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E’ allarme Vitamina D; la sua carenza porta all’osteoporosi e non solo

E’ allarme Vitamina D: la sua carenza porta all’osteoporosi e non solo

Un recente studio curato dalla Fondazione Internazionale di Osteoporosi sulla base dei dati forniti dalla Società Italiana Osteoporosi del Metabolismo Minerale e Malattie dello Scheletro sta suscitando un giustificato allarmismo: infatti i dati affermano che l’88% della popolazione mondiale e l’80% della popolazione italiana presenta bassi livelli di vitamina D, un elemento particolarmente importante per lo sviluppo dell’organismo, componente essenziale per il metabolismo delle ossa e la prevenzione del “rachitismo”.

La sua scoperta è dell’inizio del ‘900, quando alcuni studiosi, analizzando dei ragazzini affetti da rachitismo, scoprirono dei miglioramenti nel loro organismo quando venivano esposti alla luce ultravioletta del sole.

Vitamina D: dalla 1 alla 5 fanno tutte bene

Questa vitamina liposolubile è composta da cinque diverse forme, la D1, D2, D3, D4 e D5, ciascuna contenente elementi chimici che, sollecitati, apportano benefici all’organismo.

In particolare la Vitamina D3, che contiene “colecalciferolo” derivante dal colesterolo, è essenziale per l’apporto di calcio e fosfato, necessario per lo sviluppo osseo e cartilagineo; la D2 è invece di provenienza vegetale, e contiene l’ormone “ergocalciferolo”.

E’ allarme Vitamina D; la sua carenza porta all’osteoporosi e non soloOgni tipo di Vitamina D, comunque, quando viene colpito dai raggi ultravioletti, subisce subisce una reazione di idrossilazione che permette alle molecole di essere incorporata nella cute e da questa passare nella circolazione generale del corpo.

Un’altra sua caratteristica consiste nel fatto che una sua sovrapproduzione, in particolare nei mesi estivi, ne consente l’accumulo, in modo da poter essere utilizzata anche nel periodo invernale, quando l’esposizione solare è meno intensa o assente.

Vitamina D: tanto sole e diversi alimenti

E’ allarme Vitamina D; la sua carenza porta all’osteoporosi e non soloOltre ai raggi ultravioletti del sole, questo tipo di  Vitamina è contenuta anche in alcuni alimenti; uno di quelli particolarmente ricchi di questo elemento è l’olio di fegato di merluzzo, come anche i pesci grassi come il tonno, il salmone e l’aringa; una certa quantità non trascurabile la si trova anche nel latte vaccino e nei formaggi, nelle uova, nelle carni bianche, nel fegato e nelle verdure verdi, nei funghi, le alghe, le mandorle dolci e le foglie di rapa.

La quantità di calciferolo proveniente dagli alimenti è tuttavia molto bassa e la maggior parte di vitamina D viene sintetizzata a livello cutaneo per azione della luce ultravioletta del sole.

La sua carenza nel corpo umano comporta alcune patologie come fenomeni di rachitismo nei bambini, mentre negli adulti sono frequenti casi di deformazioni ossee, debolezza muscolare, dolore generalizzato, stati influenzali ed anche problemi intestinali; la sua assunzione assieme al calcio da parte di donne in menopausa determina, ad esempio, una diminuzione del rischio d’insorgenza di carcinomi.

Vitamina D: la carenza causa osteoporosi

L’osteoporosi è un altro degli effetti evidenti di carenza di vitamina D: ne soffrono 200 milioni di persone al mondo, uomini e donne sopra i 50 anni di età e si pensa che nel 2020 sarà la terza malattia socialmente significativa dopo quelle cardiovascolari e i tumori.

Al contrario, un eccesso di vitamina D determina un assorbimento eccessivo del calcio a livello intestinale e con conseguente nausea, vomito e diarrea, oltre alla calcificazione dei tessuti molli.

Gli anziani tendono a stare meno alla luce e la loro sintesi endogena di vitamina D diminuisce per cui si può ricorrere ad integratori che vanno comunque attentamente dosati e sotto il controllo del medico, perché, in caso di una loro prolungata assunzione si possono verificare fenomeni di tossicità.

About Massimo Tommasini

Massimo Tommasini
Massimo Tommasini, esperto in editoria aziendale e ambiente

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