aneurisma addominale
Salute

Aneurisma addominale: sintomi, cause, diagnosi e cure

11/05/2026
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È chiamato “silent killer” perché spesso non dà segni di sé e viene scoperto per caso. L’aneurisma addominale, noto in medicina come aneurisma dell’aorta addominale, è una dilatazione anomala dell’aorta – il principale vaso sanguigno del corpo – nella sua porzione addominale. Quando non viene diagnosticato in tempo, può evolvere fino alla rottura, un evento che richiede un intervento immediato. Controlli mirati e attenzione ai fattori di rischio possono fare la differenza.

Cos’è un aneurisma addominale

L’aorta è la più estesa arteria del corpo umano e ha il compito di trasportare il sangue ossigenato dal cuore al resto dell’organismo. In condizioni normali, le sue pareti sono elastiche e resistenti. Tuttavia, con il tempo o a causa di fattori di rischio, può indebolirsi e dilatarsi, fino ad arrivare alla rottura. Si parla di aneurisma quando il diametro dell’aorta supera di almeno il 50% quello normale. Nella maggior parte dei casi, l’aneurisma si sviluppa lentamente e senza sintomi evidenti.

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Sintomi: quando preoccuparsi

Uno degli aspetti più insidiosi dell’aneurisma addominale è che spesso non dà segnali evidenti. Molti pazienti scoprono di averlo durante controlli di routine. Tuttavia, in alcuni casi possono comparire:

  • dolore persistente all’addome, alla schiena o al fianco;
  • sensazione di pulsazione nell’addome;
  • dolore improvviso e intenso (in caso di rottura);
  • capogiri, sudorazione e perdita di coscienza.

La rottura dell’aneurisma è un’emergenza medica: richiede intervento immediato e ha un alto tasso di mortalità. L’aneurisma può anche andare incontro a trombosi ed embolia.

Cause e fattori di rischio

Ancora oggi, le cause dell’aneurisma addominale non sono completamente chiare. Quel che è certo è che diversi fattori contribuiscono allo sviluppo della patologia:

  • età sopra i 50 anni;
  • sesso maschile;
  • fumo di sigaretta (principale fattore di rischio modificabile);
  • ipertensione arteriosa;
  • aterosclerosi (indurimento delle arterie);
  • colesterolo alto;
    diabete;
  • obesità e sovrappeso;
  • familiarità.

Il fumo, in particolare, accelera il deterioramento delle pareti arteriose, aumentando significativamente il rischio.

Diagnosi: come si scopre

L’aneurisma addominale può essere individuato con una semplice ecografia addominale. Per questo, i medici la consigliano alle persone con più di 50 anni e con almeno un fattore di rischio. Se necessario, si possono richiedere poi indagini più approfondite, come la Tac e la risonanza magnetica.

In alcuni paesi è raccomandato un vero e proprio screening preventivo per uomini sopra i 50-60 anni, soprattutto se fumatori o ex fumatori.

Quando intervenire

Non tutti gli aneurismi richiedono un intervento immediato. La decisione dipende principalmente dalle dimensioni e dalla velocità di crescita. Se la dilatazione non supera i 5 centimetri di diametro si può decidere di eseguire dei monitoraggi periodici per valutare l’evoluzione della situazione. Ovviamente, è importante che la persona segua uno stile di vita sano e si sottopongo alle terapie e ai controlli indicati dai medici.

Se, invece, la dilatazione raggiunge o supera i 5 centimetri oppure è instabile o ad alto rischio, di solito è consigliato l’intervento chirurgico.

Le opzioni terapeutiche principali sono due:

  • la chirurgia tradizionale, che consiste nella sostituzione del tratto di aorta dilatato con una protesi sintetica. È un intervento invasivo ma molto efficace;
  • la pecnica endovascolare (EVAR): è una procedura meno invasiva che prevede l’inserimento di uno stent attraverso le arterie. È utilizzata soprattutto nei pazienti anziani o fragili.

Se diagnosticato precocemente, l’aneurisma addominale può essere gestito con successo. Il monitoraggio regolare consente di intervenire prima che si verifichino complicanze. Al contrario, la rottura improvvisa rappresenta una delle emergenze più gravi in ambito vascolare.

Prevenzione: le regole da seguire

La prevenzione gioca un ruolo fondamentale. Alcuni comportamenti riducono significativamente il rischio:

  • smettere di fumare;
  • controllare la pressione arteriosa;
  • seguire una dieta equilibrata;
  • mantenere il peso forma;
  • fare attività fisica regolare;
  • monitorare il colesterolo.

Chi ha familiarità o fattori di rischio dovrebbe sottoporsi a controlli periodici. È importante anche seguire eventuali terapie indicate dal medico.

Foto di copertina di swiftsciencewriting via Pixabay

Giornalista freelance dal 2001, giornalista professionista dal 2008, web writer e copywriter dal 2010, scrive principalmente di salute, medicina, attualità, benessere, psicologia, crescita personale, alimentazione e maternità. Collabora con diverse testate nazionali e vari siti di informazione. Inoltre, svolge attività di web writer, content editor e copywriter per agenzie e aziende. Ha scritto numerosi libri e volumi.