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Marie Kondo, ovvero il trionfo dell'ordine
Marie Kondo, ovvero il trionfo dell'ordine

Marie Kondo e il trionfo dell’ordine

Marie Kondo ha trent’anni, viene dal paese del Sol Levante, ha un sorriso molto dolce e capelli lunghi, lisci e neri, con una frangia sbarazzina. Soprattutto, però, Marie Kondo è una scrittrice campione d’incassi in tutto il mondo. A permetterle di raggiungere questa vetta olimpica è stato un solo libro, un piccolo libro che si presenta con la veste del manuale e potrebbe persino passare inosservato, se non fosse per le corde che vanno a toccare il suo titolo e ancor più il sottotitolo: “Il magico potere del riordino” – Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita. L’efficace messaggio subliminale è contenuto in quel verbo, “trasforma”, che sottintende che i nostri spazi e la nostra vita possano essere sprofondati nel caos, un pozzo senza fondo da cui non riescono a riemergere e a ritrovare ordine.

ORDINE E DISORDINE, LE CATEGORIE DI MARIE KONDO

Molti di noi sentono che è così: freneticamente impegnati su ogni fronte, spesso lasciamo che il disordine, quello in cui, a nostra difesa, diciamo trionfanti di essere in grado di trovare ogni cosa, prevalga in ogni settore e infine trovi il suo habitat nella nostra mente.

Marie Kondo, ovvero il trionfo dell'ordine
Marie Kondo, ovvero il trionfo dell’ordine

La piccola Marie ha capito come stanno le cose: vittima di una precoce sindrome da riordino compulsivo, per cui da bambina, tornata da scuola, anziché giocare con le bambole trascorreva le ore svuotando cassetti e riponendo in ordine gli oggetti, una volta cresciuta ha fatto di questo suo impulso interiore uno strumento di successo.

Il cammino per arrivare ad un metodo non è stato lineare né privo di errori: una volta stabilito che nella sua vita si sarebbe occupata solo di questo, di riordino, la Kondo ha tentato di costruire alcuni metodi di lavoro, rivelatisi poi fallimentari, come quello del lavoro circoscritto e sistematico (buttare via un oggetto al giorno, tutti i giorni) oppure quello del portare l’attenzione sui singoli ambienti in cui viviamo (oggi si riordina tutta la cucina, domani magari il bagno).

Errore dopo errore, imperterrita nelle sue convinzioni, ha trasformato questa attività pratica in una filosofia, fortemente influenzata dai principi zen.
In questo modo è arrivata ad evidenziare pochi ma specifici passaggi che ognuno dovrebbe compiere, come garanzia di successo: il primo e fondamentale consiste in una radicale operazione di ripulitura, buttando via tutto ciò che non serve, il secondo prevede invece l’azione del riordino vero e proprio che deve avvenire per categorie. Banale, direte voi? Mica tanto, in realtà, se si tiene conto del fatto che la Kondo induce a riempire sacchi e sacchi di immondizia da eliminare, con una operazione emotiva di grande portata.

Marie Kondo, ovvero il trionfo dell'ordine
Marie Kondo, ovvero il trionfo dell’ordine

Siamo tutti legati a un’infinità di oggetti di cui razionalmente potremmo fare a meno, ma che si caricano di affettuosi ricordi ogni volta che li prendiamo tra le mani, come una sciarpa dagli improbabili colori acquistata nell’ultima gita scolastica o dei boccali che in Boemia ci erano sembrati bellissimi e che a casa mai e poi mai avremmo il coraggio di riempire di birra. A ciò vanno aggiunte le montagne di ricevute, bollette, ricette di cucina, cartoline dei tempi arcaici in cui wathsapp era fantascienza, lettere, appunti e via dicendo. I nostri cassetti ne sono zeppi, tanto quanto i nostri armadi debordano di abiti che non indosseremo mai più, ma che sono così nostri che non riusciamo a liberarcene.

MARIE KONDO CI OFFRE UNA SOLUZIONE PER IL NOSTRO DISORDINE ESTERIORE ED INTERIORE

Il metodo Kondo dice VIA, via tutto, un saluto ed un ringraziamento all’oggetto che ha fatto parte della nostra vita prima di avviarlo ad un lungo viaggio verso una discarica o un inceneritore. E se ci riesce lei, che in quanto orientale, attribuisce anche agli esseri inanimati uno spirito interiore, dovremmo non riuscirci noi col nostro bieco materialismo? Eppure questo processo è difficile, proprio perché per noi occidentali il senso del ricordo è predominante. Ce lo ha insegnato Proust, ce lo hanno trasmesso generazioni di filosofi e scrittori a partire dal primo Novecento, ce lo ha reso possibile una società dei consumi in cui accumulare è diventato alla portata di tutti. Così ora siamo schiavi degli oggetti e da ciò ricaviamo un senso di infelicità ineludibile.

Diventando “kondisti” (il termine è stato coniato negli Stati Uniti, dove la scrittrice ha schiere di fan entusiasti) permettiamo a noi stessi di tornare ad essere felici, perché all’assenza di caos esteriore andrà a corrispondere quella interiore. Marie Kondo ci accompagna per ben 250 pagine in questa ricerca di equilibrio, ripetendosi spesso come se avesse di fronte a sé scolaretti restii ad imparare, ma ricordandoci come in Giappone essa stessa sia diventata come un guru, con liste di attesa di mesi per coloro che vogliono imparare direttamente da lei il metodo.

A noi che la osserviamo da lontano dedica il suo libro, ricordandoci di non pretendere troppo, perché raggiungere la perfezione è impossibile, ma sottolineando che chiunque, quando riordina, dà il meglio di sé, creando attraverso gli oggetti che decide di tenere, quelli che gli regalano al tatto una profonda e vera emozione, un proprio inconfondibile stile di vita. Ciò che resta sarà la parte migliore di noi, non avremo mai più tristi e solitari calzini spaiati, né piatti scoordinati che ammiccano dai ripiani, ma saremo molto più fiduciosi in noi stessi e nelle nostre potenzialità.
Insomma, così dice Marie Kondo, così pensano migliaia di persone che sono diventate kondisti e che giurano di essere usciti rinnovati da questo percorso liberatorio (sei mesi circa, la durata complessiva e senza effetto boomerang, fatto una volta dura per sempre).

Meno convinti sono gli accumulatori compulsivi, anche quelli da strapazzo, che proprio non riescono a vedere nelle cose altro da sé, ma le identificano in una sorta di proseguimento ideale del proprio tempo. Per nulla convinti, poi, i lettori seriali: fare spazio nelle librerie è impossibile, liberarsi dei libri, letti o non letti, genera stati di abbattimento e depressione incurabili, è un contesto in cui il disordine è simbolo di azione, movimento intellettivo, inesauribile attività di approfondimento.

E allora, cara Marie, noi metteremo nella nostra libreria anche il tuo manuale, proprio perché è un libro, ma poi ci lasceremo trascinare dal fascino delle tue semplici regole solo sin dove compare la parola LIBRERIA: da lì in poi, il magico potere del riordino non funziona più.

Marie Kondo, ovvero il trionfo dell'ordine
Marie Kondo, ovvero il trionfo dell’ordine

AUTORE: Marie Kondo

TITOLO : Il magico potere del riordino

EDITORE: Vallardi

PAGG.:247,  EURO 13,90

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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