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Si naviga a vista col Galeone Liceo di Isabella Garavagno e Duccio Chiapello

Si naviga a vista col Galeone Liceo di Isabella Garavagno e Duccio Chiapello

 Un imponente galeone con le vele spiegate, pronto ad affrontare una navigazione perigliosa come quella oceanica, con correnti impetuose, venti contrari, giornate di inutile bonaccia e rotte troppo spesso sconosciute: è così che Isabella Garavagno e Duccio Chiapello immaginano la scuola protagonista del loro romanzo “Galeone Liceo”.

E’ un liceo di antica origine, arroccato sulla sommità di un poggio che domina la cittadina circostante, al cui interno si sono formate generazioni di studenti ormai lontani nel tempo e nello spazio.

I due autori, entrambi docenti di Liceo, dichiarano la casualità del riferimento a fatti e persone reali, ma chiunque abbia vissuto anche solo per un po’ il mondo della scuola sa che non può essere vero, perché la scuola, quella vissuta sulla propria pelle, non ti abbandona più per il resto della tua vita e ti rimane impressa dentro, pronta a riemergere col suo vissuto al solo pronunciare una banale parola evocativa.

Così è a partire dalla scuola come edificio per finire con gli studenti, la parte viva e pulsante di un mondo che mai si riduce ad essere strumento di informazione, ma auspica di esserlo a livello di formazione.

Molti anni di lavoro e di studio, centinaia di volti felici o insofferenti, interessati o demotivati sono dunque l’humus su cui è cresciuta questa storia: nessun nome che richiami a singoli individui, ma identità caleidoscopiche, frutto di memoria di lungo corso e di una mescolanza di ricordi che permette a tutti i lettori di ritrovare una parte di sé su questo Galeone.

Isabella Garavagno e Duccio Chiapello non sono nuovi alla scrittura: la prima dedita più alla narrativa con particolare predilezione per le ambientazioni del primo Novecento, il secondo autore di saggi derivanti dal suo dottorato in studi politici e in storia costituzionale.

Strade diverse ma interessi comuni li hanno portati verso “Galeone Liceo”, scritto a quattro mani e dedicato a tutti i lettori che il liceo lo abbiano frequentato nel proprio trapassato remoto, nel passato prossimo o nell’immediatezza dell’oggi e portino con sé un po’ di nostalgia per ciò che è stato.

Gli adolescenti, pirati a bordo del Galeone di Isabella Garavagno e  Duccio Chiapello

Avere diciotto  anni ed essere pronti ad affrontare l’ultimo anno di Liceo fa sentire gli adolescenti improvvisamente “grandi”, ad un passo dalla vita vera che li sta aspettando: è questa la condizione d’animo dei quindici studenti della quinta D pronti a rientrare in aula dopo un’estate di spensieratezza, culminata con la festa da cui sono reduci all’alba del primo giorno di scuola.

Isabella Garavagno e Duccio Chiapello li hanno costruiti con la delicatezza e la puntigliosità che si riservano ai personaggi importanti, agli “oggetti” di valore della propria creazione: ognuno di loro è un microcosmo, contiene in sé i dubbi e le gioie di una generazione intera, gli inquieti turbamenti individuali, i sentimenti che pulsano nelle vene di chi sente il traguardo ormai vicino.

Con un alternarsi continuo dei punti di vista essi vengono raccontati dentro e fuori, con il gioco dell’avvicendare ciò che si pensa di essere e ciò che invece gli altri pensano al proposito, che raramente coincide.

A dar voce agli studenti sono Fabrizio e Miriam, alle prese tra l’altro con un coinvolgimento che non sanno capire esattamente se sia innamoramento o no ma che certo li mette alla prova, dal momento che entrambi hanno una personalità forte.

Dal primo all’ultimo giorno dell’anno scolastico 2017-2018 leggiamo di come la scuola sia ancora il loro contesto privilegiato, il luogo fisico ma anche interiore dove tutto succede, tutto ha inizio e talora anche fine.

Ci sono compagni come Stefano che sono volontariamente scesi dal Galeone e non vorrebbero più risalirci per scelta di vita; ci sono quelli nuovi, arrivati da altre istituzioni scolastiche, che faticano a entrare a far parte del gruppo e apparentemente si perdono nei loro pensieri come Marta; ci sono quelli che la vita ha sottoposto troppo presto al contatto col dolore, come Leonardo, che hanno trovato nel gruppo classe un sostegno straordinario; ci sono quelli destinati al successo ed altri al fallimento, come sempre accade nella vita.

