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Reiki: la ricerca ne prova l'efficacia sull'emicrania

Reiki: la ricerca ne prova l’efficacia sull’emicrania

Reiki non è una vera e propria medicina alternativa, ma soprattutto non è una religione. Si tratta piuttosto di una filosofia di vita, una pratica che porta a un risveglio consapevole dell’energia vitale di ciascun individuo. E tutto questo ha risvolti positivi anche sulla salute, perché, come ci insegna la medicina olistica, non esiste benessere del corpo senza un benessere generale che coinvolga anche la mente, le emozioni e l’anima.

Per quanto riguarda la salute del corpo, Reiki è un tipo di trattamento che può essere usato anche dalla medicina “ufficiale” per alleviare diversi disturbi. L’emicrania è uno dei problemi per i quali il Reiki si è rivelato più efficace: a dimostrarlo, una sperimentazione avvenuta qualche tempo fa all’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano, nell’ambulatorio di Medicina Psicosomatica del Reparto di Medicina interna. I risultati sono stati più che soddisfacenti, con un dimezzamento degli attacchi di mal di testa e una riduzione del dolore.

Reiki: la sperimentazione in ospedale

L’esperienza dell’Ambulatorio di Medicina Psicosomatica, all’ospedale San Carlo Borromeo di Milano, è durata 22 anni: dal 1987 al 2009.

L’ambulatorio faceva parte del Reparto di Medicina interna. E offriva diversi trattamenti “alternativi” – Reiki, ipnosi, omeopatia – per la cura sia di persone esterne sia di ricoverati nel reparto di Medicina, in associazione alle cure farmacologiche.

Il Reiki è stato oggetto di una sperimentazione specifica approvata dalla Regione Lombardia. E condotta dal 2000 al 2004 su 38 persone (soprattutto donne) che soffrivano di emicrania.

Ciascuna persona è stata sottoposta a un ciclo di 8 trattamenti completi di Reiki, con frequenza settimanale. Lo stato di salute di tutte le persone è stato monitorato durante e dopo il ciclo di trattamenti.

I risultati dello studio sono stati:

1) riduzione del 50 per cento degli attacchi di emicrania (da una media di 10 attacchi al mese a 5) e degli stati di depressione spesso associati a questo disturbo;

2) una riduzione del dolore durante gli attacchi, da dolore intenso-invalidante a dolore lieve-moderato;

3) una riduzione del consumo di farmaci per lenire il dolore.

La ricerca si è cncentrata sull’emicrania perché si trattava di un disturbo facile da ‘isolare’, catalogare e controllare dal punto di vista clinico. Ciò ha permesso di rispettare tutti i parametri richiesti per uno studio scientifico, cosa non  facile, quando si tratta di trattamenti di medicina alternativa come il Reiki.

Il San Carlo Borromeo di Milano non è l’unico ospedale italiano in cui si pratica il Reiki. Ma è stata l’unica struttura pubblica, finora, a offrirlo come trattamento di cura secondo i prezzi del tariffario del Servizio Sanitario Nazionale.

Perché Reiki funziona

L’emicrania è espressione di uno stress. E colpisce persone che si affidano molto alla sfera “mentale” , che affrontano tutto dal punto di vista razionale e che non riescono – in condizioni di stress – a scaricare a sufficienza le proprie emozioni.

Questo provoca un accumulo di tensione e di energia non espressa che – attraverso meccanismi nervosi e biologici ben conosciuti dalla medicina – si manifesta attraverso il mal di testa.

In questo senso l’emicrania è un disturbo psicosomatico, che esprime cioè a livello fisico (con dolore tangibile e talvolta molto invalidante) uno squilibrio che riguarda la sfera delle emozioni.

Il Reiki funziona perché è un trattamento che permette – attraverso il contatto con l’operatore – di riportare l’energia fisica ed emotiva in equilibrio. E l’operatore Reiki funge da “canale” tra l’energia universale e quella individuale

Per il Reiki l’emicrania non è dunque un problema a se stante: quel dolore è espressione di un disagio, di uno squilibrio energetico.

Il trattamento Reiki avviene in un contesto di per sé tranquillizzante: la persona è seduta o sdraiata, l’ambiente tranquillo, la luce soffusa, il contatto con le mani dell’operatore Reiki… tutto questo consente già una buona condizione di rilassamento.

