alle fobie.

L’autore si fa personaggio unico, è di sé che parlerà con i lettori, interlocutori muti, ragionando delle paure comuni, di vita e di morte, amore e tempo, nella speranza che la parola si faccia catartica, aiuti l’uomo a sollevarsi dalla sua dolorosa condizione di ipocondriaco per trovare la quiete interiore.

E’ dunque una narrazione autobiografica, limitata al campo delle fobie nate dalla malinconia adolescenziale e diventate causa della sofferenza quotidiana.

Il problema è che le giornate di Lorenzo Marone non sono caratterizzate dal ripresentarsi di due, tre, quattro situazioni fobiche: per lui, come per tutti gli ipocondriaci, le paure sono costanti, investono ogni sfera del vivere, a cominciare dalla paura della malattia che diventa una ragione di vita, presente come un chiodo fisso ad ogni risveglio.

Disarmato e disarmante, l’autore si racconta dunque attraverso una serie di situazioni che possono apparire comiche, se viste dall’esterno, ma che per lui rappresentano ostacoli continui da affrontare.

L’aprirsi agli altri, il confessarsi come un penitente ( Marone lo fa realmente, turbando i sonni di un sacerdote a cui chiede una sorta di consulto dermatologico) sembra dargli sollievo, così come accade quando sente amore intorno a sé, consapevole che almeno la philofobia, la paura di amare, non rientra tra le sue patologie.

Nel corso del suo monologo sono spesso citati il figlio e la moglie: al primo spera di non trasmettere la paura di vivere, di ammalarsi, di invecchiare e via dicendo, alla seconda riserva un pensiero speciale, sapendo quanto sia difficile condividere le proprie giornate con un ipocondriaco.

Fobofobia, la madre di tutte le paure

Avete mai conosciuto un fobofobico, un uomo che ha paura di avere paura e deve continuamente gestire attacchi di panico e ansia fluttuante?

Dopo aver letto il libro di Lorenzo Marone vi renderete conto che non ve ne siete forse mai accorti, ma che intorno a voi esiste un mondo sommerso costituito dai fobici, pessimisti che convivono col loro malessere interiore  dubitando di tutto, vedendo il bicchiere sempre mezzo vuoto.

E dire che vorrebbero trovare anch’essi una piccola felicità, ma proprio non ci riescono, attratti da un nuovo neo sulla pelle, da una giuntura scricchiolante, da un insolito mal di testa: come è mai possibile non precipitare nell’affanno a fronte di simili sintomi, scomodando amici, parenti e conoscenti per avere un consulto medico nel più breve tempo possibile, fosse anche di sabato sera?

L’ipocondriaco vive così, Lorenzo Marone lo sa bene e sceglie di raccontarcelo attraverso l’ironia, quella pungente e critica che subito ci fa pensare a Woody Allen e alle sue infinite paranoie, rappresentate in modo surreale nei suoi film.

A fronte dell’esperienza autobiografica, l’autore spazia però dalla scienza alla medicina, dalla filosofia alla teologia, dai greci antichi ai moderni pensatori, cercando delle risposte ai suoi assilli e alle sue paure, nella convinzione che Dio, con gli uomini e il loro mondo, non gioca a dadi.

Attraverso le sue pagine scopriamo che c’è un forum, “Ipocondriacocomeme” per confrontarsi con altri sfortunati, che non sempre la terapia psicologica ha successo, che le Malebolge non esistono solo nell’inferno dantesco ma anche nella società odierna, dove imbonitori e falsi profeti offrono metodi inutilmente alternativi per combattere malattie che un semplice vaccino sarebbe stato capace di debellare.

Dalle pagine di Lorenzo Marone impariamo anche quante e quanto specifiche siano le diverse fobie, e come per ciascuna ci sia una definizione quasi sempre ricalcata sulla lingua greca.

Va bene essere aracnofobici, ma potremmo essere in aggiunta anche entomofobici, per non parlare degli zelofobici o dei coimetrofobici ( chi sono? leggete il libro di Lorenzo Marone, per la risposta!).

Insomma, un po’ per celia e un po’ per sincera confessione, l’autore si mette a nudo elencando una serie di fobie che farebbero invidia al più incallito degli ipocondriaci, ma lasciando uno spiraglio di ottimismo, per quanto inconsueto: tra tanti mali, reali o immaginati, tra profezie di sventure e ipotesi di futuro a breve interrotto, restano il conforto e la gioia di amare , di avere un cuore che batte sincronizzato coi cuori di chi ti vuole bene.

E se domani un nuovo neo ti farà riprecipitare nell’ansia, pazienza: nel carpe diem sta, forse, la possibilità di sopravvivere.

Lorenzo Marone, come essere ipocondriaci e vivere feliciAUTORE : Lorenzo Marone

TITOLO : Inventario di un cuore in allarme

EDITORE : Einaudi

PAGG. 296,   EURO 18,00   ( disponibile in versione eBook euro 9,99)

 

 

 

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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