Ma nei nove mesi in cui non solo frequentano ma sono la quinta D tutti quindici si sentono parte imprescindibile di un tutt’uno che li rappresenta.

Dopo l’esame di maturità le loro rotte si separeranno, ma sino ad allora si sentiranno un gigantesco unico, dove il problema di uno è il problema di tutti, dove la gioia brilla meno se non è conosciuta e condivisa.

Così, quando attraverso la stampa vengono messi a conoscenza della probabilità che il loro Galeone Liceo chiuda per sempre i battenti non hanno esitazioni: tocca a loro, i grandi, farsi portavoce del disappunto generale, combattere con l’appoggio del Preside la loro battaglia, che li porta senza esitazioni di fronte al Presidente della Provincia, Prospero Lete, ex studente lui stesso del Liceo.

Né fannulloni né sdraiati, questi ragazzi, capaci di navigare a vele spiegate contro scelte che non capiscono e reputano oggettivamente sbagliate: chiudere una scuola non è mai, mai, un segnale positivo.

Tra la festa di Capodanno e quella di fine scuola in estate i mesi si rincorrono con tale velocità che ai ragazzi comincia a diventare comprensibile il concetto del tempo come valore soggettivo: passo dopo passo, hanno trovato sempre nuove corrispondenze tra ciò che hanno studiato e ciò che regge la vita di ogni individuo, sentendosi più ricchi e più pronti, tra una riflessione filosofica, una poesia di Catullo, un principio della fisica e tante maschere di Pirandello.

Isabella Garavagno e Duccio Chiapello raccontano la scuola vista dagli adulti.

Sul Galeone Liceo salgono anche i capitani del momento, gli adulti, gli insegnanti a cui è affidato il compito di non perdere mai di vista la rotta.

Punto fermo della quinta D e voce narrante adulta è la prof, quella che li conosce più di tutti, che fa l’appello chiamandoli per nome come se nessuno avesse inventato i badge e il registro elettronico, perché per lei non sono nomi, ma carne viva, palpitante di desiderio per la vita, anche le mattine in cui sembrano quindici cozze ancorate al loro scoglio.

Lei sa chi sono e chi vorrebbero diventare, grazie o nonostante le difficoltà di ogni giorno a scuola, a casa, coi genitori, con la persona che amano.

La prof ha combattuto tante battaglie, le stesse forse di Isabella Garavagno e Duccio Chiapello, ma per lei è il momento di ammainare le vele e andare in pensione: ha dato tutto quanto le è stato possibile, ha creduto fortemente nei propri valori e in quelli altrui, quando le parevano giusti, ma ora è il momento di dire basta.

Ma per l’ultimo anno la classe ha avuto in dono un nuovo professore di filosofia, capace di scuotere la loro apparente indifferenza nei confronti della materia: bello e misterioso, giovane e autorevole, capace di rendere interessanti i filosofi tutti, da Plotino a Platone, tanto per cominciare.

Ci si può non innamorare di un professore così?   No, non si può, ma quando si capisce che è un amore impossibile si soffre comunque e tornare coi piedi a terra coi propri coetanei non è facile.

C’è ancora un adulto a proteggere le spalle dei ragazzi, si chiama Santo ed è il loro anomalo bidello, premuroso e attento, confidente della prof e dei suoi ragazzi, capace di pronosticare il risultato del loro esame non perché si creda un indovino, ma perché li conosce sin troppo bene, li vede non dentro all’aula, ma fuori, dove sono più se stessi.

Tra alisei, monsoni e calme equatoriali il Galeone Liceo raggiunge il suo porto finale: quale sarà il suo destino? Quale domani attende il suo piccolo equipaggio?

Isabella Garavagno e Duccio Chiapello hanno scelto di rivelarlo al lettore ripresentadogli la quinta D dopo vent’anni: c’è chi si è disperso, chi ha avuto successo, chi ha fatto perdere le proprie tracce, chi baciato dalla buona sorte si è ritrovato forse per non perdersi più.

Perché lo sapeva già il prof di filosofia tanti e tanti anni prima: “Se un giorno avrai bisogno della mia vita, vieni e prendila” (Anton Cechov).

Si naviga a vista col Galeone Liceo di Isabella Garavagno e Duccio ChiapelloAUTORI : Isabella Garavagno e Duccio Chiapello

TITOLO : Galeone Liceo

EDITORE : Araba Fenice

PAGG: 174,  EURO 16,00

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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