E in questa condizione, si sviluppa l’azione specifica del Reiki che consente:

  1. di “sciogliere” l’eventuale ristagno di energia accumulata in punti precisi del corpo
  2. un migliore scambio di energia tra l’interno e l’esterno, tra l’organismo e il mondo esteriore, in modo da raggiungere un equilibrio.

Reiki, ecco di che cosa si tratta

Il Reiki è una pratica Olistica, nel senso che mira alla guarigione dell’individuo nel suo complesso, a livello fisico, mentale e spirituale.

Reiki è una parola composta da due sillabe: “Ki” indica l’energia vitale che ha preso una specifica forma, in ogni essere vivente; “Rei” indica l’aspetto universale di questa energia.

Reiki significa dunque letteralmente “energia universale”. Ed è una pratica basata sulla ricerca costante dell’equilibrio tra le diverse componenti dell’essere umano: corpo, mente e spirito.

Questo equilibrio si mantiene o si raggiunge attraverso una connessione diretta tra l’energia individuale dell’uomo e l’energia primaria di tutto ciò che lo circonda.

Il Reiki è uno strumento che ogni individuo può usare, se lo desidera, per riprendere un contatto consapevole con la propria energia interiore.

L’organismo umano è collegato al flusso di energia dell’ambiente circostante attraverso i 7 Chakra – o centri di energia – che si trovano: alla base del perineo, a livello dell’apparato sessuale, a livello del plesso solare, del cuore, della gola , della fronte e della cima del capo.

Questi 7 sono i centri che collegano l’organismo all’energia universale, secondo la filosofia Reiki. E vengono trattati dall’operatore con leggeri sfioramenti delle mani, durante le sedute, per riequilibrare e far fluire l’energia nel corpo.

Come il Reiki interpreta la malattia

In conseguenza di questa visione della vita, il Reiki interpreta la malattia in un modo particolare: gli stati di malessere, i disturbi e le malattie sono espressioni (di vario grado e serietà) di un blocco di energia, di una condizione stato in cui le energie dell’organismo (inteso come corpo, mente e spirito) non sono in equilibrio tra loro.

Lo scambio di cui si è parlato – tra essere umano e ambiente esterno – è bloccato, per qualche ragione. E il ristagno di energia, in uno i più punti, si ripercuote sugli organi che si trovano nella zona del chakra.

Questo modo di interpretare il dolore e i disturbi vale per tutte le malattie, dalle più lievi alle più serie.

Come si pratica

Il trattamento Reiki viene fatto attraverso un operatore esperto in questa pratica.

Le sedute durano circa 45-60 minuti e avvengono in condizioni di luce soffusa. La persona deve essere in posizione rilassata, sdraiata o seduta a seconda delle necessità.

L’operatore Reiki sfiora con le mani il corpo della persona e le posiziona soprattutto su alcuni punti particolari, che sono poi i 7 chakra.

In questo modo, con le mani e grazie alla propria esperienza, l’operatore può avvertire se ci sono stati di tensione e punti di ristagno o di vuoto di energia, se qualche chakra è “bloccato” e non consente – come se fosse un canale chiuso o ostruito – il normale flusso di energia nell’organismo.

La tecnica del Reiki non cambia a seconda del disturbo: che si tratti di emicrania o di gastrite (tanto per fare un esempio), consiste sempre in questi sfioramenti e manipolazioni leggerissime del corpo. Può esserci ovviamente, a seconda del tipo di disturbo, una particolare attenzione per un chakra rispetto ad altri.

Per l’emicrania per esempio si agisce in particolare sulla zona della testa – spiega la Dottoressa Merati – indugiando con le mani in particolare su alcuni punti come le tempie o la nuca della persona.

Il Reiki però rimane un trattamento Olistico e riguarda sempre tutto il corpo e tutti i chakra.

In questo modo, gradualmente, l’operatore Reiki riporta l’organismo al giusto equilibrio tra corpo, mente e spirito. E questo consente di alleviare, ridurre o sconfiggere il disturbo, dolore o malattia provocata dalla condizione precedente di disequilibrio energetico.

 

 

 

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2 comments

  1. Giuseppe Pozzi

    Supponenza e ignoranza fioccano a fiumi da questo articolo scritto probabilmente da chi non ha mai perso un giorno di lavoro o della propria vita per l’emicrania.
    Il Reiki come ogni forma di meditazione va benissimo per calmare ma non curare. Informatevi su che casi hanno trattato sec c’eran grappolati cronici o con altre forme invalidanti prima di scrivere certe cose.

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